L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 22 marzo 2022

Uno due e l'Italia tramortita è arrivato Draghi ed è morta. L'uno è stato inferto da Andreatta e da Ciampi nel 1981 separando la Banca d'Italia dal Tesoro, il due è stato inferto dagli euroimbecilli di tutte le razze che hanno voluto il Progetto Criminale dell'Euro. Il colpo mortale è inferto da Draghi che ha gettato benzina sul fuoco ucraino ottenebrando il suo mandato distruggere il tessuto economico italico e rapinare i risparmi degli italiani

ITALIA: come curare il problema del DEBITO PUBBLICO

Scritto il  alle 07:35 da Danilo DT

Certo che per l’Italia non c’è mai una tregua. Un paese che da anni si trova in difficoltà economica, affogata dal debito e, permettetemi, da una classe politica inetta. Non fossilizziamoci sugli ultimi anni, il cancro della malagestione pubblica e della politica ha origini quantomeno 40 anni fa se non addirittura prima.

Un paese che ha inoltre un grande problema, il più grande, se ne parla poco ma fidatevi, è il più importante. Si chiama CRESCITA.

Questo grafico non necessita di grandi commenti. Se prendiamo come anno di partenza il 2007, e guardiamo al 2022-2023 (quindi si tratta di 15 anni) , guardate quanto è cresciuto il PIL pro capite. Signori, per l’Italia siamo ancora NEGATIVI. -1,7%!

Eurozona: PIL pro capite

Oltre alla crescita c’è poi il problema del debito. Ma guardando questi grafici quali sono le “immediate criticità” che saltano all’occhio?

  • quando l’economia si normalizza e abbiamo una crescita economica simil normale, il debito difficilmente scende e tende a stabilizzarsi
  • quando l’economia va in tilt anche per motivi esogeni, il debito lievita sempre oltre misura. Quando la situazione si normalizza, leggi sopra.
  • quindi è evidente che il debito pubblico è in un trend rialzista inesorabile che dura da anni
  • il risparmiatore italiano non è più un compratore come una volta (vedi area rosa)
  • gli investitori stranieri idem come sopra
  • quindi, se guardate il grafico, si nota benissimo come la quota in azzurro è cresciuta in modo proporzionale con l’aumento del debito. Chi è questo acquirente benefattore? Ovvio, la BCE. Ora capite la mia preoccupazione quando parliamo di QT (quantitative tightening)
  • inoltre con inflazione elevata, i tassi stanno cambiando. L’inflazione è una panacea per i paesi iperindebitati. Ma occhio ai tassi di interesse.
  • interessante il capitolo sui rendimenti reali. Se vengono mantenuti tali (fortemente negativi), per l’Italia ed i paesi con maggiore debito pubblico, avremo un motore di erosione di debito pubblico enorme e si mette in atto una delle armi naturali più formidabili di cui possiamo disporre per abbattere il debito pubblico. Aggiungiamo un po’ di PIL e il rapporto debito/PIL non potrà che migliorare.

  • PROBLEMA la dimensione del debito pubblico resta appunto proibitiva. 150% debito/PIL. La strada quindi è lunga ma, signori, non abbiamo alternative. Intanto speriamo che il sostegno della BCE non venga meno.

STAY TUNED!


https://intermarketandmore.finanza.com/italia-come-curare-il-problema-del-debito-pubblico-94301.html

Nessun commento:

Posta un commento