L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 11 aprile 2022

Anche Boris Johnson è stato scritturato ed ha partecipato alla produzione hollywoodiana di Zelensky

L’impossibile viaggio di Boris a Kiev



Esattamente come è accaduto per la pandemia a volte basta semplicemente fare ragionare sui dati elementari per mettere in crisi la narrazione mainstream: così due semplici calcoletti sui tempi di viaggio ci mostrano che Boris Johnson non è mai andato a Kiev, non ha mai passeggiato per la città, non hai incontrato lì Zelensky e che tutto questo è una rappresentazione svoltasi dentro il grande set cinematografico della Nato. Disgraziatamente sono noti gli orari di partenza e di ritorno a Londra del leader inglese, così che si può facilmente dedurre che il suo è stato un viaggio impossibile. Ma certo basta nascondere i particolari per dare al tutto un aspetto plausibile. Dunque vediamo:
Il volo ZZ336 della Royal Airforce del Regno Unito con a bordo Johnson è partito per la Polonia alle 7:33 di sabato 9 aprile ed è tornato di nuovo nell’aeroporto della Raf a Brize Norton nel Regno Unito alle 17:28 dello stesso giorno : dunque un un totale di 10 ore complessive.
Il viaggio in treno da Rzeszów, l’aeroporto più vicino al confine ucraino, fino a Kiev dove non si può decollare o atterrare visto che lo scalo è fuori uso dura al minimo di 7 ore: dunque tra andata e ritorno sono 14 ore, più tre di volo complessivo fanno 17 ore a cui si dovrebbe aggiungere il tempo per le passeggiate e gli incontri.

Qualsiasi altra combinazione di volo e di viaggio comporterebbe comunque un’impossibilità temporale.

Da questo si deduce che tutto si è svolto probabilmente a Varsavia ( i dati reperibili sul volo tramite radarbox confermano che l’areo non andato oltre la zona a nord della capitale polacca) e che fa parte di una produzione hollywoodiana il cui unico scopo è quello di far credere che Zelensky sia in Ucraina e che diriga le operazioni da Kiev, città che comunque è circondata dai russi, anche se parte delle truppe sono state spostate verso la sacca del Donbass. E non solo, ma che possa tranquillamente andare in Grecia o dovunque voglia, testimoniando che l’Ucraina è ancora viva e vegeta e grazie alle armi occidentali possa anche vincere. Del resto basta semplicemente guardare il video della passeggiata per rendersi conto che si tratta di teatro e che l’interazione tra i due è quasi assente, è solo uno spot. In realtà Zelensky è certamente altrove e non ha del resto alcun bisogno di rimanere in Ucraina visto che sono i militari sotto comando della Nato a decidere qualsiasi cosa. Zelensky in realtà è un prigioniero di Zenda sotto mentite spoglie. La sua presenza in Ucraina è soltanto una farsa che viene lucidamente e facilmente propinata all’opinione pubblica occidentale: tanto chi è così padrone di Kiev o di Varsavia o di qualunque altra città dell’est da poter collocare con certezza la passeggiata di Johnson e Ze ? E in ogni caso è un gioco da ragazzi costruire una città attorno a una passeggiata. Tuttavia l’informazione mainstream non poteva non notare l’incongruenza temporale a meno che non sia formata esclusivamente da una manica di idioti, ma non ha fatto una piega, non ha espresso il minimo dubbio, non ha fatto domande. Ormai credo che qualsiasi dato di realtà sia un veleno per costoro.

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