L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 21 aprile 2022

Armi armi armi solo e sempre armi, il fuoco ucraino può bruciare sempre più alto

A chi vanno le armi per l’Ucraina? Allarme terrorismo



Tre giorni fa missili russi hanno distrutto tre magazzini a Leopoli che contenevano decine e decine di tonnellate di armi di ogni genere, in pratica un mese di forniture militari per il regime sempre nazista di Kiev. L’intento è ovviamente di continuare a tutti i costi il bagno di sangue affinché l’Egemone possa ancora banchettare a capotavola, ma le fabbriche di armi sono contentissime del fatto che i russi distruggano i loro prodotti già nei magazzini perché di fatto lavorano adesso a pieno ritmo, nonostante che alcuni vantati sistemi come ad esempio il missile Javelin si sia rivelato una ciofeca. Fino ad ora i soli Stati uniti hanno inviato armi per tre miliardi di dollari il che si avvia ad essere la più grande campagna di armamento dalla seconda guerra mondiale, ma il fatto è che si tratta principalmente di armi leggere per lo più anticarro, sistemi contraerei portatili, droni Switchblade che smontati stanno anche in una sacca, insomma tutta roba che si può facilmente nascondere anche nel bagagliaio di una macchina: lo stesso Pentagono dice di non sapere davvero a chi vadano. L’esperienza passata ci dice che finiranno in mano non soltanto ai nazisti ucraini, ma anche ad altre formazioni del terrorismo che faranno dell’Europa terra bruciata: l’appoggio scioccamente dato da molti stati europei all’Ucraina, grazie a élite frutto di una degenerazione della politica e comprate in blocco da Washington verrà pagato non solo sul piano del disastro economico, ma anche col sangue.

I gruppi nazisti in Ucraina non sono un’invenzione della propaganda russa né sono semplicemente dei “nazionalisti” visto che l’Ucraina è un Paese assemblato e nel 2018 anche i lobbisti della Nato al Consiglio Atlantico li hanno definiti una pericolosa minaccia. Negli ultimi otto anni questi gruppi in Ucraina hanno avuto molti contatti con gruppi simili in altri paesi del Medio Oriente e dell’Asia, hanno invitato gente proveniente da ogni dove a combattere con loro in prima linea contro le repubbliche del Donbass. Queste formazioni terroriste sono i potenziali acquirenti per le armi che ora vengono consegnate all’Ucraina e che di certo potranno ritardare di un po’ la sconfitta, ma non più di tanto: si può essere sicuri che i caporioni conserveranno gran parte di questi armamenti per poi rivenderli a gruppi eversivi di ogni tipo. La scorsa settimana un alto funzionario della difesa Usa ha detto ai giornalisti che: ” Non ci stanno dicendo nulla sui lotti di munizioni che stanno sparando e quindi non sapremo mai in che misura stanno effettivamente usando queste armi”. Zelensky richiede costantemente più armi e nessuno ha idea di dove finiscano e in questo viene aiuto dai media occidentali che continuano ad evocare la possibilità di una vittoria ucraina, ma in realtà è che tutto questo mare di armi finirà sul mercato nero. Quanto tempo ci vorrà prima che un drone suicida Switchblade cadrà su un’auto della polizia in qualche Paese europeo? Quanto tempo ci vorrà prima che un’arma anticarro venga usata in operazioni terroristiche a Parigi o a Roma? Quanto ci vorrà prima che un missile antiaereo Stinger farà esplodere un aereo di linea? Uno, tre o cinque anni?

È un pericolo insito nel tentativo di creare un Afghanistan in Europa e che incredibilmente la Ue e i singoli Paesi che ne fanno parte, hanno assecondato invece di imporsi e richiedere trattative di pace. Ma dovremmo anche chiederci a questo punto se per élite politiche pervertite e dedite a governare con la paura questa non sia un’occasione d’oro per mantenere in piedi uno stato di emergenza e di eccezione, ancora più stringente rispetto a quello che abbiamo vissuto. E questo grazie alle armi comprate con i soldi dei cittadini e mandate ad alimentare una guerra in barba alla Costituzione.

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