L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 10 aprile 2022

Cattolici allo sbando, il papa bacia la bandiera ucraina nazista

Il Papa della Nato



Sebbene fin da subito lo stesso Pentagono abbia affermato che non c’era alcuna prova che i russi avessero provocato la strage di Bucha e benché ora ci siano evidenze schiaccianti che essa è stata compiuta proprio dai nazisti i dell’Azov, il Papa ha pensato bene di baciare la bandiera ucraina decorata con simboli nazisti, il che non è precisamente tifare per la pace. E tra l’altro la cosa è stata immediatamente sfruttata per vendere la stessa bandiera agli ottenebrati consumatori seriali di porcherie. Si potrebbe pensare che l’uomo, ex cappellano dei generali argentini e dunque benevolmente aduso al fascismo sotto varie forme, sia ormai pagato a cachet per qualsiasi operazione della propaganda globalista: prima si è prestato a benedire vaccini sperimentali e la follia di iniettare in massa prodotti genici ancora nella prima fase di studio che non solo si sono rivelati completamente inefficaci, ma anzi pericolosi per la salute. Ora infatti non ne parla più, se ne sta zitto con lo stesso coraggio che ha dimostrato quando ha venduto i suoi confratelli ai torturatori dei generali argentini. Almeno poteva pentirsi se solo avesse la coscienza pulita. Però è passato ad altro: si è prestato a dare una mano alla Nato e a Washington, prendendo una posizione totalmente ipocrita su eventi che stanno portando l’intera Europa e l’Italia all’autodistruzione. E ben sapendo che si tratta di un falso.

Ora io non voglio minimamente entrare nelle polemiche se costui sia il vero papa o non lo sia invece Benedetto XVI, sono questioni che riguardano chi ha fede, ma fin dalla sua comparsa sul balcone di San Pietro dopo il conclave, papa Bergoglio mi è parso una persona di levatura davvero modesta, uno di quei prelati trafficoni manovrabili e ricattabili, saliti al seggio di Pietro in momento drammatico, quasi un idealtipo di chi si può tenere facilmente al guinzaglio. Il globalismo aveva nella Chiesa cattolica un ostacolo potenziale alle proprie distopie e allora è addirittura riuscito a rimuovere il papa in carica per eleggere questo baciatore di croci uncinate che nel caso di Bucha è intervenuto con straordinario tempismo a benedire una menzogna. Ovviamente tutto questo dimostra che ormai il cattolicesimo si va dissolvendo e che qui non si tratta di difendere una religione, dai contorni sempre più incerti nella quale la gerarchia per prima non crede più, ma le rendite di posizione e i poteri acquisiti: la desertificazione delle chiese parla chiaro ed è come una nemesi contro l’alleanza che il Vaticano e i suoi uomini hanno stretto da due secoli col capitalismo nell’ assurda speranza (bastava in fondo leggere Max Weber) di diventarne il direttorio morale e non comprendendo di stare invece aiutando una visione antropologica antitetica che infatti si è mangiata San Pietro il suo trono, non appena ha potuto. Paradossalmente la Chiesa è stata potentemente aiutata proprio dal socialismo sovietico che pensava come suo estremo nemico, ma la cui esistenza ha fatto sì che il cattolicesimo potesse essere messo ancora in campo dalle classi dominanti come un antidoto: però quando queste condizioni sono venute meno ogni credo che andasse oltre il mercato e che non fosse intercambiabile o futile, è diventato un ostacolo.

Questo però non vuol dire che un Papa debba trasformarsi in un testimonial dell’ultimo spot globalista e che intervenga in maniera pesante a difendere una bugia giusto in tempo per permettere a un vegliardo mascalzone di fare strame della Costituzione italiana e portare in guerra il Paese ben sapendo tra l’altro che in caso di conflitto allargato esso verrebbe distrutto. Evidentemente Bergoglio non è più in grado di comprendere la differenza tra un appoggio intelligente, discreto e una pagliacciata coram populo, d’altronde ha la sua età e la sua natura. C’è chi tace e spera che dopo di lui le cose si metteranno a posto, ma è fuori dalla realtà semplicemente perché la Chiesa che vorrebbe disperatamente adeguarsi al mondo, non sembra percepirne i cambiamenti profondo, fermandosi solo alla superficie: Bergoglio è il Romolo Augustolo della Chiesa e dopo di lui comanderanno i barbari.

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