L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 8 aprile 2022

I farmaci sperimentali con modificazioni genetiche, chiamati impropriamente vaccini, sono gli agenti che provocano gli aumenti spaventosi di ictus?

Gli ictus aumentano del 300 per cento



Il numero di ictus segnalati all’OMS aumenta ogni settimana. Rispetto a maggio 2021, il numero è ora superiore del 300%. e non si può che ipotizzare un rapporto con le campagne vaccinali che sono l’unica variante rispetto a prima e che, tra l’altro sono aumentati in relazione all’aumento delle vaccinazioni: a metà maggio dell’anno scorso sono stati segnalati meno di 5.000 casi a settimana, da allora sono aumentati quasi ogni settimana. Nella prima settimana di aprile si registrano ormai quasi 20.000 casi. “Sciencefiles”, che da tempo osserva questo drammatico sviluppo, afferma “che il numero di segnalazioni, la crescita sproporzionata dopo la standardizzazione e l’aumento di settimana in settimana, sono tali da poter essere in relazione certa con le terapie geniche messe a punto contro il covid” , ma a quanto sembra contro la salute umana. In circostanze normali anche il solo sospetto di un simile esito della vaccinazione bloccherebbe tutto, ma viviamo invece in un tempo si straordinaria caduta etica dove basta qualche mazzetta di denaro per tacitare le coscienze e inchinarsi in adorazione ai cosiddetti vaccini, o mentire per la gola dicendo che le reazioni avverse sono sintomi isterici o continuare a recitare scioccamente il mantra del “non c’è correlazione”. Tuttavia statisticamente un aumento sproporzionato di eventi senza altra possibile causa è una dimostrazione della stretta correlazione tra le terapie geniche e gli ictus, tanto più che la formazione di coaguli sanguigni è una delle conseguenze tipiche, per altro riconosciuta, della vaccinazione. . E magari anche con le forme di pericardite che sono aumentate in maniera esponenziale da quando sono cominciate le campagne vaccinali a tappeto. .

Complessivamente, il database dell’OMS, che viene valutato dall’Università di Upsala ora include in totale 3.566.757 segnalazioni di effetti collaterali dopo la vaccinazione / terapia genica covid, 40.920 in più rispetto all’ultima settimana, comprese 21.086 segnalazioni relative alla morte di una persona. In media 45 persone sono morte ogni giorno nell’ultima settimana dopo una vaccinazione / terapia genica anticovid. Questo senza tenere conto di altri dati che spuntano fuori da ogni dove, per esempio l’esplosione dei nati morti in Usa dove c’è una morte fetale ogni 147.651 iniezioni. Definire tutto questo allarmante sarebbe un eufemismo, poiché anche i medici in prima linea affermano che il numero di morti fetali è aumentato di quasi il 2.000 percento dall’introduzione del vaccino covid. Lunedì, il medico di Frontline Doctors Peterson Pierre ha pubblicato un articolo in cui spiega che su 550 milioni di dosi di vaccino iniettati gli Stati Uniti hanno registrato 3.725 morti fetali. Ciò significa che c’è un decesso ogni 147.651 iniezioni, anzi molto di più perché evidentemente le gravidanze (sti dicendo una cosa che forse mi farà espellerre dai social) riguardano solo le donne, dunque grosso modo una morte fetale su73 mila iniezioni mentre su 4 miliardi di vaccini normali somministrati tra il 2006 e il 2019, si sono verificati 1.369 decessi fetali, un decesso ogni 3 milioni di vaccinazioni. Nonostante questo aumento del 1925 per cento si nega ostinatamente qualsiasi correlazione e anzi si continua a raccomandare la vaccinazione alle future mamme: non c’è bisogno di stabilire caso per caso una precisa diagnosi, il dato statistico basterebbe da solo ad evitare le iniezioni alle donne incinte e viene il sospetto che la “non correlazione” sia profumatamente pagata, almeno ai caporioni della pandemia.

In effetti però esiste una non correlazione grande come una casa, quella tra l’isteria vaccinale a fine di profitto e la scienza. Ma non c’è correlazione anche con l’onestà che molti medici si sono fatti mancare per paura di sfidare burocrazie asfittiche e corrotte dalle multinazionali farmaceutiche o del settore sanitario in generale. E non c’è infine correlazione con l’intelligenza visto che solo pochi hanno visto i fini politici che sono al tempo stesso una surfetazione delle vaccinazioni obbligate se non proprio obbligatorie e il vero scopo della narrazione pandemica che la messa in opera di strumenti di controllo della popolazione.

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