L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 4 aprile 2022

In Ungheria vince la politica delle non sanzioni, che sono atti di guerra, la non ingerenza di mandare armi in Ucraina che è solo benzina sul fuoco, ritagliarsi spazi di manovra e all'interno della Nato e di Euroimbecilandia avendo come punto di riferimento gli interessi Nazionali e dimostrando che ciò è possibile, e pensiamo auspicabile, per tutti i popoli

Quarto mandato per Orban in Ungheria: "Vittoria eccezionale"

Fidesz ottiene oltre il 55%, mentre i sei partiti di opposizione messi insieme in una lista unificata si attestano al 32%. La riconferma del premier uscente è un "chiaro segnale a Bruxelles". Il presidente serbo verso la maggioranza assoluta

aggiornato alle 06:5704 aprile 2022

© Attila KISBENEDEK / AFP - Viktor Orban

AGI - ll premier ungherese Viktor Orban ha rivendicato "vittoria eccezionale" nelle elezioni generali in Ungheria. "Ho ottenuto un mandato per governare ancora", ha dichiarato il primo ministro.

Secondo i primi risultati ufficiali parziali pubblicati dal comitato elettorale, al 60% dei voti conteggiati, Fidesz e' in vantaggio con il 55,7%, mentre i sei partiti di opposizione messi insieme in una lista unificata si attestano al 32,55%.

I primi due sondaggi favorevoli

La vittoria del premier Viktyor Orban e del suo partito, Fidesz, già si profilava guardando a due sondaggi usciti dopo la chiusura delle urne in Ungheria: stando al rilevamento Rtl Klub, Fidesz avrebbe ottenuto il 49% dei consensi, contro il 41% ottenuto dall'alleanza dei partiti d'opposizione.

La formazione di governo di Orban conquisterebbe, secondo questo sondaggio 121 seggi su 199 contro i 77 di 'Uniti per l'Ungheria' del candidato Peter Marki-Zay. Importante, tuttavia, sottolineare che quello di Rtl Klub non è un exit poll, che in Ungheria non vengono fatti.

In un altro rilevamento, reso noto dall'istituto demoscopico Median, la formazione di Orban, Fidesz, avrebbe ottenuto il 49% dei voti, mentre la coalizione di opposizione "Uniti per l'Ungheria" - che riunisce partiti di sinistra, ambientalisti, liberali e la destra populista - il 41%.

Alle 15, a quattr'ore dalla chiusura dei seggi, l'affluenza alle urne alle elezioni generali ungheresi è stata del 52,75%, appena l'1% in meno rispetto alle elezioni del 2018 (53,64%).

Il dato di Median non è un exit poll poiché il sondaggio è stato condotto tra giovedì e venerdì, ma la rilevazione è la più recente sulle intenzioni di voto e l'unica pubblicata finora dopo la chiusura delle urne alle 19:00.

Secondo Median, Fidesz avrebbe 121 deputati su 199 in Parlamento, mentre l'opposizione ne otterrebbe 77. Il restante deputato sarebbe un rappresentante della minoranza tedesca che di solito sostiene la formazione di Orban.

Gergely Gulyas, ministro e stretto collaboratore del premier, si è detto ottimista: "I primi risultati ci fannno sperare". I dati ufficiali verranno diffusi a partire dalle 21:00 mentre l'affluenza dovrebbe essere molto alta visto che alle 18:30 era al 67,8%, un dato molto simile a quello del 2018, record di affluenza con il 70,2%.
Si vota anche in Serbia

Il presidente in carica della Serbia, il populista Aleksandar Vucic, si profila come il vincitore al primo turno delle elezioni presidenziali del suo Paese. Come riferisce l'emittente pubblica Rts, stando a una prima stima Vucic si attesterebbe al 59,8% dei consensi.

La stima si basa sui calcoli dell'Ong Centro per le libere elezioni e la democrazia (CeSID), secondo cui il candidato della coalizione di opposizione "Uniti per la vittoria della Serbia", Zdravko Ponos, un generale in pensione, non andrebbe oltre il 17% dei voti.

Per quanto riguarda la performance dei partiti, la formazione conservatrice-populista di Vucic, ottiene il 43,5% dei voti, con l'alleanza delle opposizioni che si fermerebbe al 12,9%.

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