L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 2 aprile 2022

La Russia sta combattendo per la sua sopravvivenza messa all'angolo dal governo nazista ucraino ancora usato dalla Nato, dall'Occidente come carne da cannone, le armi che questi continuano a fornire è solo ulteriore benzina sul fuoco. Di democrazia non c'è niente solo una pletora di parole vuote, una bla bla bla privo di qualsiasi aggancio con la realtà

Guerra Ucraina, Nato: "Russia non si sta ritirando ma riposizionando"
31 marzo 2022 | 14.21

Stoltenberg: "Mosca sta cercando di raggrupparsi, rifornirsi e rafforzare la sua offensiva nella regione del Donbass"

(Afp)

Le truppe della Russia "non si stanno ritirando dall'Ucraina, ma riposizionando". Lo ha detto il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, nel corso di una conferenza stampa a Bruxelles. "Secondo la nostra intelligence - ha affermato - le unità russe non si stanno ritirando, ma riposizionando. La Russia sta cercando di raggrupparsi, rifornirsi e rafforzare la sua offensiva nella regione del Donbass". Allo stesso tempo, secondo Stoltenberg, "la Russia mantiene la sua pressione su Kiev e altre città. Dunque possiamo aspettarci altre azioni offensive, che porteranno anche più sofferenza".

"Quello che vediamo è che la Russia continua a perseguire un risultato militare nel conflitto in Ucraina: finora non abbiamo visto alcun reale cambiamento negli obiettivi principali della Russia, quindi dobbiamo continuare a sostenere Kiev". "Dobbiamo continuare a fornire armi all'Ucraina finché sarà necessario - continua - è estremamente importante, stanno combattendo una guerra per la democrazia".

Stoltenberg sottolinea poi che è "sbagliato" dividere la difesa del versante est della Nato da quello che l'Alleanza fa nell'Atlantico, dato che le attività nel quadrante ovest contano anche per la difesa del fianco orientale. "Siamo tutti insieme, siamo un'alleanza sola". Inoltre, la Russia "ha aumentato la sua presenza nel sud: lo vediamo in Libia, in Siria e altrove. Abbiamo aumentato la nostra presenza a est, ma dobbiamo avere un approccio a 360 gradi, per affrontare le sfide da ogni direzione".

Rispondendo ad una domanda in conferenza stampa, il segretario della Nato ha poi ricordato che "tutti gli alleati hanno concordato, nel summit della Nato la settimana scorsa, di rispettare gli impegni presi nel 2014, di aumentare le spese per la difesa e le linee guida sul 2%. Mi compiaccio di qualsiasi accordo in Italia su ulteriori aumenti della spesa militare: tutti gli alleati hanno aumentato la spesa nella difesa e naturalmente l'Italia fa la differenza, dato che ha un'economia grande e forte". "Quindi naturalmente - continua - qualsiasi aumento della spesa in Italia ha un impatto sulla spesa totale nella difesa da parte della Nato. Ma penso, senza scendere nei dettagli del compromesso che viene negoziato in Italia, che quello che vediamo in Italia e nell'Alleanza è un nuovo senso di urgenza, che dimostra un'accresciuta comprensione della necessità di investire nella nostra sicurezza".

"Gli alleati Nato - ricorda - hanno concordato nel 2014 di aumentare le spese nella difesa, dopo l'annessione illegale della Crimea da parte della Russia e l'aggressione militare contro Kiev otto anni fa. Sapevamo che dovevamo investire di più prima dell'invasione dell'Ucraina di quest'anno, ma naturalmente l'attacco di qualche settimana fa ha sottolineato ulteriormente la necessità di investire ulteriormente nella difesa. Mi compiaccio - conclude - dell'aumento delle spese per la difesa, un alleato molto apprezzato e fedele".

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