L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 24 aprile 2022

La società di mercato impone per sua natura la disaggregazioni delle proprie comunità forzando al massimo il desiderio dell'individualismo, distruzione del valore dell'istruzione che ha portato ad un uso smodato di droghe, perdita dei valori fondanti di qualsiasi comunità, solidarietà, equilibrio nella distribuzione delle risorse, giustizia e ora si stanno raccogliendo i frutti nella mancanza di soldati per dominare in maniera dispotica il mondo

Problemi di reclutamento per le Forze Armate USA
22 aprile 2022




È tempo di legge di bilancio a Washington, quindi la conversazione a Capitol Hill si concentra sui numeri. Ma un numero importante viene trascurato, uno che condiziona la nostra capacità di difenderci. In un momento in cui le minacce all’estero stanno crescendo, la capacità dell’America di reclutare i volontari necessari per il pieno funzionamento delle sue forze armate è in declino.

La richiesta di bilancio della Difesa per il 2023, appena diffusa dall’amministrazione Biden, riduce la dimensione dell’Esercito di 12.000 soldati. Non è che l’Esercito non abbia bisogno di quei soldati – gli alti dirigenti hanno sempre detto che l’Esercito è troppo piccolo. La ragione del taglio sta nel fatto che l’Esercito prevede di non essere in grado di reclutare abbastanza persone per soddisfare le proprie quote.


Infatti, quest’anno è possibile che nessuna delle forze armate raggiunga i propri obiettivi di reclutamento. Già a metà dell’anno fiscale, l’Esercito e la Marina hanno recentemente aumentato i bonus per le reclute raggiungendo un massimo storico di 50.000 dollari. Il responsabile del reclutamento dell’Aeronautica ha detto ai suoi arruolatori che “abbiamo delle spie che lampeggiano”, e il Corpo dei Marines è a corto di reclutatori perché l’attività di arruolamento ora è così difficile.

Forse non dovremmo essere sorpresi di vedere tutto questo in un momento in cui il governo riferisce che ci sono 4,6 milioni di posti di lavoro aperti in più rispetto agli americani disoccupati in cerca di lavoro. Una carenza di lavoratori nei ristoranti è già abbastanza grave, ma una carenza di personale nelle forze armate degli Stati Uniti crea un rischio strategico per l’America in un momento in cui le minacce sono più alte di quanto siano state a memoria d’uomo. Ma la situazione occupazionale non è l’unico fattore. La crisi del reclutamento è il risultato di una “tempesta perfetta” di molteplici fattori, tutti che si manifestano nel 2022.


Ogni anno che passa, sempre meno giovani si sono qualificati per il servizio militare. L’obesità diffusa (36 per cento per le età 18-39), il numero crescente di giovani afflitti da problemi di salute mentale (26 per cento dei giovani tra i 18 e i 25 anni), e altri problemi tra cui la fedina penale o la mancanza di diploma di scuola superiore stanno facendo diminuire la percentuale di giovani qualificati per arruolarsi senza una deroga.

Nel 2016 uno studio del Pentagono riportava che solo il 29% degli americani tra i 17 e i 24 anni fosse idoneo ad arruolarsi. Molte fonti ora riferiscono che quel numero sia sceso al di sotto del 25 per cento. Un’altra ironica complicazione: uno dei nuovi sistemi del Dipartimento della Difesa, il Sistema di Segnalazione delle Prescrizioni Mediche, sta avendo l’effetto imprevisto di squalificare un gran numero di candidati a causa della nuova trasparenza sull’uso diffuso di psicofarmaci da parte dei giovani. Circa 1 giovane su 12, di età compresa tra i 12 e i 17 anni, assume oggi tali farmaci.

Ma il problema più grande del reclutamento è che sempre meno americani vedono il valore di unirsi alle forze armate. I giovani in genere si arruolano per motivi economici o patriottici, o per una combinazione dei due.

Per quelli motivati dalla paga e dai benefici, aziende come Amazon stanno offrendo pacchetti che includono un salario di almeno 15 dollari l’ora, tasse universitarie completamente finanziate, assistenza sanitaria e 20 settimane di congedo parentale completamente retribuito. Di contro, un nuovissimo soldato dell’Esercito, supponendo che lui o lei lavori una settimana di 40 ore (il che è improbabile; la maggior parte lavora 60+) guadagna circa 11 dollari l’ora.

Coloro che normalmente potrebbero essere motivati a servire comunque sono probabilmente dissuasi dai messaggi che oggi ricevono (o non ricevono) dalla società americana. Un recente sondaggio Gallup ha mostrato che, tra il 2017 e il 2022, gli americani che credono che gli ufficiali militari possiedano “un’etica elevata” sono diminuiti di ben 10 punti, scendendo al 61%; il minimo da quando è iniziata la rilevazione.


Il disastro ampiamente pubblicizzato che ha avuto luogo con il ritiro dall’Afghanistan ha ulteriormente contribuito alla perdita di fiducia del pubblico nei confronti dei militari e dei loro capi. Per coloro che guardano la TV, i giovani possono facilmente trovare spot per la raccolta di fondi con veterani tragicamente feriti, ma poco in termini di virtù del servizio militare. L’educazione civica nelle scuole che enfatizzi il servizio nazionale è inesistente. I dirigenti nazionali e i modelli di ruolo raramente – o mai – discutono il valore del servizio pubblico e militare.

Dato tutto ciò, perché un giovane dovrebbe scegliere le forze armate oggi? Infatti, la maggior parte non lo fa. Dei pochi che lo fanno, molti provengono da famiglie già “acquisite” al servizio, figli o famiglie con veterani.

Questa tendenza comporta un grande pericolo per l’America. Invertirla non sarà facile. La paga e i benefici devono essere ripensati per essere competitivi con il settore privato. I militari, le scuole e la società devono fare di più per lavorare con i giovani per aiutarli a superare l’obesità e altri problemi nella qualificazione. E il presidente Joe Biden, la sua amministrazione, il Congresso e altri dirigenti devono fare molto di più per dipingere il servizio militare come una virtù e un “bene” assoluto.

Non si tratta di un problema transitorio come una pandemia o di uno che si risolverà da solo. Dobbiamo agire. L’alternativa è un’America indebolita e vulnerabile in un momento in cui le minacce sono in aumento.

Thomas Spoehr è Direttore del Center for National Defence di Heritage Foundation, USA. Generale di Corpo d’Armata (rit.) dell’Esercito degli Stati Uniti. Laureato in Biologia, Pubblica amministrazione e Studi strategici.

Foto: US DoD

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