L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 10 aprile 2022

Le sanzioni imposte da Biden ed applicate senza fiatare dai maggiordomi europei hanno chiarito a tutta l’Asia che l’arroganza e la prepotenza di un Occidente a trazione americana possono emergere in ogni occasione. Con l’alibi della guerra, con la scusa dei diritti umani, inventando menzogne sulle armi chimiche, come risposta ad una concorrenza scomoda.

LA CINA NON SOPPORTERÀ PIÙ I SOPRUSI OCCIDENTALI E ANNUNCIA IL NUOVO ORDINE MONDIALE


“Un colloquio franco”. Nel linguaggio diplomatico significa che, in pratica, gli interlocutori hanno litigato su tutto ed hanno evitato di mandarsi reciprocamente a quel paese soltanto perché sono abituati ad essere educati. Perciò l’incontro tra l’ambasciatore italiano a Mosca ed il suo collega cinese è particolarmente importante, perché rivela l’effettiva posizione di Pechino in merito alla guerra in Ucraina ed alle conseguenze del conflitto.

Confermando, di fatto, le analisi di tutti gli esperti indipendenti e smentendo le interpretazioni di comodo dei giornalisti italiani di regime.

Dunque il rappresentante di Pechino ha chiarito che la Cina «non imporrà mai sanzioni a Mosca». Semmai le sanzioni dell’Occidente renderanno sempre più stretto il rapporto tra Russia e Cina. Anche perché Pechino ha tutto da guadagnare dalle sanzioni occidentali che obbligano Mosca a vendere in Asia (non solo alla Cina) petrolio, gas, grano, olio, fertilizzanti a prezzi convenienti.


E il pacifismo pragmatico della Cina – chiede l’ambasciatore italiano – dove è finito?
Il nostro pacifismo — risponde il diplomatico di Pechino — viene scambiato per debolezza dall’Occidente, mentre siamo «una grande potenza economica e anche militare» e dunque non siamo «più disposti a tollerare né l’egemonia mondiale americana né le continue ingerenze occidentali nei nostri affari interni».

Le sanzioni imposte da Biden ed applicate senza fiatare dai maggiordomi europei hanno chiarito a tutta l’Asia che l’arroganza e la prepotenza di un Occidente a trazione americana possono emergere in ogni occasione. Con l’alibi della guerra, con la scusa dei diritti umani, inventando menzogne sulle armi chimiche, come risposta ad una concorrenza scomoda.

La Cina non è più disposta ad accettare questi soprusi. Ha la seconda economia mondiale, destinata a diventare la prima nell’arco di 3/4 anni, ha un esercito immenso e sempre più armato, ha tecnologie d’avanguardia e materie prime di cui l’Europa non dispone. Con l’alleanza sempre più stretta con la Russia disporrà di energia a costi ridotti, di prodotti agricoli. E sta trovando un modus vivendi con lo storico nemico indiano, sempre in funzione di difesa dai soprusi americani ed europei.

Pechino immagina un nuovo ordine mondiale che respinga l’egemonia di Washington e dei maggiordomi europei. Un nuovo ordine basato su un blocco alternativo che comprenda Cina, Russia, India, Sud Africa, Brasile. Ma un simile blocco andrebbe a coinvolgere un numero crescente di Paesi, dal Pakistan all’Argentina, dai Paesi ex sovietici dell’Asia centrale a numerosi Stati africani.

Mentre Washington vedrà i propri maggiordomi europei alle prese con le crisi sociali che esploderanno a causa delle difficoltà economiche provocate dalla perdita di competitività per il rincaro dell’energia e dei prodotti di prima necessità a partire dal cibo.
Il petomane di Washington, come apprendista stregone, potrebbe aver commesso un errore che l’Europa pagherà a caro prezzo per il tradimento dei maggiordomi di Biden.

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