L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 6 aprile 2022

Nessuna correlazione, nessuna correlazione

Vaccini senza cuore



Sebbene vi siano resistenze ad ammetterlo apertamente le campagne vaccinali ha causato un aumento straordinario di miocardi e pericarditi: secondo uno studio statunitense e il rischio di sviluppare miocardite dopo la seconda dose di sieri genici a mRna è significativamente aumentato negli adolescenti e negli adulti fino all’età di 49 anni. Negli adolescenti maschi di età compresa tra 12 e 15 anni, il rischio dopo la seconda iniezione del siero Pfizer è 133 volte il rischio normale a questa età. Un aumento drastico anche se inferiore può essere osservato anche nelle ragazze: nella fascia di età tra i 16 e i 17 anni, ad esempio, il rischio dopo la seconda iniezione del vaccino mRNA Pfizer è 26 volte superiore. E questo è tanto più grave quanto minore è il pericolo che costituisce il covid per i giovani

Questo rischio acuto di miocardite da vaccinazione con mRna è noto da molto tempo, nel frattempo sono stati pubblicati anche numerosi studi che forniscono nuove, piuttosto preoccupanti informazioni sulle conseguenze a lungo termine. Infatti ci sono due cose da mettere bene in chiaro: la prima è che la miocardite non è affatto una bagatella come certi medici complici e irresponsabili vorrebbero far credere per salvare la reputazione dei vaccini e se stessi mentre la seconda e che moltissime forme di infiammazione cardiaca sono asintomatiche e quindi possono sfuggire momentaneamente all’osservazione e creare danni nel tempo: una nuova ricerca sulla miocardite nei bambini ha rilevato che il 10% dei bambini affetti non ha recuperato completamente, il 12% è morto e un altro 12% richiederà un trapianto di cuore. Secondo un’analisi dei cardiologi tedeschi, la prognosi a lungo termine della miocardite correlata ai virus è piuttosto sfavorevole: quasi il 40% dei pazienti muore entro 10 anni. Non esiste ancora una valutazione conclusiva di quanto sia pericolosa e potenzialmente letale la miocardite da vaccino mRna, ma una prima valutazione è fornita dai singoli casi clinici e dai numeri riportati nei portali degli effetti collaterali è davvero allarmante e il tentativo di passare queste reazioni come frutto di isteria dovrebbe un giorno configurarsi come un reato penale. Il sistema statunitense di segnalazione degli eventi avversi del vaccino (VAERS) segnala un numero eccezionalmente elevato di 6.095 casi di miocardite e pericardite in persone di età compresa tra 12 e 39 anni che si sono verificare dall'inizio della campagna di vaccinazione e esclusivamente dopo la vaccinazione. Per fare un confronto: nel 2018 e nel 2019, ad esempio, sono stati segnalati un totale di 43 casi per tutti i vaccini. Per inciso, l’autorità sanitaria del CDC ha controllato alcuni casi di miocardite per vedere se soddisfacevano i severi criteri per miocardite/pericardite (clinica, laboratorio, ECG, risonanza magnetica, ecc.) ed è stata in grado di confermare il 67% dei casi. Secondo uno studio sulla popolazione danese, il tasso di mortalità nei pazienti con miocardite vaccinati con il vaccino Pfizer è stato stimato al 2,1%, il tasso di insufficienza cardiaca al 2,1% (periodo di studio da ottobre 2020 a ottobre 2021).

Come detto in precedenza la miocardite è spesso difficile da identificare e diagnosticare. I sintomi sono spesso abbastanza aspecifici, nei bambini “ i sintomi cardiaci sono spesso completamente assenti”. A volte compaiono solo sintomi gastrointestinali, ad esempio dolore addominale. Inoltre le donne spesso reagiscono in modo molto atipico ed è possibile che il rischio per le donne sia sottovalutato a causa dei sintomi spesso aspecifici e quasi impercettibili tra cui prevale come sintomo soprattutto la dispnea ovvero la difficoltà di respirazione. Quindi in realtà l’aumento di queste patologie che ormai potremmo definire da vaccinazione Covid potrebbe essere molto più ampio e rivelarsi ma mano nel tempo: ciò che è particolarmente insidioso delle miocarditi è che aritmie pericolose per la vita o l’ insufficienza cardiaca progressiva possono verificarsi improvvisamente anche dopo periodi poco evidenti di mesi o addirittura anni senza sintomi o persino dopo un presunto recupero. L’American Heart Association, afferma anche che, nonostante l’apparente guarigione con risultati normali, un muscolo cardiaco danneggiato può rimodellarsi lentamente e diventare miopatico più avanti nella vita. Inoltre, il rischio di morte cardiaca improvvisa non sembra essere correlato alla gravità della malattia ed è stato persino osservato quando la funzione cardiaca sistolica è tornata alla normalità. e non a caso il bugiardino Pfizer recita che “Non sono ancora disponibili informazioni su potenziali conseguenze a lungo termine”

Con la miocardite c’è sempre il rischio di conseguenze a lungo termine. Anche decorsi apparentemente lievi possono, anche dopo un periodo senza sintomi, portare ad aritmie cardiache, insufficienza cardiaca e morte cardiaca improvvisa. Nuovi studi inoltre mostrano cambiamenti sorprendenti nella risonanza magnetica cardiaca (potenziamento del gadolinio tardivo) in molti pazienti con miocardite da vaccino mRna. Particolarmente preoccupanti sono i risultati di uno studio in cui questi cambiamenti sono perdurati 6 mesi dopo la malattia. Questi cambiamenti nella risonanza magnetica cardiaca parlano di cicatrici del muscolo cardiaco e rappresentano un’indicazione allarmante di possibili danni a lungo termine e scarsi risultati come un aumento del rischio di morte. Nonostante questo viene spesso ripetuto il mantra secondo cui i benefici della vaccinazione superano quelli negativi, compresi quegli studi che dimostrano il contrario e ciò dimostra la potenza di un meccanismo pandemico – vaccinale nel campo della ricerca per cui anche di fronte all’evidenza dei dati si cerca comunque di non andare in rotta di collisione con la verità ufficiale. Per fortuna in questo caso sappiamo perfettamente chi sono gli autori della strage.

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