L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 6 aprile 2022

Repetita iuvant - Il set cinematografico del nazista Zelensky si è spostato a Bucha per alimentare la propaganda del clero televisivo e del Circo mediatico

Bucha, la firma nazi della strage

il sindaco di Bucha tutto contento il giorno dopo il ritiro dei russi e il giorno prima dell'arrivo di Azov. Non si era accorto dei cadaveri per strade? O questi non c'erano ancora?


Si potrebbe titolare bagatelle per una strage. Ma il fatto è che da mezzo secolo stiamo subendo un lavaggio del cervello che nella sua essenza consiste nella soppressione delle facoltà analitiche della mente umana per dar spazio all’immediatezza emotiva: questo funziona con la pubblicità, con politica, con la geopolitica, in qualsiasi campo e permette – assieme alla manipolazione delle informazioni – di diffondere le più rozze e incoerenti narrazioni che in altri tempi non avrebbero potuto passare neanche il vaglio dello scemo del villaggio. E questo meccanismo è in azione per quanto riguarda la strage nazista di Bucha che viene attribuita ai russi in maniera palesemente assurda, come del resto è capitato molte volte e per molti avversari negli ultimi decenni. Intanto non esiste alcun motivo al mondo per cui le truppe russe dovrebbero aver compiuto una strage a Bucha che è un piccolo centro a nord di Kiev sgomberato il 30 marzo come prova di buona volontà durante i colloqui di pace. Dunque cosa fanno i russi? Dicono: per mandare avanti le trattative vi mostriamo la volontà effettiva ritirandoci da un piccolo centro. Ma prima di andare via vi compiono una strage in maniera da darsi la zappa sui piedi in maniera clamorosa. E’ un totale assurdo, eppure sottoposta a un trattamento emotivo anti verità la maggior parte gente non riesce a vedere questo abbagliante non senso.

Questa la cornice, ma non funziona nemmeno la scansione degli eventi che anzi dimostra la provocazione nazista:

27 marzo Viene diffuso il filmato della tortura dei prigionieri di guerra russi da parte di soldati ucraini. Il video suscita una condanna diffusa, anche da parte di alcuni personaggi pubblici occidentali che mette obiettivamente in pericolo la narrazione ufficiale Nato tutta spostata a favore dell’ultranazionalismo ucraino.

29 marzo Ai colloqui di pace di Istanbul l’esercito russo annuncia un ritiro parziale dalla zona di Kiev visto che si erano create le condizioni per un ridimensionamento delle ostilità attorno a Kiev, e che la delegazione ucraina si era impegnata a fare luce sugli episodi di tortura. La delegazione russa è caduta in un tranello, innescato dal desiderio di spostare più truppe possibili nella saccatura del Donbass dove l’esercito ucraino è circondato. A questo punto bisognerebbe però cambiare parecchio nella delegazione che manda avanti le trattative di pace e che evidentemente non è del tutto all’altezza della situazione, soprattutto in un momento in cui la strategia russa sta cambiando.

30 marzo – Le truppe russe lasciano Bucha

31 marzo – Il sindaco di Bucha annuncia la “liberazione” della città, non fa menzione di atrocità e non si accorge dei cadaveri per le strade, come si può accertare da un suo video in cui appare tutto contento e sorridente. Non c’è da stupirsene nessuno può fare il sindaco in Ucraina se non è di simpatie filonaziste.

1/2 aprile – I nazisti Azov entrano a Bucha. Il New York Times scrive: Sabato, i soldati ucraini del battaglione Azov hanno attraversato i resti di un convoglio militare russo nella città di Bucha, recentemente liberata, appena fuori la capitale dopo il ritiro dei russi.

2 aprile – la principale agenzia di stampa ucraina scrive: “le unità speciali della polizia nazionale ucraina hanno iniziato a ripulire l’area dai sabotatori e complici delle truppe russe.”

3 aprile – Il ministero della difesa ucraina pubblica il video delle atrocità “russe”. Sempre il New York Times che citiamo come capofila della narrazione pubblica: “I filmati pubblicati dal ministero della Difesa ucraino e le fotografie delle agenzie di stampa mostravano i corpi di uomini in abiti civili per le strade di Bucha, una città a nord-ovest di Kiev”. In una prima redazione del pezzo figurava la frase poi cancellata “Il New York Times non è stato in grado di verificare in modo indipendente le affermazioni del ministero della Difesa ucraino e di altri funzionari.” Del resto anche Pentagono che per la cronaca comprende anche la Defense Intelligence Agency e la National Security Agency fa sapere di non essere in grado controllare le notizie su Bucha il che la dice lunga anche riguardo al braccio di ferro in atto in Usa, mentre in una trasmissione della Cnn un veterano della diplomazia americana, Jack Matlock, ha detto che non ci sono prove che Mosca sia responsabile di quanto accaduto a nel paese vicino Kiev il suo intervento è stato poi tagliato perché potrebbe mettere in moto le cellule grigie atrofizzate.

Basta vedere questa sequenza per comprendere che siamo ancora una volta di fronte a un totale falso e come avvenuto molte volte negli ultimi decenni una strage lucidamente perpetrata viene attribuita ad altri. Del resto c’è da dire che nel Natostan pochi hanno compreso la natura dell’azione russa che tutti interpretano alla stregua della normale invasione occidentale con la solita coda di centinaia di morti civili e quindi applicano la medesima logica agli altri. In realtà l’operazione russa mira a creare un Ucraina neutrale e libera dagli estremisti di Pravy Sector che sono gli unici a volere la guerra. Un giorno anche i meno dotati capiranno che in realtà la stragrande popolazione ucraina non odia affatto i russi, ma è ostaggio di quel milione di nazisti, quinte colonne, consiglieri, ong e contractor che alimenta la guerra. Del resto con un presidente americano direttamente implicato nella corruzione ucraina e nella gestione dei biolaboratori dove si creano patogeni contro la popolazione russa e non solo , c’era da aspettarsi che la disperazione producesse questi effetti: ormai sta crescendo in Usa l’allarme per un presidente mentalmente ormai inabile e per giunta coinvolto personalmente nelle faccende ucraine. La messa in scena di una provocazione era ampiamente prevedibile.

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