L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 16 aprile 2022

Stati Uniti, suo ultimo dato d’inflazione: +8.5% ma in questo paese non c'è la guerra, oppure si?

USA o CINA: chi è un paese emergente?

Scritto il  alle 22:53 da Danilo DT

A volte (molto raramente ad essere sincero anche per una mancanza di tempo) mi capita di intavolare delle discussioni con colleghi o appassionati del mondo della finanza sui più disparati argomenti.

Ultimamente ho avuto anche l’onore di scambiare qualche battuta con una delle menti più brillanti nel mondo dell’asset management. Lei è Donatella Principe, Direttore e Strategist di Fidelity. Non certo l’ultima società di gestione del globo, anzi, uno dei colossi che più apprezzo e che meglio conosco.

Il tutto è nato da un post che la Dott.ssa Principe ha scritto su Linkedin che mi ha incuriosito e che meritava un approfondimento. Ecco il post che vi trascrivo.

L’AMERICA E’ UN PAESE EMERGENTE? (di D. Principe)

La domanda, chiaramente provocatoria, se l’America sia un paese emergente nasce dall’osservazione del suo ultimo dato d’inflazione: +8.5%. Un dato che pone l’America vicina a paesi come Egitto e Polonia e su livelli ben più alti anche di paesi come Messico e Colombia. Un’enormità se si considera che il FMI si aspetta per quest’anno un’inflazione per i Paesi Emergenti al 5.9%.

Parte del problema dell’America risiede nel non aver fronteggiato per tempo il surriscaldamento dei prezzi, con la Fed che a lungo ha insistito che l’inflazione fosse un fenomeno transitorio. Al di là del fatto che molte componenti dell’inflazione sono tutt’altro che transitorie, vale la pena ricordare che un’inflazione transitoria che dura troppo a lungo può produrre inflazione permanente, perché viene incorporata nelle aspettative.

I ragionamenti sono assolutamente condivisibili. Numeri quantomeno anomali che però mi hanno fatto lanciare una provocazione che la Dott.ssa Principe ha colto e replicato con professionalità e lucidità.

Ecco la mia provocazione. Se pensiamo che quindi gli USA sono paragonabili ai paesi emergenti, come possiamo considerare chi invece, nella normalità, continuiamo a considerare emergente ma che, emergente forse non è più visto che sta diventando la prima economia del pianeta. Parlo ovviamente della CINA che sta per “spodestare” proprio gli USA nella classifica dei PIL più consistenti del globo.

Ecco la risposta della Dott.ssa Principe.

In assenza di una definizione migliore di Paese Emergente (espressione coniata da Antoine Van Agtmael nel 1981), ancora oggi consideriamo emergenti quei paesi che hanno un basso livello di reddito pro capite. In tal senso la Cina resta ancora un paese emergente, posizionandosi al 100esimo posto nella classifica mondiale, con un livello che è circa ¼ di quello americano.

Tuttavia questa semplice definizione non cattura il fatto che la Cina sia divenuta ormai dal 2014 la più grande economia del mondo (PPP), che sia leader mondiale in svariati settori della tecnologia più avanzata (a partire dal 5G) e che sia stata così coraggiosa nel costruire un sistema di regole per disciplinare i nuovi ambiti dell’economia (dall’ecommerce al fintech) da essere stata definita dall’Economist il “laboratorio mondiale della regolamentazione sulle nuove tecnologie”. I prossimi anni vedranno la Cina fare passi enormi anche nell’ambito del reddito pro-capite, adesso che la common prosperity è diventata al contempo target e una delle linee guida principali dell’azione economica del governo cinese.

La questione quindi resta sospesa. E la risposta la scopriremo solo vivendo.

STAY TUNED!


https://intermarketandmore.finanza.com/usa-o-cina-chi-e-un-paese-emergente-94514.html

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