L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 16 aprile 2022

Una pandemia basata sul test Pcr sebbene esso sia totalmente inaffidabile, perché in grado di rilevare la presenza di un numero enorme di virus diversi e spezzoni di virus facendo del covid la malattia unica

Fauci si pente sui vaccini: ognuno faccia come vuole



“Io nun capisco, ê vvote, che succede… E chello ca se vede, Nun se crede! nun se crede!” , la vecchia e ironica Tammuriata nera sembra ormai perfetta per descrivere la commedia della pandemia e tutto il cumulo di menzogne, complicità, vigliaccherie che l’hanno accompagnata e che si sono saldate come un mastice a due stadi all’incapacità critica nella quale sono stati ridotti i sudditi. Quasi tutti i Paesi occidentali, chi più che meno, tramite governi semplicemente abominevoli, per non dire criminali visto il numero imponente di reazioni avverse agli pseudo vaccini, continuano ad insistere sulle punture, obbligatorie de lege o de facto e questo nel silenzio di una magistratura politicizzata e di medici terrorizzati. La cosa è assurda anche perché negli stessi bugiardini degli pseudo vaccini è scritto a chiare lettere che essi non servono per impedire di contagiare e contagiarsi, ma semmai a rendere più lieve la malattia. Adesso sappiamo anche che questa è una bugia perché i vaccini la rendono il covid più grave e aumentano il rischio di diffusione qualunque sia la penosa difesa d’ufficio, ma in ogni caso è evidente che non esistono ragioni per un obbligo vaccinale e lo dicono gli stessi produttori.

Come non bastasse il gran sacerdote della religione pandemica, ovvero Antony Fauci al quale con tutta probabilità dobbiamo anche il virus, l’uomo che ha fatto da punto di riferimento della narrazione ora ha gettato la spugna: domenica scorsa in un’intervista alla Abc ha detto che: Questo virus non sarà sradicato, né sarà eliminato. E quello che accadrà è che vedremo che ogni individuo deve calcolare da solo il rischio che vuole correre”. In poche parole il capo epidemiologo di Biden ha affermato bisogna ormai convivere con questo virus stagionale, ambito dono di Washington e dei suoi intrighi contro l’umanità e che la gente deve considerare fattori come l’età, lo stato di vaccinazione e la cerchia sociale e prendere precauzioni individuali. non ha senso un obbligo. Ovviamente Fauci, continua a promuovere le vaccinazioni, i booster e i doppi booster nonostante egli stesso consideri le ultimi varianti molto tenui, perché dopotutto il mestiere di banditore di Big Pharma è stato il suo mestiere per mezzo secolo. Questo totale cambio di indirizzo significa che la cupola pandemica teme il disastro alle elezioni di medio termine e per adesso non se la sente di tirare fuori dal cilindro un’altra variante ad hoc. Ricordo per inciso che le potenziali varianti per la sola proteina Spike sono 250 mila di cui il siero genico è in grado di coprine, se funzionasse, ma non è questo il caso, solo una, quella originale o al massimo poche altre. E ogni nuovo vaccino prodotto contro una variante come promette quel mascalzone di Bourla, capintesta di Pfixe arriverebbe in ritardo rispetto all’ultima variante e anzi ne promuoverne di nuove in maniera ancora più accelerata. Quindi siamo già oltre i limiti del grottesco

Tuttavia anche altri protagonisti si stanno defilando : il virologo Christian Drosten, quello che ha creato in appena 24 ore il test Pcr sul quale è stata fondata l’intera narrazio0ne sebbene esso sia totalmente inaffidabile, in grado di rilevare la presenza di un numero enorme di virus diversi e spezzoni di virus facendo del covid la malattia unica, l’uomo che è stato al centro della politica pandemica in Germania e dunque in Europa ora ha interrotto il suo pod cast e ha preso tempo per “studiare”. Anche lui ha espresso dubbi sull’opportunità di meditare sulle varie misure di segregazione e restrizione che egli stesso aveva suggerito e anche lui comunque consiglia la vaccinazione. Sulle cure nemmeno una parola: è penoso vedere entrambe queste persone dibattersi tra l’evidenza del totale fallimento dei vaccini, della loro altrettanto evidente pericolosità, del fatto che il covid è in effetti una comune malattia stagionale, che le persone a rischio possono essere efficacemente curate e l’impossibilità di dire no ai trattamenti genici, altrimenti le loro carriere e le loro vite sarebbero finite: questa è gente, soprattutto Fauci, che negli armadi ha scheletri mammut e di certo non può mettersi di traverso agli affari di Big Pharma. .Eh sì Chillo…’o fatto è niro, niro, Niro, niro comm’a che!…

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