L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 31 maggio 2022

Da una pandemia all'altra, ormai ci hanno preso gusto

Vaiolo delle scimmie per coprire i danni da vaccino?



Viviamo in un mondo dove ogni santo giorno che passa dobbiamo imparare a mettere insieme i puntini, a scorgere le tracce di una menzogna che fa da vaccino contro la realtà: così non soltanto dovremmo credere che il vaiolo o varicella delle scimmie è prodigiosamente arrivato con una precisione cronometrica rispetto a una simulazione svoltasi un anno fa nel corso della Conferenza internazionale sulla biosicurezza a Monaco, e che mentre prima d’ora la malattia, estremamente rara non è stata quasi mai registrata al di fuori dell’Africa e non si è mai verificata in diversi paesi contemporaneamente, improvvisamente si è materializzata contemporaneamente in una decina di Paesi – Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Australia, Svezia, Paesi Bassi, Belgio, Francia, Spagna, Italia e Germania – che ad eccezione di Israele sono tra i più vaccinati del mondo, almeno con i sieri genici prodotti dalla multinazionali statunitensi. La prima reazione è quella di pensare che ci sia una qualche regia in questa nuova narrazione. E infatti il sottoscritto e anche parecchi altri l’hanno interpretata come la ripresa con altri mezzi del racconto pandemico, magari specificamente volta a spingere il totalitarismo sanitaria dell’ Oms.

Tuttavia qualche specialista è andato più in là di questa spiegazione realistica, ma comunque generica e propende invece per l’idea che il clamore ad orologeria per il vaiolo delle scimmie celi in realtà il tentativo di nascondere le conseguenze sul sistema immunitario dei vaccini a mRna contro il covid. L’idea è nata dal fatto che non è facile distinguere questa malattia da altre e in particolare da quelle virali che coinvolgono la pelle: uno studio scientifico pubblicato nel 1988 , 977 persone con eruzioni cutanee sono state esaminate in laboratorio tra il 1981 e il 1986 nella Repubblica Democratica del Congo e nel quale è sono state evidenziate le difficoltà di distinguere tra vaiolo delle scimmie e varicella umana” o con altri tipi di eruzioni cutanee di origine infettiva. Oggi sappiamo come sia abbastanza complicato distinguere anche tra il vaiolo delle scimmie e le varie manifestazioni dell’herpes quando esso si presenta in  persone immuno depresse. Mentre nei normali individui tali manifestazioni sono di solito leggere, in quelle con il sistema immune alterato i sintomi cominciano formicolio e/o arrossamento, seguiti da lesioni simili a vesciche che progrediscono rapidamente per aprirsi, essudando piaghe. Le piaghe sono spesso molto dolorose e possono essere accompagnate da febbre e linfonodi ingrossati. Proprio come il vaiolo delle scimmie.

Ora è ben noto che tra le conseguenze sempre più evidenti delle inoculazioni di sieri genici c’è proprio la sindrome da immunodeficienza da vaccino, comunemente chiamata Vaids (ovvero aids vaccinale) . E guarda caso anche i documenti della stessa Pfizer elencano l’herpes come un “evento avverso di particolare interesse” in connessione con il suo cosiddetto vaccino. A pagina 21 di uno di questi documenti contiene dati sulle infezioni da virus dell’herpes: entro la fine di febbraio 2021, appena due mesi dopo aver ricevuto l’autorizzazione all'uso di emergenza negli Stati Uniti e nel Regno Unito, Pfizer aveva già ricevuto 8.152 segnalazioni di infezioni da herpes, 18 delle quali avevano provocato disfunzioni multiple d’organo. La sindrome da disfunzione d’organo multiplo è una risposta infiammatoria disfunzionale sistemica che richiede una lunga permanenza nell'unità di terapia intensiva. È caratterizzato da un alto tasso di mortalità, a seconda del numero di organi colpiti, e può essere causato da un’infezione da herpes, come mostra questo studio scientifico del 2012. Nei documenti riservati della Pfizer c’è anche un’altra condizione che presenta somiglianze estreme con il vaiolo delle scimmie: la formazione di vescicole autoimmuni. Questa condizione è praticamente nascosta all'ultimo posto nell'elenco di 9 pagine di “eventi avversi di particolare interesse”. E sappiamo bene che ormai più le cose sono nascoste più sono rilevanti.

E’ vero che tutti i vaccini possono risvegliare virus silenti tra cui quello dell’ herpes è uno dei più diffusi, ma come si vede dalla tabella pubblicata a fianco

 

le iniezioni di sieri genici hanno causato un maggior numero di infezioni da herpes in 17 mesi rispetto a tutte le altre vaccinazioni in 12 anni. E se cercano di confondervi dicendo che questo è dovuto al grande numero di vaccinazioni, sappiate che al 6 maggio 2022 negli Stati Uniti erano state somministrate in totale 579,9 milioni di iniezioni di Covid, rispetto a un totale di 1,72 miliardi di soli vaccini antinfluenzali tra il 2008 e il 2020. Insomma se il tasso di infezioni da herpes riportato come effetto collaterali della vaccinazione antinfluenzale è di 0,75 eventi avversi per 1 milione di dosi somministrate; per le iniezioni di siero genico anti covid sono le 31,3. ! Questa è una differenza del 4075 percento e indica un problema molto serio acuito dal fatto che le segnalazioni di reazioni avverse sul covid vengono attivamente sabotate da una classe medica indecorosa. Se poi si tiene conto del fatto che parecchi studi mettono in luce, ossia quello di un effetto cumulativo delle dosi sul sistema immunitario si può benissimo pensare che le quarte e quinte stiano davvero operando un vero e proprio scasso dei sistemi immunitari che potrebbe avere un terribile aumento di queste manifestazioni virali. In questo senso il neo vaiolo delle scimmie potrebbe essere usato oltre che come nuovo agente per le misure di isolamento, anche come copertura per il disastro vaccinale.

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