L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 20 maggio 2022

È solo una questione di tempo e i residui NUOVI NAZISTI si arrenderanno

Azovstal: altri 800 nazisti si sono arresi



Nelle ultime 24 ore 771 miliziani dell’Azov hanno lasciato i sotterranei dell’Azovstal e si sono arresi alle truppe russe compreso il vice capo del battaglione Azov, Stanislav Palamar, soprannominato Kalina. Da lunedì sono ormai 1771 i combattenti che hanno alzato bandiera bianca, compresi 80 feriti che hanno subito ricevuto assistenza medica. Gli altri vengono portati su autobus in Russia dove ovviamente sono molto interessati ai interrogare questi uomini e capire la dinamica degli eventi. Non si sa però quanto se tra questi che si sono arresi ci sono uomini della Nato e in ogni caso quanti ne rimangono nei sotterranei. In totale asserragliati nei bunker potrebbero esserci ancora 1500 uomini, facendo un calcolo a naso, uomini che non sono ancora usciti dalla loro tana nella speranza che all’ultimo momento intervenga un qualche improbabile accordo per la loro liberazione . Immagino che ci sperino più di tutti gli ufficiali Nato che erano a Mariupol per istruire gli ucraini alla guerra sostanzialmente contro le popolazioni civili del Donbass.

In ogni caso adesso sarà molto difficile gestire i fasti narrativi dell’Ucraina vincente: il povero Zelensky dopo l’ennesima pista perde ogni inibizione nei confronti del grottesco e dice che sarebbe l’esercito ucraino a gestire l’ “evacuazione” dai sotterranei, perché “l’Ucraina ha bisogno di eroi ucraini vivi. Questo è stato il nostro principio”. Ma l’informazione occidentale è visibilmente in difficoltà a non considerare questa resa a ciclo continuo come l’inizio della fine di una narrazione disonesta: non ce nemmeno bisogno di citare il New York Times e l’epica stupidità con cui il quotidiano dice che l’esercito ucraino ” ha concluso la sua missione di combattimenti a Mariupol” . L’ordine è quello di evitare ad ogni costo la parola sconfitta perché è quella chiave di tutta la vicenda: senza più la possibilità di una vittoria finale, anche l’invio delle armi ( e i guadagni delle aziende belliche) perdono di senso, alla Nato non rimarrebbe che dichiarare persa la partita e a Draghi di ingoiarsi il suo stupido condizionatore. Ho l’impressione che tutti cerchino disperatamente di tirare avanti la vicenda ucraina fino alle elezioni di medio termine per dare a Biden e ai democratici la chance di non sprofondare con la scusa del comandante in capo. Ma voi lo vorreste un comandante con l’Alzheimer? . Purtroppo però la situazione si fa di in giorno più difficile per le rimanenti truppe ucraine e dubito che i russi vogliano fare un favore alla Casa Bianca. In realtà la vera notizia di oggi sarebbe che la centrale nucleare di Zaporozhye lavorerà da oggi in poi per la Russia. L’energia prodotta potrà essere fornita all’Ucraina, ma a pagamento, cosa improbabile visto che  ormai Kiev è costretta a rubare gas russo destinato all’Europa.

E’ il primo segnale dell’integrazione economica delle repubbliche del Donbass alla Russia, che di per sè è una garanzia che nessun colloqui di pace farà tornare queste terre sotto il giogo ucraini con tutto quello che comporta

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