L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 24 maggio 2022

Evitiamo fraintendimenti, Mattarella Mattarella non è nostro amico ma è al servizio di chi ci vuole impoverire. La separazione tra banca d'investimento e quella commerciale è uno dei primi passi, quello fondamentale per sganciarsi dal Progetto Criminale dell'Euro è quello di creare moneta non a debito, come erano le cambiali, come sono i crediti d'imposta che possono liberamente circolare e non usare moneta straniera come è l'Euro

Mattarella a Medolla: MoviSol ricorda alle autorità le priorità – separazione bancaria e banca nazionale


La commemorazione delle vittime del sisma di dieci anni fa ha permesso al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e alle numerose autorità presenti di celebrare gli sforzi delle autorità da allora in carica, ricordando a più riprese la tenacia degli abitanti.
La gremita manifestazione di ieri mattina ha accolto Mattarella a Medolla e a Finale Emilia con bandierine tricolori e classi di bambini istruiti ad acclamarlo.

Prima del suo arrivo a Medolla, la polizia si è dimostrata particolarmente interessata a un unico cittadino che pareva potesse manifestare qualcosa di dissonante: nel giro di pochi minuti ben due gruppi di funzionarî hanno voluto identificare il nostro attivista Flavio Tabanelli e fotografare un cartello che teneva chiuso tra le gambe. Si tratta del cartello che fu impiegato per accogliere il predecessore Giorgio Napolitano a Mirandola, qualche giorno dopo la seconda scossa del 29 maggio 2012. Una funzionaria appartenente al secondo gruppo gli ha detto di ben ricordare il suo manifesto.


L’esposizione del cartello, contenente suggerimenti validi sia per la ricostruzione locale sia per la ripresa economica della nazione, fu all’epoca violentemente contrastata dalle forze dell’ordine, nella malsana speranza che il nostro reagisse altrettanto violentemente, finendo per squalificare la propria manifestazione individuale. Il gioco interessò anche la stampa, che poté dare risalto ai «fischi» e agli «insulti» emessi da altre persone, certamente eccitate da quanto stava a lui accadendo, ma non impedì che Repubblica e Corriere della Sera riferissero brevemente il suo messaggio. Forse è per quella circostanza che la funzionaria ha una memoria viva, a distanza di dieci anni, del cartello contenente le frasi “Separare le banche” ed “Emettere credito pubblico produttivo”.

Poiché la memoria di quella civile manifestazione sembra non aver lambito le autorità politiche nelle loro pretese azioni di contrasto alla perpetua crisi economica in cui versiamo, il cartello è stato esposto per completare l’atto di commemorazione collettiva. Un aiuto ai «diversamente attenti» (vedi per esempio il nostro articolo del 30 marzo 2012, Il governo Monti: la separazione bancaria non è tra le priorità).

Il problema strategico, infatti, non è ancora stato risolto, nonostante il nostro lavoro sulla legge di iniziativa popolare e le altre nostre iniziative, le successive mozioni comunali, provinciali e regionali (arrivate a cinque – quelle regionali – nel 2014), i disegni di legge (arrivati al numero di dodici nel 2017) e l’inserimento dei due punti nel famoso «contratto di governo» gialloverde (2018).

Quando si era ancora in attesa dell’arrivo di Mattarella, il Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi si è avvicinato ai bambini disposti a fianco del nostro attivista, che gli ha dunque mostrato il cartello. Bianchi è sembrato annuire, allora Tabanelli ha argomentato che la separazione bancaria e la banca nazionale sono i mezzi a disposizione di chi cerchi – per attenersi alle sue competenze – fondi per la scuola, concludendo che «bisogna smettere di mandare armi in Ucraina».


Il cartello è stato poi esposto sia all’arrivo e sia alla partenza di Mattarella. Nonostante qualche maldestro tentativo di nasconderlo da parte di un terzetto di pubblica sicurezza, poi anche con un alto furgone della scorta, il manifesto è stato più volte fotografato e ripreso con videocamere, da altri esponenti delle forze dell’ordine e da giornalisti, ma, a giudicare dai reportage ufficiali e dagli articoli delle principali testate nazionali, il desiderata delle istituzioni è stato proprio il festeggiamento di bambini e fanciulli.

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