L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

sabato 7 maggio 2022

Gli Anglostatunitensi costretti a perdere per loro intrinseca capacità a portare solo odio, distruzione e morti

Stati Uniti in un vicolo cieco, Putin ha già vinto la sua guerra. Domenico Quirico svela il fallimento di Biden



05 maggio 2022a

Vladimir Putin vincerà anche solo restando al potere, gli Stati Uniti usciranno sconfitti se il presidente russo resterà al suo posto alla fine della guerra. Domenico Quirico, veterano degli inviati di guerra, analizza così lo stato del conflitto e i movimenti delle potenze mondiali sullo scacchiere della guerra in Ucraina. Nella puntata di giovedì 5 maggio di Tagadà, su La7, il giornalista spiega che "le condizioni della propria vittoria, in ogni guerra, le fissano i singoli contendenti, cioè gli americani e gli ucraini" da una parte e la Russia dall'altra.

Per Quirico gli Usa di Joe Biden stanno giocando un gioco pericoloso perché hanno fissato da soli un'asticella che oggi sembra irraggiungibile. Biden vuole "una diminuzione radicale della potenza militare russa e un contemporaneo cambio di regime a Mosca" spiega Quirico, secondo cui un Putin sconfitto e abbattuto è improbabile.

Gli americani e i loro alleati più stretti, ossia inglesi e polacchi su tutti, sono destinati perciò a "una non vittoria, quindi automaticamente a una sconfitta. Se la guerra finisce con Putin al potere per gli americani è un problema". Anche se la Russia non dovesse "prendere tutta l'Ucraina ma soltanto una parte minimale del Donbass" Putin avrebbe motivo di cantare vittoria per essere rimasto "in piedi di fronte all'assalto degli Stati Uniti e dei paesi più potenti e più ricchi del mondo", spiega Quirico. È un "doppio gioco", in cui partecipa anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Quando si augura che la Crimea diventi ucraina il giornalista rileva che "dice una cosa senza senso. Se non viene schiantata la potenza militare russa gli ucraini in Crimea non ci torneranno mai", sentenzia Quirico.

Nessun commento:

Posta un commento