L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 31 maggio 2022

gli sforzi della Cina per raggiungere la sicurezza alimentare rappresentano una minaccia per gli Usa perché le imprese cinesi potrebbero tentare di rubare proprietà intellettuali, tagliare i profitti delle esportazioni di prodotti alimentari Usa, minare le catene di approvvigionamento e persino prendere di mira le colture geneticamente modificate americane con la guerra biologica.

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La ricerca della sicurezza alimentare cinese rappresenta una minaccia per gli Stati Uniti

Nuovo rapporto Usa: le politiche agricole di Pechino (e gli OGM) potrebbero essere pericolose per gli americani

[30 Maggio 2022]


Il rapporto “China’s Interests in U.S. Agriculture: Augmenting Food Security through Investment Abroad”, pubblicato dalla U.S.-China Economic and Security Review Commission «Esamina le sfide per la sicurezza alimentare della Cina e il modo in cui queste vulnerabilità influenzano e influenzeranno le relazioni agricole e geopolitiche Usa-Cina». L’autrice del rapporto, Lauren Greenwood, analista politica per la sicurezza e gli affari esteri, spiega che il rapporto «In particolare, valuta le motivazioni alla base degli investimenti agricoli cinesi, comprese le sfide alla produzione alimentare e gli sforzi pertinenti del PCC (Partito Comunista Cinese, ndr) per ridurre la dipendenza dalle importazioni, conservare i terreni agricoli e modernizzare le tecnologie agricole. Esamina quindi le principali aree di investimento cinese negli Stati Uniti, inclusi terra, bestiame, cereali e infrastrutture pertinenti, come attrezzature e tecnologie agricole. Infine, il rapporto presenta considerazioni per i legislatori sull’ulteriore integrazione cinese nel settore agricolo statunitense».

Secondo l’Ente federale statunitense, la conclusione è che gli sforzi della Cina per raggiungere la sicurezza alimentare rappresentano una minaccia per gli Usa perché le imprese cinesi potrebbero tentare di rubare proprietà intellettuali, tagliare i profitti delle esportazioni di prodotti alimentari Usa, minare le catene di approvvigionamento e persino prendere di mira le colture geneticamente modificate americane con la guerra biologica.

Il rapporto afferma che Pechino, dopo aver affrontato grossi problemi interni negli ultimi anni «Sta aumentando la sicurezza alimentare attraverso investimenti all’estero», ma avverte che «Gli sforzi interni del governo cinese, tuttavia, non sono sufficienti per risolvere i problemi della Cina». Per questo Pechino sta guardando all’estero «Per soddisfare le sue esigenze attraverso investimenti e acquisizioni di terreni agricoli, zootecnia, attrezzature agricole e proprietà intellettuale (IP), in particolare di semi GM [geneticamente modificati]».

La Greenwood sostiene che «La Cina è “affamata” di proprietà intellettuale americana» e il rapporto mette in guardia sulle potenziali applicazioni militari delle tecnologie agricole, suggerendo persino che «Un giorno, l’Esercito popolare di liberazione potrebbe tentare di condurre una guerra biologica contro i raccolti americani geneticamente modificati. Sebbene l’interesse principale della Cina sia quello di ‘ottenere semi GM dagli Stati Uniti sia di migliorare i raccolti, la potenziale arma della PI agricola è possibile. Simile all’hacking di un codice informatico, Pechino potrebbe facilmente hackerare il codice o il DNA dei semi GM statunitensi e condurre una guerra biologica creando un qualche tipo di peronospora che potrebbe distruggere i raccolti statunitensi».

Il rapporto cita anche preoccupazioni normali per le catene di approvvigionamento statunitensi, affermando che Pechino potrebbe fare indebitamente leva sull’economia americana attraverso i suoi investimenti ed «Erodere la competitività degli Stati Uniti nella tecnologia agricola. Inoltre, le acquisizioni illecite di semi OGM da parte della Cina forniscono un punto di partenza per lo sviluppo cinese di tali semi, privano le compagnie statunitensi di entrate e offrendo l’opportunità di scoprire vulnerabilità nelle colture statunitensi».

Il rapporto della commissione federale statunitense arriva proprio nel mezzo di una crescente crisi alimentare internazionale innescata dall’attacco russo all’Ucraina iniziato alla fine di febbraio e dalla massiccia campagna di sanzioni occidentali contro la Russia che a sua volta ha bloccato l’esportazione via mare di grano ucraino, il che ha avuto effetti a cascata in tutto il mondo, con gravi ripercussioni nei Paesi in via di sviluppo più dipendenti dal grano russo e ucraino. Un problema gigantesco per il quale la Cina accusa proprio le sanzioni occidentali contro Mosca. Come ha fatto recentemente il mese il vice-ambasciatore cinese all’Onu, Dai Bing: «Le sanzioni non porteranno la pace, ma accelereranno solo la diffusione della crisi, innescando vaste crisi alimentari, energetiche e finanziarie in tutto il mondo».

Ora il nuovo rapporto Usa accusa i cinesi di star progettando una guerra economica e degli OGM contro gli Stati Uniti. Intanto, milioni di persone che rischiano di morire di fame questa guerra del cibo ce l’hanno già in casa loro.

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