L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 20 maggio 2022

I margini per giocare per il Casinò di Wall Street sono sempre più stretti senza la carta straccia dei dollari Fed

Wall Street: è nuovo bagno di sangue: Dow Jones crolla di oltre -1.100, Nasdaq -4,7%

Laura Naka Antonelli19 maggio 2022 - 07:45

MILANO (Finanza.com)Futures poco mossi dopo il nuovo crollo di Wall Street, con il Dow Jones Industrial Average che ha chiuso ieri al livello minimo dal marzo del 2021, affondando di 1.164,52 punti, o -3,57%, a 31.490,07.

Lo S&P 500 ha sofferto un tonfo del 4,04% a 4.923,68, mentre il Nasdaq Composite è precipitato del 4,73% a 11,418.15.

Per il Dow Jones si è trattato del crollo più forte dal giugno del 2020; stessa cosa per lo S&P 500.

Incerto il trend dei futures Usa, con quelli sul Dow Jones che segnano alle 7.30 circa ora italiana un progresso dello 0,10%, quelli sullo S&P 500 piatti con +0,05% e quelli sul Nasdaq che scendono dello 0,11%.

Il bagno di sangue è stato scatenato inizialmente dai sell off che si sono abbattuti su Target, capitolato fin oltre -25% dopo aver riportato una trimestrale decisamente peggiore delle attese degli analisti.

Il gruppo retail ha assistito anche al calo delle vendite di beni di consumo discrezionali, come i televisori.

E' la prova che il boom dell'inflazione si sta facendo sentire sulla propensione al consumo degli americani. Il risultato deludente di Target si spiega con l'impatto sulla sua redditività dei costi più alti del carburante e delle materie prime.

Stesso problema, quello del caro energia, che ha colpito il colosso Wal-Mart, che l'altro ieri ha diffuso un bilancio, anche in questo caso, deludente, complici anche le scorte più alte. Il bilancio ha portato il titolo WMT a precipitare fino al minimo delle ultime 52 settimane.

Forti vendute ancora sull'hi-tech.

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