L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 18 maggio 2022

Il Casinò di Wall Street ha frenato bruscamente

Morgan Stanley: rally da mercato orso, Wall Street tornerà a scendere, con S&P 500 verso questo target

Laura Naka Antonelli17 maggio 2022 - 06:50

MILANO (Finanza.com) Morgan Stanley ha spiegato il recente recupero di Wall Street con i rally che possono presentarsi nelle fasi di mercati orso. Di conseguenza, l'attesa è per il ritorno dei sell, che porteranno l'indice S&P 500, secondo gli strategist della banca americana, a scendere verso quota 3.400, rispetto ai 4.000 a cui viaggia al momento.

"Con le valutazioni diventate più appetibili, i mercati azionari così in stato di oversold e i tassi che dovrebbero stabilizzarsi al di sotto del 3%, le azioni sembrano aver iniziato un nuovo rally significativo da mercato orso", hanno scritto gli strategist di Morgan Stanley guidati da Michael Wilson - Tuttavia, dopo questa fase rimaniamo fiduciosi nel fatto che i prezzi continueranno a scendere".

Venerdì scorso il Dow Jones è balzato di 466,36 punti (+ 1.47%), mentre lo S&P 500 ha messo a segno un progresso del 2,39%. Il Nasdaq Composite è volato del 3,82%, riportando il miglior trend in una sessione dal novembre del 2020.

Tuttavia, tutti e tre gli indici hanno concluso la settimana in ribasso, lo S&P 500 per la sesta settimana consecutiva - fase ribassista più lunga dal giugno del 2011 -, il Dow Jones per la settima settimana considecutiva, riportando la fase di cali più lunga dal 2001.

L'indice Nasdaq Composite Index è già in mercato orso, avendo perso il 27% circa dal novembre del 2021.

Lo S&P 500, che nelle ultime sessioni ha flirtato con il bear market, già sceso in precedenza nella fase del mercato orso, ovvero del 20% circa dal suo precedente record, ha recuperato invece terreno ed è in calo ora del 16,50% circa, dopo aver schivato di nuovo, venerdì scorso, l'ennesima zampata dell'orso.

Ma ieri nuove vendite hanno colpito i titoli hi-tech, portando Wall Street a chiudere mista: il Dow industrial average è salito di 26,76 punti (+0,08%), a 32.223.41; l'indice S&P 500 è sceso di 15,87 punti o dello 0,39% a 4008.03. Il Nasdaq ha sottoperformato, con un calo di 142,2 punti (-1,20%), a 11.662,80.

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