L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 25 maggio 2022

Il multipolarismo mostra i muscoli


24 MAGGIO 2022

Tensione alle stelle nei cieli dell’estremo oriente. Un gruppo di aerei da guerra russi e cinesi è entrato, senza preavviso, nella zona di indentificazione della difesa aerea della Corea del Sud (Kadiz), costringendo l’Aeronautica militare sudcoreana a far decollare dei caccia.

La notizia è stata diffusa dallo Stato Maggiore della Difesa di Seul, secondo cui i velivoli avvistati erano sei, due cinesi e quattro russi, e lo spazio aereo non è stato violato. Il motivo è presto detto: “Prima del loro ingresso nella Kadiz, i nostri militari hanno schierato caccia dell’Aeronautica per compiere passi tattici in preparazione di potenziali situazioni accidentali”. È importante sottolineare che la suddetta zona di identificazione della difesa aerea non è uno spazio territoriale e che è delineata per invitare gli aerei stranieri a identificarsi, così da scongiurare il rischio di potenziali scontri accidentali.

Scendendo nei dettagli, i due bombardieri cinesi H-6 sono entrati nella Kadiz alle ore 7:56, a 126 chilometri a nord-ovest di Ieodo, e l’hanno lasciata intorno alle 9:33, spostandosi poi verso il Mar del Giappone. In un secondo momento i due aerei cinesi sono rientrati nella zona di identificazione insieme ai quattro russi, due dei quali bombardieri TU-95, alle 9:58, per uscirne alle 10:15. I sei velivoli sono stati poi avvistati intorno alle 15:40 a circa 267 chilometri a sud-est di Ieodo, fuori dalla Kadiz.
Sale la tensione

L’ingresso degli aerei nella Kadiz è avvenuto in un momento particolare. Innanzitutto la Corea del Sud sta spingendo per rafforzare e ampliare la sua alleanza con gli Stati Uniti. Seul, che si è unita alla condanna internazionale nei confronti della Russia per la guerra in Ucraina, ha inoltre ospitato Joe Biden nel suo primo viaggio asiatico da quando è diventato presidente Usa. I movimeniti degli aerei russi e cinesi, non a caso, sono avvenuti nell’ultimo giorno del tour in Asia di Biden.

L’inquilino della Casa Bianca ha visitato Corea del Sud e Giappone. A Tokyo, Biden ha lanciato l’Indo-Pacific Economic Framework e partecipato al forum sulla sicurezza Quad, in un’apparente mossa per radunare alleati e partner degli Stati Uniti in modo tale da arginare l’ascesa cinese nella regione.

A proposito di Giappone, anche Tokyo è apparso irritato dall’atteggiamento tenuto da Mosca e Pechino. Il ministro della Difesa, Nobuo Kishi, ha fatto presente che bombardieri cinesi e russi hanno volato insieme vicino al territorio giapponese e precisato che il governo nipponico ha ufficialmente protestato con Cina e Russia per manifestare la sua “seria preoccupazione”. Il Global Times, quotidiano cinese, ha scritto che l’Esercito popolare di liberazione (Pla) ha inviato più navi da guerra negli Stretti chiave vicino al Giappone (Tsushima e Miyako) “in risposta alle provocazioni degli Usa e alle osservazioni giapponesi”.

Dimostrazione di forza

La sortita degli aerei da guerra sino-russi dà tutta l’impressione di essere un chiaro messaggio in codice all’indirizzo, in primis degli Stati Uniti, e poi di Corea del Sud e Giappone. Il sorvolo che abbiamo raccontato, infatti, è avvenuto, come detto, in concomitanza con il vertice a Tokyo dell’alleanza Quad, vertice che ha riunito i leader di Stati Uniti, Giappone, Australia e India.

Nel corso della riunione, l’alleanza ha espresso preoccupazione per la crescente influenza militare della Cina nella regione Asia-Pacifico. In ogni caso, i voli coordinati di bombardieri che hanno spinto Seul e Tokyo a lamentarsi hanno coinciso con la prima attività del genere che le Cina e Russia hanno svolto insieme dall’inizio della guerra in Ucraina.

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