L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 26 maggio 2022

Il NUOVO NAZISMO dilaga in Euroimbecilandia con l'avallo dell'INTERO Circo mediatico

24 Maggio 2022 21:00
Le conseguenze del diffondersi dell'estremismo banderista in Italia

Sara Reginella

Mentre l'homo frivolus fa apologia del battaglione Azov e l'HuffPost si diletta in aberrazioni da psy-war, in cui i soldati russi arriverebbero a violentare neonati, ripenso ai tempi delle fake della guerra nel golfo, in cui pur di farci ingoiare quell'orribile conflitto, gli iracheni furono ingiustamente dipinti come assassini di neonati, capaci di scaraventare infanti fuori dalle incubatrici e ucciderli.

Anni dopo, furono, sempre a torto, accusati di possedere armi di distruzione di massa mai esistite.

Personalmente, non ho l'abitudine di trangugiare ogni tipo di salsa propagandistica proposta.

In passato, per capire cosa stesse accedendo, mi sono recata in Donbass. In queste settimane, attendo le indagini di osservatori internazionali, non di "terzi indipendenti" che, troppo spesso, indipendenti non sono.

Sono tempi orribili quelli che stiamo attraversando e, per meglio comprenderli, segnalo questo documentario de L'AntiDiplomatico, in cui si raccontano le conseguenze del diffondersi dell'estremismo della minoranza banderista in Italia.

La mia testimonianza compare accanto a quelle di Angelo d'Orsi, Franco Fracassi, Lorenzo Giroffi, Olga Ingnatieva, Gianandrea Gaiani, Giorgio Bianchi, Demostenes Floros e Vera Shcherbacova.

Ringrazio l'AntiDiplomatico per questo interessante ma drammatico documento.

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