L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 26 maggio 2022

Il VOSTRO Mario Draghi non pervenuto

Giustizia nel caos. Nicola Gratteri stende Mario Draghi a Otto e mezzo: “Non tocca palla”
-25 Maggio 2022


Il premier Mario Draghi? “Non pervenuto”. Nicola Gratteri risponde così a Lilli Gruber che, nella puntata di ieri sera di Otto e mezzo su La7, gli chiede un giudizio sul ruolo del presidente del Consiglio. “Sulla giustizia e la sicurezza non pervenuto” attacca il magistrato, procuratore della Repubblica di Catanzaro. “Sto vedendo solo che è un esperto di finanza ma sul resto mi pare che non tocchi palla”, è la sferzata del magistrato al premier. “E se lo fa mi preoccupa ancora di più, perché vuol dire che non sa cosa sta accadendo, lo sfascio” che avviene “nella testa degli italiani: rispetto a questo procedere a maglie larghe”, è il duro attacco di Gratteri.

Ma non finisce qui. Il procuratore smonta letteralmente la riforma Cartabia e afferma: “La cosa che mi preoccupa di più è la riforma dell’ordinamento giudiziario: ad esempio la separazione delle carriere. Bisognerebbe facilitare il passaggio tra procura e tribunale, perché così si ha la completezza del magistrato, io ad esempio so che cosa serve per arrivare a una prova grazie all'esperienza che ho fatto da giudice. Inoltre, se passa questa riforma, l’avvocato mi deve valutare ma perché non è possibile il contrario? In questa riforma c’è molta rabbia, è una sorta di resa dei conti. Con questa riforma, chi fa il giornalista non può dare notizie. Ma l’indagato e il suo avvocato posso parlare e dare la loro versione dei fatti…”.

Poi aggiunge: “Purtroppo la magistratura ha perso un’occasione in questi anni, poteva fare delle riforme interne ma non ha voluto cedere il proprio potere. Ma la riforma del Csm non depotenzia le correnti, anzi. Si creeranno due poli nella magistratura, uno di destra e uno di sinistra. Io continuo a pensare che a una certa politica giovi che la magistratura sia in queste condizioni perché ad ogni scivolone è autorizzata a fare nuove modifiche normative, un antipasto per controllarne il potere. E state attenti a quello che succederà anche all’ordinamento penitenziario”. Poi si lancia in una profezia che di fatto spiazza la stessa Lilli Gruber. Gratteri afferma: “State molto attenti a quello che accadrà all’ordinamento penitenziario…”. La Gruber controbatte: “Scusi, cosa accadrà?”. Cala il gelo in studio e Gratteri non risponde: “Vedrete, qualcosa accadrà”. La Gruber spiazzata chiede al procuratore delle minacce ricevute dalla ‘ndrangheta e dei piani falliti per un attentato contro di lui. La risposta è lapidaria e ha sempre lo stesso obiettivo, il governo: “Dopo la notizia dell’attentato che volevano compiere contro di me, né Draghi né la ministra Cartabia mi hanno chiamato”.

Il procuratore di Catanzaro per definire l’azione di governo di Draghi fa un esempio, quello delle cosiddette casette dell’amore, i prefabbricati finanziati a suon di milioni pubblici che saranno costruiti nelle case circondariali italiane per permettere ai detenuti di avere rapporti sessuali con il coniuge. “Forse non lo sapete ma questo governo, tre giorni fa, ha trovato 28,6 milioni di euro per costruire le case dell’amore nelle carceri dove si consentirà ai detenuti ad alta sicurezza (ossia i più socialmente pericolosi, ndr) di incontrare la moglie, la fidanzata o l’amante per 24 ore ogni mese. Immaginate in quelle 24 ore quanti messaggi si possono mandare all’esterno”, afferma Gratteri che vede nella novità un regalo alle mafie.

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