L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 13 maggio 2022

La gigantesca operazione di “lavaggio” e purificazione dell’immagine dei neonazisti-banderisti dell’”Azov” e degli altri gruppi di estrema destra continua e passa anche per il Vaticano

Su “Francesco” che incita le mogli dei comandanti del Battaglione Azov
Maurizio Blondet 12 Maggio 2022

Matteo D’Amico

Papa Francesco ha dunque ostentatamente incontrato Yulya Fedosiuk, moglie dell’ufficiale del Battaglione neonazista Azov Arseniy Fedosiuk, e Kateryna Prokopenko, moglie di Denis Prokopenko, comandante dello stesso battaglione Azov. Le due donne avevano scritto al Papa in modo riservato per chiedere una preghiera e un aiuto: la loro idea è che il Papa e la Chiesa si interpongano quasi come una terza forza pacifica in vista della evacuazione dall’acciaieria Azovstal di Mariupol delle centinaia di militanti dell’Azov che sono lì intrappolati e che Mosca considera terroristi.

Le due donne con sorpresa hanno ricevuto l’invito dalla segreteria del Papa a partecipare all’Udienza generale, invito fatto loro recapitare secondo i canali diplomatici ufficiali. Prima di avere un breve incontro con il pontefice, che ha tenuto le mani delle due donne nelle sue con fare paterno e affettuoso per qualche momento, Il Papa ha tenuto una catechesi su Giuditta e Oloferne in cui ha pronunciato queste parole, riferendosi a Giuditta: “Col suo modo furbo di agire è capace di sgozzare il dittatore che veniva contro il paese. Era coraggiosa questa donna”. Si noti che parlando davanti a due mogli ucraine che in questo momento pensano al proprio paese come “invaso dal dittatore Putin”, la frase di Francesco assume un significato piuttosto sinistro: a qualcuno potrebbe sembrare quasi un invito a seguire l’esempio di Giuditta.
Va anche notato che ha accompagnato all’udienza generale le due mogli l’attivista russo-canadese Pyotr Verzilov, il fondatore e portavoce delle “Pussy Riot”, un gruppo rock di femministe, che è probabile sia legato al deep-state anglosionista, che si è macchiato di numerosi crimini, soprattutto nella Federazione Russa, compiendo atti di blasfemia e sacrilegio, entrando in chiese e profanando luoghi sacri. Ora, al di là della difficoltà di capire cosa c’entri il fondatore delle “Pussy Riot” con i membri dell’”Azov” imprigionati a Mariupol (a meno che, in effetti, non siano legati fra loro e sottomessi a una stessa regia…), è gravissimo che il papa accetti di ricevere il fondatore di un gruppo che ha fatto della bestemmia e della blasfemia anticristiana il cuore della sua azione.
Come interpretare lo strano incontro all'udienza generale? Ci sono una serie di elementi, di possibili ipotesi: in primo luogo sembra un gesto riparatorio del Papa dopo le frasi rilasciate nell'intervista al Corriere della Sera del 3 maggio in cui, con un coraggio inaspettato, aveva dichiarato che “forse l’abbaiare della N.A.T.O. alla porta della Russia” ha indotto il capo del Cremlino a reagire male e a scatenare il conflitto. Questa frase aveva avuto risonanza mondiale e era una prima grave rottura della totale unanimità antirussa creatasi in Occidente: ricevere le mogli dei terroristi neonazisti dell’Azov potrebbe essere stata la doverosa espiazione e riparazione del suo gesto a cui il papa ha dovuto piegarsi.
In secondo luogo va notato che è in corso una gigantesca operazione di “lavaggio” e purificazione dell’immagine dei neonazisti-banderisti dell’”Azov” e degli altri gruppi di estrema destra: è iniziato il tentativo di rovesciare l’accusa di “nazismo” su Putin e sui russi e, in tale contesto, associare le mogli degli ufficiali dell’”Azov” alla figura del Papa è una geniale trovata di marketing.music

Va infine notato che il vero termometro della posizione della Chiesa sulla guerra in Ucraina è dato dalla stampa cattolica; ebbene il quotidiano della C.E.I, “Avvenire”, è schierato totalmente secondo la linea della peggiore propaganda antirussa, fino a rasentare il ridicolo: anche questo è molto grave, perché in contrasto, fra le altre cose, con lo spirito della consacrazione della Russia al Cuore Immacolato di Maria alla quale ha dato corso recentemente il Papa. Ma la Russia vincerà questa guerra e, dopo, molti dovranno pagare il giusto prezzo del loro essersi schierati ottusamente a favore della N.A.T.O. e del governo statunitense (la guerra in corso è fra Russia e N.A.T.O.; l’Ucraina, completamente controllata da Washington, presta solo i suoi uomini come “carne da cannone” a basso prezzo) Unisciti al canale 👉🏻 @matteodamico

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