L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 17 maggio 2022

La guerra tra il mondo unipolare a guida anglostatunitense e il mondo multipolare di cui la Federazione Russa è la punta più avanzata si svolge sulle terre ucraine. Le oligarchie degli euroimbecilli, esclusa quelli degli ungheresi, vogliono continuare ad essere sudditi degli Stati Uniti

16 Maggio 2022 16:10

Güzaltan: «Gli europei vogliono far parte autonomamente di un mondo multipolare o rimarranno vassalli degli USA?»

Fabrizio Verde


Sullo sfondo dell’operazione militare in Ucraina avviata dalla Russia c’è lo scontro tra Mosca e gli Stati Uniti per Kiev e «l’oggetto del conflitto è il destino dell'Europa…».

Con una domanda ancora senza risposta: «Gli europei vogliono far parte autonomamente di un mondo multipolare o rimarranno vassalli degli USA?».

Per provare ad allargare lo sguardo su quanto avviene in Ucraina in una fase di transizione dove il mondo entra nella fase multipolare, abbiamo intervistato l’analista e avvocato turco Onur Sinan Güzaltan.

INTERVISTA

Quali saranno le ripercussioni del conflitto Russia-NATO in Ucraina? Ritiene possibile la nascita di un nuovo ordine mondiale?

C'è un conflitto tra Russia e USA per l'Ucraina. L’oggetto del conflitto è il destino dell'Europa...

La Russia ha fermato la sua ritirata in Europa, che continua dal crollo dell'Unione Sovietica, con l'operazione organizzata in Ucraina.

Gli Stati Uniti e i loro alleati hanno risposto a questa mossa con aiuti militari, logistici ed economici all'Ucraina. Ma non hanno osato affrontare direttamente la Russia.

Le sanzioni economiche imposte alla Russia, invece, finora non hanno prodotto risultati.

Questa mossa in avanti della Russia segna anche la ritirata degli Stati Uniti, che affermano di essere il gendarme del mondo.

I primi segnali sono arrivati con la guerra in Siria. Dopo l'intervento della Russia, i piani degli Stati Uniti di plasmare il Medio Oriente attraverso la Siria sono stati fermati. Ora un processo simile sta avvenendo in Europa attraverso l'Ucraina.

I popoli d'Europa oggi si trovano di fronte alla domanda se vivranno sotto il dominio degli Stati Uniti.

Gli europei vogliono far parte autonomamente di un mondo multipolare o rimarranno vassalli degli USA?

Con l'ascesa dell'Asia siamo entrati nella fase di nascita di un mondo che è multipolare e ha bisogno di nuovi concetti e forme di relazione.

La guerra in Ucraina, d'altra parte, è essenzialmente una lotta per stabilire se l'Europa possa prendere il suo posto in questo mondo.

Lasciatemi anche aggiungere, gli Stati Uniti si trovano oggi in una situazione difficile nella guerra contro l'Ucraina e sembra probabile che possano compiere follie come estendere la guerra ad altri paesi come la Moldavia o la Polonia e persino provocazioni nucleari.

Quali sono le ricadute economiche della guerra in Ucraina, soprattutto dopo le sanzioni occidentali contro la Russia e i conseguenti problemi nella fornitura di energia a livello globale?

La Russia ha risposto alle sanzioni statunitensi con un'arma energetica e possiamo dire che finora ha avuto successo.

Ho avuto l'opportunità di osservare la vita a Mosca prima e dopo la guerra.

I russi continuano la loro vita normale. Sì, ci sono negozi occidentali, catene alimentari e così via che hanno chiuso, ma la vita continua. Non c'è carenza di cibo nei mercati o lunghe code davanti alle banche, come si evince dalla stampa occidentale.

Il rublo ha un maggior valore oggi rispetto a prima della guerra. La Russia continua a vendere energia ed è sulla buona strada per trovare nuovi mercati.

La maggior parte del mondo, in particolare Cina, India, Iran e Turchia, non ha partecipato all'embargo. Pertanto, l'Europa, in particolare, si è sparata nei piedi con gli embarghi.

I russi possono andare avanti senza McDonald's, ma non credo che gli europei possano continuare la loro vita quotidiana senza gas naturale.

La NATO spinge per alimentare il conflitto e allargarlo, la Turchia invece pur essendo parte dell’alleanza atlantica ha deciso di non imporre sanzioni e lavora per arrivare a un accordo di pace. Come si spiega questa posizione difforme di Ankara? Possiamo dire che la Turchia ormai guarda più verso est rispetto che all’occidente?

Il governo dell'AKP in Turchia continua la sua politica di equilibrio tra Occidente e Oriente. Ma dall'inizio della crisi ucraina propende dalla parte russa.

Sebbene la Turchia sia un membro della NATO, ha rifiutato le sanzioni anti-russe. Le compagnie turche, in particolare Turkish Airlines, continuano le loro attività in Russia.
L'adesione alla NATO di Svezia e Finlandia, a cui la Russia è fortemente contraria, rischia di essere respinta dalla Turchia.
Ma d'altra parte, il governo dell'AKP non vuole chiudere completamente le porte con gli USA. La politica di bilanciamento degli USA con la Russia e della Russia con gli USA continua ancora.

Ma le condizioni globali hanno orientato la Turchia nel suo insieme verso est. L'ascesa dell'Asia e il crollo economico, culturale, militare e sociale dell'Occidente sono la realtà alla base di questa tendenza.

In sintesi, per l'AKP, dirigersi all'Est e allontanarsi dall'Ovest non è stata una scelta, ma una necessità determinata dalle condizioni globali.

Anche se un governo filo-occidentale arriverà domani in Turchia, le condizioni costringeranno questo nuovo governo a volgersi verso est, altrimenti non avrà alcuna possibilità di restare al potere.

Una componente determinante del conflitto tra Russia e Ucraina riguarda il Mar Nero, sul quale la Convenzione di Montreux dà un certo potere discrezionale ad Ankara che ha deciso di chiudere il passaggio alle navi da guerra.
La Turchia non cede alle pressioni di Stati Uniti/NATO e rimane fedele alla Convenzione di Montreux.
Vediamo altri segnali di una presa di distanza della Turchia dal cosiddetto Occidente collettivo?

La Convenzione di Montreux è un accordo strategicamente importante che garantisce lo status degli Stretti a favore della Turchia.

Se il Mar Nero è oggi un lago di pace, la Convenzione di Montreux è alla base di questo fatto. Per quanto ho capito, anche la parte russa ne è consapevole.

Gli Stati Uniti hanno tentato varie provocazioni per infrangere la Convenzione di Montreux, ma hanno incontrato la resistenza dello Stato turco, in particolare delle forze armate turche.

Gli USA possono essere oggi presenti in tutti i mari del mondo, ma non sono stati in grado di entrare in maniera costante nel Mar Nero.

Il fatto che gli USA non possano entrare nel Mar Nero significa che gli USA non possono inserirsi tra la Turchia e la Russia.

L'accordo di Montreux conserva forse la maggior parte della cooperazione turco-russa.

Lo sviluppo dell'amicizia Turchia-Russia è anche a favore dell'Europa. L'Eurasia è una geografia che include tutti noi. Nella misura in cui limitiamo l'influenza degli Stati Uniti, possiamo vivere e condividere questa geografia in prosperità e pace.

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