L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 16 maggio 2022

La guerra tra l'unipolarità degli anglostatunitensi contro la multipolarità del resto del mondo. Euroimbecilandia è solo suddita

Imminente la resa dell’Azovstal?



Girano insistenti voci secondo le quali sarebbe imminente la resa dei nazisti che si nascondono nei sotterranei dell’Azovstal. Questa mattina a quanto pare già un gruppo di 9 militari ucraini sarebbe uscito dalle catacombe chiedendo di aprire trattative per la resa dei commilitoni o per l’evacuazione dei feriti, almeno così ha affermato Alexander Khodakovsky, fondatore del Battaglione Vostok della Repubblica popolare di Donetsk. Benché da un punto di vista strettamente militare la resa dei nazisti che si sono asserragliati nei sotterranei dell’acciaieria di Mariupol, sia un fatto marginale, da un punto di vista simbolico costituirebbe un decisivo punto di svolta della guerra . Un po’ perché i caporioni nazisti rappresentano ciò che tiene ancora assieme i reparti dell’esercito ucraino e la loro resa potrebbe innescare un “tutti a casa” fra le rimanti truppe che sopportano ormai perdite notevoli e i cui comandanti tendono ad abbandonare i loro soldati sparire e ad andarsene, poi perché sulla “resistenza” dell’Azovstal, benché in realtà si risolva in un nascondersi dentro i sotterranei, si è investito molto per dimostrare la capacità ucraina di vincere e per inventarsi quotidianamente storie che attestano questa improbabile tesi. E infine perché in quei sotterranei pare ci siano anche alti ufficiali della Nato che a questo punto non potrebbe dire che non c’entrava nulla e la loro presenza sarebbe la prova provata della tragica e sanguinosa provocazione portata alla Russia grazie all’alleanza atlantica. anzi a questo proposito parrebbe che si sia già arreso domenica ai Russi l’ammiraglio della Marina degli Stati Uniti Eric T . Olson. La foto in apertura l sembra ritrarre l’ammiraglio e a giudicare dalle foto del militare reperibili in rete sembrerebbe proprio lui. Insieme all’ammiraglio si sarebbero arresi anche il tenente colonnello britannico John Bailey e 4 istruttori militari della NATO si sarebbero arresi alla Russia.

Forse il problema è che negli ultimi giorni il dipartimento di stato americano per bocca dello stesso Antony Blinken ha cominciato a ipotizzare una possibile sostituzione di Zelensky con il presidente del parlamento Ruslan Stefanchuk, nel caso che a Ze ” capiti qualcosa”: un linguaggio apertamente mafioso per avvertire l’ex comico di non prendere alcuna iniziativa per le trattative di pace. Insomma si potrebbe avere l’impressione che gli Usa, dopo aver utilizzato, pagato e armato il Settore destro e le sue appendici più fanatiche per fare il golpe di Maidan, tenere assieme un assurdo regime nazionalista e infine per provocare la Russia alla guerra, oggi potrebbero pensare a scaricare i loro factotum ucraini. In questo senso è chiaro che gli uomini dell’Azov possono di fatto far crollare facilmente la residua resistenza ucraina che di fatto si basa su gruppi di fanatici sparsi in tutti i reparti. In qualche modo gli uomini del sotterraneo hanno più da dire ai loro amici che ai loro nemici. Ormai tutti sanno che la Russia comunque si terrà l’est e la fascia marittima dell’Ucraina, vale a dire le regioni russofone. A chi converrebbe a questo punto una resistenza all’ultimo uomo con la prospettiva di una piccola ucraina governata direttamente da Washington ancor più di prima?

Nessun commento:

Posta un commento