L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 29 maggio 2022

La presa del potere degli Stati Uniti sul mondo scema sempre di più, per il momento lo tengono ancora in vita il dollaro, come moneta di riserva mondiale, ancora per poco, e le armi che hanno sparse su tutta la Terra

I due esempi che confermano come gli USA abbiano perso il sostegno della maggioranza del mondo
Secondo il presidente della Duma, Vyacheslav Volodin, gli USA hanno perso il sostegno della maggioranza del mondo: due esempi lo confermerebbero
27 Maggio 2022 12:28 | Mirko Spadaro

Foto di Maxim Shipenkov / Ansa

“Gli Usa hanno perso il sostegno della maggioranza nel mondo. Gli ultimi voti alle Nazioni Unite mostrano che i Paesi che non supportano Washington rappresentano la maggioranza della popolazione mondiale“. È quanto scritto sul proprio canale Telegram da Vyacheslav Volodin, presidente della Duma, in merito a come il resto del mondo si rapporti con la guerra in Ucraina.

A sostegno della propria tesi, Volodin porta due esempi. Il primo “all’inizio di marzo, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha esaminato la questione della condanna dell’operazione militare speciale in Ucraina. Quaranta Paesi si sono rifiutati di opporsi alla Russia, tra cui Cina, India, Iran, Iraq, Vietnam, Sud Africa, Algeria, Pakistan e altri. La popolazione di questi Stati è di 4,47 miliardi di persone, il 57,3% della popolazione mondiale“.

Per quanto riguarda il secondo esempio, ricorda Volodin, “ad aprile è stata presa in considerazione la questione della sospensione dell’adesione del nostro Paese al Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite. Non hanno votato contro la Russia 82 Paesi, tra cui Cina, India, Brasile, Egitto, Indonesia, Pakistan, Iran, Iraq, Emirati Arabi Uniti, Messico, Sud Africa, Malesia, Vietnam, Arabia Saudita, Singapore, Kenya. Si tratta di 5,93 miliardi di persone, il 76,2% della popolazione mondiale“.

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