L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 17 maggio 2022

La realtà travolge la narrazione del clero televisivo, del Circo Mediatico e ora vedremo come si arrampicheranno sugli specchi per infiocchettarci la LORO narrazione

Improvvisamente l’ala della sconfitta



Improvvisamente dopo le tante vittorie narrate dai giornali l’occidente si scopre in via di essere sconfitto: è’ come certi film di guerra giapponesi che ebbi modo di vedere da ragazzino, il sol levante vinceva per il 95% del tempo e poi all’ultimo si determinava una incomprensibile sconfitta Ad ogni modo il simbolo di questo scacco storico è l’evacuazione dei feriti dai sotterranei dell’Azovstal di Mariupol che prelude a una resa degli ultimi nazisti nel bunker e dei loro “maestri” e ispiratori della Nato che sono rimasti intrappolati: pare ci siano ancora pochi giorni di acqua disponibile. La narrativa della vittoria ucraina era appesa in qualche modo alla resistenza rattosa nei cuore dell’acciaieria, anche se poi delirava su ogni parte del fronte e nel momento in cui il chiodo comincia a vacillare è destinata a cadere e tornare alla sua originaria consistenza: carta straccia. Che tuttavia ha causato migliaia di morti inutili. Ma la di là delle finzioni simboliche che si stesse determinando un crollo dell’apparato militare ucraino lo si poteva intuire da almeno due settimane e non è certo un caso se tre giorni fa il segretario alla difesa americano Lloyd Austin ha chiamato il suo omologo russo Sergei Shoigu, sollecitando un cessate il fuoco immediato. Di solito queste sono le mosse degli sconfitti e l’obiettivo di indebolire la Russia che ancora tre settimane fa era stato sventolato come una bandiera dallo stesso Austin ora pare afflosciata.

Non credo che gli occidentali e gli americani fossero così stupidi da pensare che l’Ucraina potesse davvero vincere sul piano militare, ma speravano che la Russia venisse travolta e sconfitta dalle 6400 sanzioni imposte e dal presunto isolamento nel quale si sarebbe trovata, a parte alcune nazioni, Cina, India, Paesi dell’Africa e del Sud America che nell’insieme contano oltre 4 miliardi di abitati, il 60 per cento del pil mondiale nominale e il 75 di quello reale. Tutto è andato diversamente dalle aspettative: il rublo ha resistito e anzi vive un periodo magico, l’aumento dei costi dell’energia provocato da una serie di concause dovute alla falsa pandemia e alle sventate mosse dell’Europa, hanno riempito le casse russe impedendo che il furto occidentale dei 300 miliardi di di Mosca costituisse un problema insormontabile, si sviluppano nuove attività produttive e si si attende persino un raccolto di grano record mentre Mosca ha appena cominciato a mettere in campo le sue contro sanzioni che potrebbero rivelarsi mortali per l’Europa e scuotere gli Usa come non mai. Le consegne di armi statunitensi all’Ucraina si interromperanno il 19 maggio a meno che il Congresso non approvi lo stanziamento di 40 miliardi che per ora è bloccato, ma che comunque servirebbe a poco perché non si vede chi dovrebbe usare queste armi che richiedono un lungo addestramento. Ammesso che riscano ad arrivare: proprio oggi un inteso bombardamento attorno a Leopoli sta distruggendo i magazini di armi in arrivo dall’occidente. L’inflazione divampa e i prezzi europei del gas naturale sono aumentati dopo che l’Ucraina ha bloccato il flusso dalla Russia attraverso uno dei gasdotti che passano sul suo territorio e mentre il flusso attraverso il gasdotto Yamal in Polonia è stato interrotto perché Varsavia rifiuta di pagare in rubli il gas. D’altro canto ormai l’Europa ha esaurito le cartucce delle sanzioni e ora non sa davvero che fare, mentre ormai le crepe e le spaccature sono arrivare anche al livello visibile dell’intonaco. Per giunta la Turchia sta bloccando l’adesione di Finlandia e Svezia alla Nato. E’ chiaro che la trappola approntata per Putin è scattata invece alle caviglie dell’occidente e si cominciano a vedere le prime prese di distanza dalla narrazione: Le Monde per esempio ha verificato e pubblicato un video che mostra un “battaglione di volontari” ucraino, guidato da un noto criminale, che tortura prigionieri di guerra russi. Mentre sul tavolo c’è il dossier pubblicato da Mosca sulla “ricerca” biologica militare statunitense in Ucraina sul quale molti Paesi vogliono chiedere spiegazioni a Washington.

Solo i britannici con la loro accanita stupidità tentano qualche contro narrazione in tono vittorioso: il ministero della Difesa di Sua Maestà ha pubblicato foto di blindati russi distrutti nel tentativo di attraversare il fiume Seversky Donets. Tuttavia le foto aeree mostrate riprendono Bmp diversi da quelli in dotazione alle forze russe. Tuttavia il filone di presunte vittorie ucraine non si arresterà del tutto perché gli Usa tentano di arrivare a un cessate il fuoco per poter rifornire gli stremati ucraini e per ottenere questo non possono dichiarare apertamente la sconfitta. Solo che il trucco è cos’ scoperto che non ci cascherebbe nemmeno un bambino. Del resto più si va avanti in questa vicenda più l’occidente appare prigioniero della sua stessa narrazione e scopre il sapore della sconfitta.

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