L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

martedì 24 maggio 2022

Le sanzioni, che sono atti di guerra, bloccano il commercio del grano

La carestia come arma tradizionale dell’occidente



L’occidente tenta disperatamente di incolpare la Russia per una annunciata carenza alimentare dicendo che Mosca impedisce alle navi cariche di grano ferme nei porti ucraini di salpare. Ovviamente si tratta dell’ennesima e clamorosa balla visto che al contrario sono gli ucraini che hanno creato questa situazione minando le acque territoriali rendendo così perigliosa la navigazione e anzi i russi hanno creato dei corridoi sicuri lunghi 80 miglia per permettere alle navi di uscire dalla trappola. Ma a parte questo è stato proprio l’occidente a porre le premesse per l’imminente crisi, già innescata dalla pandemia narrata, con la sua politica delle sanzioni che colpiscono Russia e Bielorussia, ossia i maggiori produttori mondiali di fertilizzanti senza i quali i nuovi raccolti saranno inferiori al previsto. Il secondo motivo è legato al grano, poiché i maggiori esportatori di questo prodotto (Russia, Ucraina e India) sono in difficoltà. Nel caso della Russia, che annuncia un raccolto record, il commercio di grano è stato bloccato sempre dalle sanzioni occidentali. mentre In India, una siccità e anche la mobilitazione dei contadini contro le leggi pro multinazionali agricole che il governo ha tentato di imporre, ha fatto sì che il raccolto si annunci scarso. In Ucraina poi ci saranno pochi raccolti in in primo luogo per la mancanza di fertilizzanti russi e in secondo luogo per la mancanza di lavoratori a causa della mobilitazione generale.

Un semplice esempio mostra quanto sia cinica e menzognera la politica occidentale su questo tema: i Paesi Nato dicono di voler usare gli aiuti umanitari per prevenire la carestia in Ucraina e stanno raccogliendo miliardi per questo, anche se in misura enormemente inferiore ai fondi trovati per le armi, ma allo stesso tempo chiedono che l’Ucraina utilizzi le sue riserve di grano per esportarle in Europa. Di conseguenza, dovremmo assistere alla carestia in Ucraina entro la fine dell’anno, mentre il grano ucraino viene consumato in Europa. I russi fanno sommessamente notare di essere completamente autosufficienti sia per la produzione agricola che per i fertilizzanti e che dunque anche questa politica sanzionatoria si sta rivelando un boomerang che colpirà l’Europa se non altro attraverso la crescita dei prezzi, annunciando perciò una sorta di carestia di classe che colpirà i ceti popolari. Tutto questo poteva facilmente essere previsto, ma è stato comunque fatto per poter incolpare la Russia della carestia e al tempo stesso far morire di fame l’Ucraina: il capo della diplomazia dell’Ue Borrell chiede che i granai dell’Ucraina vengano letteralmente svuotati per portare 20-25 milioni di tonnellate di grano in Europa, ben sapendo che il nuovo raccolto potrebbe essere molto scarso e che dunque portare all’estero le riserve significa morite di fame. Del resto non c’è bisogno necessariamente delle navi per portare via il grano lo si può fare, come sta accadendo, anche via terra .

Questo cinismo occidentale del resto non è certamente nuovo: si pensi soltanto alla sfruttamento dell’Ucraina come granaio del terzo Reich, e le carestie deliberatamente provocate per conservare il dominio o quelle volute per impadronirsi del cibo altrui. Ora ci vengono a raccontare che i problemi di una parte dell’Ucraina con la Russia discende dalle carestie provocate da Stalin ( peraltro un georgiano, cioè di uno stato che sta con l’Ucraina) nell’opera di collettivizzare l’agricoltura, ma nessuno parla della strage provocata da Churchill nel ’43 quando ordinò che il grano fosse spedito dal Bengala per soddisfare le esigenze della Gran Bretagna e dei paesi alleati come la Grecia. Churchill nutriva un odio razziale per gli indù, non li considerava esseri umani e odiava anche Gandhi. Ecco perché non contavano niente coloro che morirono di fame a causa del suo ordine criminale. Le stime delle vittime dell’operazione britannica di esportazione di grano dal Bengala indiano variano ampiamente, ma in ogni caso sono nell’ordine di molti milioni, fino a 29 secondo alcune stime. Decisamente Stalin è molto indietro nelle classifiche. quindi non c’è da stupirsi se l’anglosfera ovvero la Nato con qualche disprezzabile contorno di servi sciocchi, sfrutti anche la fame pur di prevalere sulla Russia: queste operazioni le fa praticamente da sempre e vale qui ricordare l’enfatizzazione a carestia di una cattiva annata di raccolti, usata per creare i presupposti della guerra siriana.

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