L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 2 maggio 2022

Meloni la domanda è sei per un mondo unipolare o per un mondo multipolare. E la risposta che hai dato è che vuoi essere una delle serve degli Stati Uniti e ciò vuol dire traditore della Patria

Sulla Meloni Atlantista
Maurizio Blondet 2 Maggio 2022

“Giorgia Meloni ci regala questa perla di fantageopolitica e si merita l’Albo d’Oro degli imbecilli integrali: “Se l’Ucraina capitolasse il vero vincitore non sarebbe domani tanto la Russia di Putin ma la Cina capitalcomunista di Xi Jinping. L’Occidente uscirebbe fortemente ridimensionato e all’interno dell’Occidente chi è più debole, cioè l’Europa finirebbe subordinata alla Cina. E io non voglio finire sotto la Cina comunista, amici miei”.

Così uno sdegnato Roberto Buffagni sulla performance-spettacolo della capessa di Fratelli d’Italia. Uno sdegno largamente condiviso nell’opinione di destra alla rivelazione che la Meloni vuole governare “da atlantista”. Io non riesco a condividere lo sdegno, perché queste adesioni alla NATO (non solo della Meloni ma di Salvini.) da una parte sono non libere, anzi forzate dal potere globale vigente, dall’altro come impegni non valgono nulla: appena si indebolisse il potere globale, vedremmo questi cagnetti dell’Occidente mordere per primi il gigante sconfitto, e proclamare la loro adesione al sistema di valori di Putin.

Proprio la frase della Meloni sul pericolo cinese, per contrastare il quale bisogna essere antirussi e filo-americani, rivela la situazione: non è nemmeno “fantageopolitica”; è una arrampicata sugli specchi acrobatica, una insensatezza che sa di posticcio al massimo grado, e che la indica appunto come priva di valore proprio in quanto è priva di senso.

Criticare la Meloni per la sua dichiarazione di fede atlantista, significa dimenticare che stiamo schiacciati sotto la dittatura più disumana della storia, che sta uccidendo deliberatamente i suoi cittadini con il siero, e contro cui non possiamo difenderci né obiettare, sia perché è globale, sia perché controlla totalmente – totalitariamente – i media; che si autonomina “democrazia”, e quindi generosamente ha una “opposizione” – dove l’”opposizione” deve essere autorizzata e permessa per avere un minimo spazio .

Ogni giorno raccontiamo lo strapotere inumano di questa dittatura, il fatto che ha privato di salario lavoratori renitenti al vax, senza che i sindacati abbiamo non si dice protestato, ma elevato un gemito; le decine di giovani e sani che ha ucciso per “malore” infartuale letale, e cosa pretendiamo dalla Meloni, che è sotto continuo esame, e che i media hanno sdoganato in modo del tutto condizionato e precario?

Pensate se, al congresso di Fratelli d ‘Italia, la Meloni si fosse dichiarata critica dell’atlantismo bellicista che sta ampliando e prolungando il conflitto nel cuore d’Europa, invece di tentare di sedarlo con negoziato; cosa sarebbe successo? Improvvisamente i media, che ora la coccolano un pochino, l’avrebbero riscoperta “la Fascista”, il Male Assoluto incarnato, a capo di una banda criminale di mussoliniani di cui – all’unisono – avrebbero preteso dalla magistratura che la mettesse fuorilegge, subito, immantinente, per “ricostituzione del disciolto partito fascista”.

I gradi di libertà che la dittatura globale e sterminatrice consente sono molto limitati. In questo senso, va segnalato come coraggiosa l’opposizione di Giuseppe Conte di quelli che lo seguono dei 5 Stelle contro l’invio di armi all’Ucraina; opposizione e sfida coraggiosa che tuttavia non serve a nulla, perché le armi sono e continuano ad essere inviate dal governo Draghi entusiasticamente belligerante con la NATO; un grado di libertà che alla Meloni, semplicemente, non è permesso. Senza il controllo dei media, nulla è possibile contro l’impostura vigente, trionfante e schiacciante.

Quanto sia stretta la catena lo dimostra la posizione del cancelliere tedesco, che prima ha provato resistere al bellicismo “atlantista”; ma ha dovuto cedere inviando armi e distruggendo la propria economia con l’embargo energetico, che sta ritardando con deboli espedienti quanto può. Cosa volete che faccia una Meloni? O un Salvini?

Bisogna aspettare che il potere s’indebolisca, che cada nel caos in un altro paese (come la Francia) o negli Stati Uniti (dove il potere del Deep State è meno fermo, è contestato, ed ha in Trump bene o male una alternativa; allora vedrete i cagnetti rivoltarsi e addentare i calcagni delll’Occidente…

Nessun commento:

Posta un commento