L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 20 maggio 2022

Per lo Stato Profondo è più facile manovrare in un mondo unipolare che multipolare

Deep State. Lo Stato più profondo e i governi più pericolosi
venerdì 20 maggio 2022



Marco Pizzuti è un coraggioso ex militare laureato in Giurisprudenza che ha scritto un altro libro ficcante e molto significativo: “Deep State. I segreti dell’élite finanziaria e delle multinazionali che controllano i governi” (www.edizionilpuntodincontro.it, Vicenza, 2022, p. 612, euro 20).

In questo libro impossibile da descrivere in maniera dettagliata si prende in esame anche l’omicidio Kennedy. Questa questione è molto complessa e ho deciso di riportare solo alcune righe riguardanti l’ottimo film di Oliver Stone, che è stato attaccato in vari modi, anche prima della sua uscita. Stone ha affermato: “Il problema del mio Paese è un problema comune a molti altri Stati, compresa l’Italia. È il problema del popolo contro lo Stato. Nel mio Paese lo Stato ha tradito la Costituzione, ha ucciso Kennedy, ha occultato le prove e continua a farlo” (p. 103). Naturalmente si fa riferimento allo Stato inteso come potere statuale burocratico che in tutti questi anni è stato molto pilotato dagli interessi di poche persone ben inserite a livello finanziario e non solo.

Per quanto riguarda gli accadimenti relativi al tristemente noto 11 settembre, riporto solo alcune righe molto significative: secondo le solite autorità la grave responsabilità del professore di fisica Steven Jones “è stata quella di essere riuscito a svolgere un’analisi accurata di un campione di metallo del WTC-7 in cui ha trovato tracce evidenti di esplosivo ad alto potenziale del tipo termite (la cosiddetta “pistola fumante” (p. 345)”.

E quindi arriviamo a definire il Deep State come l’intricato intreccio tra le persone che abitano la finanza, la grande industria e alcune istituzioni. Infatti “i protagonisti della storia degli ultimi tre secoli erano per la stragrande maggioranza affiliati alle logge massoniche. Senza questa consapevolezza, si avrà sempre una visione romantica e fuorviante sulla capacità delle masse di liberarsi dai suoi oppositori” (p. 26). In effetti si tratta di una questione mai presa seriamente in esame. E del resto puoi eleggere solo chi è stato accettato come candidato.

Comunque pensando ad altre cose fondamentali, bisogna aggiungere che nel lontano 1913 il membro del Congresso americano Louis Thomas McFadden dichiarò: “Qui è stato fondato un sistema bancario mondiale, un sovrastato controllato dai banchieri internazionali che agiscono assieme per schiavizzare il mondo secondo i propri interessi. La FED ha usurpato il Governo” (un discorso intelligente relativo alla nascita della FED nello stranissimo 24 dicembre 1913, p. 59).

Inoltre bisogna aggiungere che nel mese di giugno 1991 David Rockefeller disse che “Una sovranità sovranazionale esercitata da una élite intellettuale e da banchieri mondiali è senza dubbio da preferirsi senza esitazioni alla tradizionale autodeterminazione delle nazioni” (p. 123). D’altra parte “La corruzione dilagante della classe politica, sempre intenta al mero arricchimento personale, ha impedito ai parlamenti di porre degli argini al potere delle élite” (p. 119).

Quindi anche oggi, senza ombra di dubbio, “Insinuando la paura e il terrore in una società, è possibile farla regredire a una forma di tabula rasa, a una situazione che può essere finalmente controllata dall’esterno” (Kurt Levin, direttore del Tavistock Institute). Inoltre la paura incontrollata può alimentare anche il Filantrocapitalismo, che “consente ai filantrocapitalisti di evadere le tasse legalmente e di assicurarsi dei profitti da capogiro [praticamente non tassati], mentre la loro immagine pubblica di benefattori dell’umanità sale alle stelle”. Quindi “a dispetto dei buoni propositi dichiarati, solo il 18 per cento delle donazioni totali finisce a organizzazioni che operano veramente nel campo, mentre la maggior parte del denaro, l’82 per cento, finisce nelle proprie fondazioni familiari private e con la possibilità di essere trasmesso agli eredi” (p. 405).

In ultima analisi si può solamente affermare che la “mancanza di valori etici e spirituali rende l’uomo prevedibile e facilmente controllabile da chi ha illimitate disponibilità di denaro” (conte Richard Nikolaus di Coudenhove-Kalergi, p. 41). Da un altro punto di vista il premio Nobel per l’Economia Franco Modigliani aveva le idee ben chiare: “Non è tollerabile che una Banca centrale isolata che non abbia nessuna responsabilità né l’obbligo di spiegare quello che fa possa continuare a creare disoccupazione mentre i governi stanno zitti” (p. 76).

Come disse un vero giornalista fare giornalismo significa diffondere quello che qualcuno non vuole si sappia, il resto è solo propaganda (Horacio Verbitsky, scrittore argentino nato nel 1942, uno dei vari responsabili di Human Rights Watch: www.hrw.org). Purtroppo qualcuno vuole eliminare gran parte della proprietà privata. Qualcuno vuole caricare gradualmente la proprietà privata “di così tante tasse e oneri “verdi”, che alla fine bisognerà disfarsene per sopravvivere” (p. 586). E nel frattempo il patrimonio dei grandi miliardari “è incrementato dell’8 per cento” (p. 569)..

Marco Pizzuti è nato a Roma nel 1971 e ha lavorato anche alla Camera dei Deputati e al Senato. Nel 2021 ha pubblicato un libro sull’epidemia (https://www.agoravox.it/Pizzuti-il-Coronavirus-e-i-grandi.html). In estrema sintesi si può definire Pizzuti come un ex militare laureato e un grande esperto per quanto riguarda la controinformazione e la divulgazione scientifica.

Nota accademica e spirituale – “La storia del grande capitale finanziario è quella di un potere demoniaco. Essa gronda sangue” (Luigi d’Amato, è stato docente di Economia Politica presso l’Università “La Sapienza” di Roma, p. 61). L’attuale potere finanziario ha una sua logica e l’attuale “élite non desidera i soldi, perché ne può produrre quanti ne vuole. Ciò che desidera è il massimo potere, il controllo totale sulle persone” (Aaron Russo, p. 594).

Nota attualizzata – Secondo un premio Nobel francese “L’attuale creazione di denaro dal nulla operata dal sistema bancario è identica alla creazione di moneta da parte di falsari. La sola differenza è che sono diversi coloro che ne traggono profitto” (Maurice Allais, nato a Parigi nel 1911 e morto in Francia nel 2010, https://www.agoravox.it/Allais-il-fisico-che-vinse-il.html). Del resto “è difficile far capire qualcosa a una persona, quando il suo stipendio dipende dal fatto di non capirla” (Upton Sinclair, giornalista e scrittore morto nel 1968, citato a p. 141).

Nota fondamentale – La lunga “storia dei Rothschild è particolarmente istruttiva, perché dimostra che in realtà non sono le persone più famose a essere quelle con più potere, bensì quelle che rimangono nell’ombra e fanno di tutto per non apparire mai” (p. 64). In effetti “Il Denaro è il Dio della nostra epoca e Rothschild è il suo profeta” (Heinrich Heine). In ultima analisi, “Permettetemi di emettere e controllare la moneta di una nazione e non mi importa chi fa le sue leggi” (Mayer Amschel Rothschild). Quindi negli ultimi tempi la politica indipendente è prettamente un sogno.

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