L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 18 maggio 2022

Possibile che la Cina si sia fermata, per combattere l'inflazione, la foglia di fico dell'influenza covid serve a questo, recessione nascosta

Sorpresa People's Bank of China: lascia tassi invariati. Aumento inflazione lega le mani anche alla Cina

Laura Naka Antonelli 16 maggio 2022 - 05:03

MILANO (Finanza.com)La People's Bank of China, banca centrale della Cina, ha lasciato di nuovo invariati al 2,85% i tassi di riferimento sui prestiti a medio termine (MLF) a un anno che eroga ad alcune banche, dopo averli tagliati alla metà di gennaio, per la prima volta dall'aprile del 2020 (dal precedente 2,95%).

Mossa inaspettata, come ha spiegato Julian Evans-Pritchard, economista senior della divisione sulla Cina di Capital Economics, "se si considerano il forte rallentamento economico e i recenti appelli dei funzionari cinesi, a favore di ulteriori misure espansive di politica monetaria".

L'indebolimento dei fondamentali economici della Cina è stato scatenato dalle misure severe di lockdown che il governo di Pechino ha imposto nell'ambito della sua zero Covid policy, per arginare i casi di infezione scatenati dall'ondata Covid più forte dal 2020.

E' molto probabile che la People's Bank of China non abbia tagliato i tassi a causa dell'aumento dell'inflazione nel paese, che limita il suo raggio di azione. In una nota pubblicata oggi segnalata dal sito della CNBC, il capo economista della divisione Cina di Nomura, Ting Lu, ha fatto notare che "l'aumento dell'inflazione dei prezzi energetici e alimentari limita il margine della PBOC per un taglio dei tassi di interesse, nonostante il veloce peggioramento dell'economia".

La scorsa settimana si è appreso che, nel mese di aprile, l'inflazione della Cina misurata dall'indice dei prezzi al consumo è salita su base annua del 2,1%, più del rialzo pari a +1,8% atteso dal consensus degli analisti, e in accelerazione rispetto al precedente aumento dell'1,5%.

Su base mensile, il trend è stato di una crescita pari a +0,4%, oltre il +0,2% stimato e dopo il dato invariato di marzo.

Resa nota anche l'inflazione misurata dall'indice dei prezzi alla produzione, balzata dell'8% su base annua, più del +7,7% previsto e dopo il +8,3% di marzo. Su base mensile, il trend è stato di un rialzo dello 0,6%.

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