L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 15 maggio 2022

Stagflazione 99 - Una massa enorme di moneta è in circolazione e produce inflazione. Si aggiunge una carenza di prodotti dal fondamentale grano, olio da cucina, olio di palma, legumi si troveranno di meno e a costo più alto. Prodotti energetici già diventati costosissimi. Recessione certa.

India: stop export di grano. Torna il protezionismo, ed è allerta

14 Maggio 2022 - 10:40

L’India è l’ultimo dei Paesi che ha deciso di bloccare le esportazioni di importanti materie prime legate al settore alimentare. Cosa significa il ritorno del protezionismo? L’allarme cibo si allarga.


L’India ha vietato le esportazioni di grano con effetto immediato: è l’ultimo di un elenco di Paesi che hanno già deciso di fermare le spedizioni all’estero di materie prime agricole e alimentari.

La crisi del cibo è iniziata già da tempo e rischia di aggravarsi.

Il crescente protezionismo sta esacerbando il caos nei mercati alimentari globali causato dalla guerra in Ucraina, con i Governi che reprimono le esportazioni di prodotti di base tra cui cereali, olio da cucina e legumi.

Cosa significa lo stop all’export di grano dell’India e perché su sta tornando a misure protezionistiche globali.

L’India vieta l’export di grano: nuovo allarme per il mondo

Pochi giorni dopo aver affermato che quest’anno puntava a spedizioni record, l’India ha preso la decisione opposta: fermare le esportazioni di grano.

Un’ondata di caldo torrido ha ridotto la produzione e i prezzi locali hanno raggiunto il massimo storico in mezzo alla forte domanda di esportazioni. Il Governo ha affermato che consentirà ancora l’export per lettere di credito che sono già state emesse e su richiesta dei Paesi che stanno cercando di “soddisfare le proprie esigenze di sicurezza alimentare”.

Gli acquirenti globali puntavano sul secondo produttore mondiale di grano per le forniture dopo il crollo delle esportazioni dalla regione del Mar Nero in seguito all’invasione russa dell’Ucraina alla fine di febbraio. Prima del divieto, l’India mirava a spedire un record di 10 milioni di tonnellate quest’anno.

Il divieto indiano potrebbe portare i prezzi globali a nuovi picchi e colpire i consumatori poveri in Asia e Africa.

L’inflazione alimentare e dell’energia ha spinto i prezzi al dettaglio annuali dell’India verso il massimo di otto anni ad aprile. Nello specifico, quelli del grano sono saliti a livelli record, in alcuni mercati spot fino a 25.000 rupie ($ 322,71) per tonnellata, contro il prezzo minimo di supporto fissato dal Governo di 20.150 rupie.

Inoltre, un forte e improvviso aumento delle temperature a metà marzo sta minacciando le dimensioni del raccolto, che potrebbero essere inferiori al previsto.

In questo contesto è arrivata la decisione drastica di non spedire grano all'estero per assicurarsi l’approvvigionamento nazionale. La conseguenza diretta sarà l’aumento ancora di più dei prezzi, in un momento di alta domanda e bassa offerta di grano.

Il protezionismo sta tornando. E non è una buona notizia

Il caso indiano è l’ultimo di una vera e propria tendenza globale a bloccare l’export per la sicurezza alimentare interna.

L’impennata dei prezzi dei generi alimentari e, in alcuni casi, la minaccia di disordini sociali hanno portato a un aumento degli esportatori che vietano le vendite all'estero o mettono in atto altre restrizioni come tasse o quote.

Queste misure protezionistiche non hanno fatto che aumentare ulteriormente il conto delle importazioni alimentari per i Paesi dipendenti dai mercati internazionali per importanti prodotti alimentari, colpendo alcuni dei più poveri del mondo.

Il mese scorso l’Indonesia ha bloccato le vendite all'estero di olio di palma. La merce è l’olio vegetale più scambiato al mondo, utilizzato in tutto, dalle torte ai cosmetici.

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