L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 23 giugno 2022

Agli Stati Uniti manca il petrolio buono per l'autotrazione e i prezzi sempre più su, oltre cinque dollari a gallone, sono un serie ostacolo per le elezioni di novembre

Biden scopre che l’embargo al petrolio russo danneggerà anche gli Stati Uniti / Il caso
21 giugno 2022 - Helvetius

Il presidente americano chiede all’Europa di ammorbidire il divieto per evitare di trovarsi in difficoltà di fronte al proprio elettorato

Genova – Le posizioni eccessivamente rigide adottate da trader, banche e assicuratori nei confronti dei carichi petroliferi russi, così come il recente annunciato inasprimento delle sanzioni da parte dell’UE, hanno portato l’amministrazione Biden a chiedere silenziosamente all’UE e al Regno Unito di ammorbidire l’embargo recentemente annunciato sulle assicurazioni marittime nei confronti del petrolio russo. A renderlo noto è il Financial Times.

L’embargo è stato concordato alla fine di maggio, e ha esteso le sanzioni verso le navi battenti bandiera russa e di proprietà russa a tutte le navi che trasportano carichi russi (con alcune eccezioni). Quando entrerà in vigore, taglierà gli esportatori di energia russi fuori dal mercato dei Lloyd’s e dall’International Group of P&I Clubs.

Inoltre, taglierà i carichi russi da gran parte del mercato riassicurativo.

L’attesa dell’embargo, come prevedibile, sta già avendo un impatto sul mercato. Gli assicuratori nel Regno Unito e nell’UE sono già oggi riluttanti a coprire le navi che trasportano petrolio russo, ed è probabile che gli effetti di queste prime decisioni di auto-sanzione cominceranno a farsi sentire pesantemente a luglio, secondo diversi analisti.

L’amministrazione Biden teme che un divieto totale di assicurazione renderebbe quasi impossibile il commercio di petrolio russo, il che a sua volta rimuoverebbe dal mercato fino all’8% dell’offerta mondiale di greggio. In effetti, questo è l’obiettivo dichiarato dell’embargo, ma gli Stati Uniti sembrano essere alla ricerca di una soluzione che taglierà le entrate della Russia senza decimare l’offerta globale. Un compromesso decisamente complesso da raggiungere.

Lo shock dell’offerta che deriverebbe dal “successo” dell’embargo petrolifero alla Russia ha già provocato un ulteriore balzo dei prezzi dell’energia. Un fattore politicamente esplosivo, considerato che si avvicinano le elezioni di medio termine negli Stati Uniti.

Secondo recenti stime, l’esclusione della Russia dal mercato petrolifero globale provocherebbe un aumento del prezzo del greggio compreso tra il 20% e il 30% e che ciò avrebbe un impatto significativo sull’economia globale, non solo sulla Russia.

E’ per questo motivo che l’amministrazione Biden starebbe chiedendo ai suoi partner europei di ammorbidire il divieto di assicurazione marittima in modo da consentire alcune esportazioni di petrolio russo, ma solo per carichi venduti al di sotto di una certa soglia di prezzo. Il Financial Times scrive che questa proposta non piace molti ai governi dell’UE, che hanno già votato a favore di un divieto completo di assicurazione e non avrebbero, pertanto, intenzione di rivedere la propria posizione.

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