L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 19 giugno 2022

Alla Bce dominano gli euroimbecilli altro che competenti. Vedi quello che fanno e ottieni il mantenimento della STAGFLAZIONE=inflazione+recessione

INFLAZIONE & SPREAD/ 
Quella ricetta sbagliata che ci condanna alla crisi in autunno
Pubblicazione: 18.06.2022 - Giovanni Passali
L’inflazione sale e le banche centrali continuano a rispondere alzando i tassi e provocando conseguenze negative che non saranno senza effetti

Christine Lagarde, Presidente Bce (LaPresse, 2022)

La correzione dei mercati del 10 giugno è stata davvero pesante, soprattutto perché avvenuta in conseguenza di notizie che danno conferma del quadro peggiore, quello ipotizzato da Jamie Dimon, il Ceo di JP Morgan.
I dati sono quelli del tasso di inflazione, per il quale si sperava almeno una leggera diminuzione, visto il rialzo dei tassi avviati dalla Fed e previsti per il resto dell’anno. Invece niente, inflazione che schizza al +8,6%, quindi rialzo del dollaro e caduta delle borse.

Ma in realtà è caduto di tutto, l’euro rispetto al dollaro, i titoli di stato italiani, perfino i solidissimi titoli di stato tedeschi.

Questo è il risultato anche di una Lagarde cui, tra un parrucchiere e l’altro, scappa detto che a luglio la Bce rialzerà i tassi dello 0,25% e a settembre dello 0,50%, come se nulla fosse. Ma nel frattempo smetteranno di acquistare i titoli di stato italiani.

Come se nulla fosse, continuano ad applicare la stessa ricetta sbagliata, non ne conoscono un’altra. E che sia la ricetta sbagliata lo ha ammesso perfino l’economista Giavazzi, proprio lui, il consigliere del Governo Draghi. E cosa ha detto mai Giavazzi? Ha detto una cosa banalissima: ha detto che per combattere una inflazione causata da uno shock esterno (l’aumento di gas e petrolio) alzare i tassi è inutile.

Non avete letto di questa intervista sui quotidiani nazionali? Eh, lo so, quelli non hanno riportato l’intervista a Giavazzi pubblicata su Reuters. Come afferma Giavazzi, l’unico effetto che si otterrà è quello di “rallentare” l’economia, come se non bastasse il “rallentamento” già in atto.

E siccome i consumatori stanno capendo, non ci si può meravigliare se l’indicatore del sentimento dei consumatori è pure lui in precipitosa discesa. L’ultimo dato rilevato ha portato l’indicatore a 50,2 e un livello così basso ha superato al ribasso perfino il minimo del 2008, segnando un nuovo minimo record che non si vedeva da oltre quaranta anni.

Ecco il grafico, pubblicato dall’università del Michigan, che non comprende ancora l’ultimo valore.


Lo chiamano rallentamento ma sarà una catastrofe: inflazione al rialzo senza freni, borse che calano, spread al rialzo, titoli di stato che crollano, disoccupazione in aumento.

In più, aggiungiamoci in Italia cittadini sfiduciati che non vanno più a votare.

Secondo voi, in autunno cosa può accadere?

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