L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 26 giugno 2022

Andare lentamente per salvare più civili possibili è considerata debolezza

Chiacchiericcio su un massacro



Prima c’è il G7 ormai di minoranza rispetto a quello che si raccoglie attorno a Russia e Cina, poi ci sarà il vertice della Nato. Si potrà capire dalle conclusioni se l’occidente avrà superato il test cognitivo minimo per salvare se stesso oppure continuerà a raccontarsi chiacchiere nella speranza che la reiterazione le renda reali e possa scacciare le paure come fossero formule apotropaiche. Le speranze di resipiscenza a dire il vero sono poche tanto che ci sono ancora degli idioti i quali dicono che la liberazione di Severodonetsk e Borovskoye, nonché di tutto il territorio circostante è stato lento e dimostra le difficoltà dell’esercito russo: come far entrare in quelle teste il pensiero che i russi volevano semplicemente risparmiare i civili? Queste debolezze non si addicono all’occidente e ai cretini, lo steso Larry Johnson non si è tenuto e ha scaricato un po’ di merda su costoro: “Alcuni neo-conservatori duri a morire continuano a manifestare la loro ignoranza degli affari militari indicando i lenti progressi della Russia nel prendere Severodonetsk come prova dell’incompetente e debole esercito russo. Quello che non riescono a capire è che la Russia stava cercando di evitare di uccidere i civili ancora all’interno della città che venivano usati come scudi umani dagli ucraini. Putin e i comandanti russi stanno attribuendo un valore più alto al salvataggio dei civili piuttosto che scatenare la loro piena potenza militare per mostrare al mondo cosa possono davvero fare. Questa è una strategia militare straordinariamente matura”.

chi si potrebbe chiedere a questo punto che valore si da alle parole di Zelensky secondo il quale la presa di Severodonetsk avrebbe deciso la guerra. Ma si ha invece tutta l’impressione che l’occidente complessivo stia dando il peggio di sé: le enormi quantità di alcol e sostanze stupefacenti che vengono reperite nelle postazioni abbandonate dagli ucraini testimoniano del tentativo di far vivere i soldati in uno stato stuporoso in maniera da evitare la loro fuga e tenerli nelle trincee a combattere. Alcol , amfetamine e oppiacei nient’altro che la dieta quotidiana dell’americano medio, ma moltiplicata per quattro o cinque e dunque non ci si può stupire della eccezionale fornitura di stupefacenti che finora si è rivelata più efficace di armi che spesso gli ucraini non sanno usare e che vengono distrutte prima ancora che possano davvero cambiare qualcosa nei rapporti di forza.

Nel frattempo continua la demolizione degli arsenali riempiti di armi occidentali e dei luoghi di addestramento delle riserve ucraine e il tiro si avvicina sempre di più ai confini della Polonia come ad inviare un messaggio a Varsavia. Leggere i bollettini è impressionante:Armi ad alta precisione delle forze aerospaziali russe e missili Kalibr hanno inferto un duro colpo a tre centri di addestramento delle forze armate ucraine nelle regioni di Chernihiv, Zhytomyr e Leopoli. Gli attacchi hanno interrotto il trasferimento di tre brigate dalla riserva strategica dell’Ucraina.
Colpite dalle forze aerospaziali russe concentramenti di uomini ed equipaggiamenti militare in 286 distretti, unità di artiglieria e mortai in 62 distretti, due posti di comando. Un MiG-29 è stato abbattuto in combattimento aereo
Dieci plotoni di sistemi a lancio multiplo sono stati colpiti da armi ad alta precisione delle forze aerospaziali russe in direzione di Donetsk
Abbattuto un Su-25 delle Forze armate ucraine e 12 razzi nell’area di Snake Island

Tutto questo in un solo giorno. Chi vuole continuare per i propri interessi a fomentare questo massacro non dovrebbe avere più alcun diritto di parola nelle sedi internazionali, ma siccome non solo pretende di parlare, ma anche essere ubbidito, è probabile che dai consessi militar economici non esca fuori nulla di Buono. Almeno Lavrov sembra pessimista “Abbiamo poche illusioni sul fatto che le politiche russofobiche dell’Ue cambieranno”. L’Europa preferisce fare figuracce come quella della Lituania, dove ha dovuto calare vergognosamente le braghe sull’interdizione del trasporto russo verso Kalinigrad, ma continuare a suicidarsi : un esito ormai certo sia con la guerra che con la pace.

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