L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 23 giugno 2022

Avanza la consapevolezza che l'alternativa all'Occidente che ha sempre depredato gli altri paesi esiste

La bandiera russa sventola in Africa



I residenti del Burkina Faso hanno tenuto una serie di manifestazioni per chiedere il ritiro delle truppe francesi dal paese e l’ingresso di volontari russi per fronteggiare eventuali delle truppe di Parigi di continuare a gestire di fatto il potere ed ecco un breve filmato di una delle tante manifestazioni: gli abitanti chiedono protezione contro il corpo formato da 2400 francesi e da altri 900 soldati di altri Paesi europei tra cui quelli del contingente italiano che si trovano nella singolare e indignitosa condizione di agire in favore del neocolonialismo in veste di truppe a loro volta coloniali e senza il minimo plausibile interesse nel Paese africano se non il pretesto del presunto terrorismo che è poi evocato dagli stessi che lo prendere a scusa per interventi militari. Queste forze sono state definitivamente scacciate dal Mali con l’aiuto decisivo dei volontari russi del gruppo Wagner che hanno immediatamente fatto capire agli europei che la musica era cambiata e che non potevano più bullizzare a piacere i governi dell’africa sahariana. Adesso le truppe di Parigi e gli altri scalzacani al seguito si stanno riversando dal Mali in Burkina Faso e ecco la ragione dell’invocazione alla Russia per intervenire anche lì. In effetti la Repubblica Centrafricana e il Mali sono di fatto già usciti dall’impero neocoloniale francese: Il Burkina Faso potrebbe essere il terzo e ci sono i prerequisiti perché una situazione simile si ripeta in Niger, a cui la Francia si aggrapperà con le unghie e con i denti poiché ci sono giacimenti di uranio estremamente importanti per l’industria nucleare di Parigi. Una ragione in più per la Russia di incalzare i neocolonialisti e le loro ruberie (basti pensare a quanto Parigi ha lucrato sul franco cfa che recentemente è stato battezzato eco, rimanendo sempre però lo stesso strumento monetario di sfruttamento).

Non è la prima volta negli ultimi anni che la bandiera russa sventola in Africa, ma sono i primi giorni in cui questo avviene in maniera massiccia in Burkina Faso.

https://ilsimplicissimus2.com/2022/06/22/la-bandiera-russa-sventola-in-africa/

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