L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 17 giugno 2022

Due anni di fermo per l'influenza covid hanno portato all'inflazione a bloccarsi ma appena tolto lo stop questa ha cominciato a macinare, i miliardi in circolazione per il mondo creati con un clic dalle banche centrali, dalla Fed non potevano che portare a questo e poi è arrivato, con la guerra in Ucraina, che ora le materie prime dettano le regole della DOMANDA e dell'OFFERTA

16 GIUGNO 2022 14:44
Perché l’Australia è rimasta senza energia affrontando “la tempesta perfetta”
Una serie di eventi a catena che hanno coinvolto l’Australia hanno spinto il Paese verso una crisi energetica decisamente difficile da gestire tanto da spingere le autorità a decretare un controllo statale e centralizzato dell’energia elettrica.

A cura di Antonio Palma

Gli esperti l’hanno già chiamata “la tempesta perfetta” e in effetti la serie di eventi a catena che hanno coinvolto l’Australia hanno spinto il Paese verso una crisi energetica decisamente difficile da gestire che ha costretto le autorità a decretare un controllo statale e centralizzato dell’energia elettrica. Il Paese da alcuni mesi ha visto aumentare costantemente prezzi e problemi di approvvigionamento che affliggono in particolare l’est del continente.

Nel New South Wales, ad esempio, c’è ora una spesa di 227 dollari in più per famiglia mentre nell'Australia Meridionale l'aumento si è fermato a circa 124 dollari australiani in più in media ma le previsioni indicano che nel prossimo anno, per una famiglia normale, in alcuni stati si supereranno i duecento dollari in più.

Tutto è iniziato quando le economie hanno iniziato a uscire dalle restrizioni Covid è c'è stata un'impennata della domanda in un momento in cui però la stessa pandemia mondiale ha limitato la fornitura di energia. Così con una domanda in aumento e meno offerta di energia, i prezzi sono balzati in alto in poco tempo.

L’invasione russa e la guerra in Ucraina poi hanno aggravato in poco tempo la situazione i prezzi dell'energia sono arrivati a livelli record. La Russia infatti è uno dei maggiori esportatori di energia al mondo ma a causa dell'invasione sono state imposte sanzioni immediate al petrolio e al gas russi. Inoltre la spasmodica ricerca di altre fonti da parte dei Paesi europei hanno fatto crescere ulteriormente il prezzo.

Di fronte a questa situazione difficile, l’Australia si è fatta trovare impreparata visto che conta ancora molto sul carbone le cui centrali però sono vecchie e destinate alla chiusura e dunque con scarsa manutenzione e guasti continui.

Non solo, la serie di problemi ha travolto il Paese in un periodo dell’anno molto difficile e cioè la stagione invernale quando il consumo energetico è il più alto per il riscaldamento e le inondazioni hanno causato gravi danni alla rete.

Una serie di dinamiche che hanno fatto scattare gli automatismi ai limiti del prezzo ma spinto anche molti fornitori a interrompere la fornitura per non rimetterci, creando però a loro volta carenze continue nei giorni successivi. A questo punto l'intero mercato elettrico nazionale è stato sospeso, l'autorità di regolamentazione ha istituito un sistema in cui le società di distruzione mettono a disposizione tutta la loro disponibilità di energia che viene poi smistata a seconda dei bisogni. Durante la sospensione del mercato libero le società vengono pagate forfettariamente e quindi compensate poi per eventuali perdite.


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