L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 23 giugno 2022

È il capitalismo assoluto che ha portato a questa situazione, incapace di fermarsi e riflettere è andato/va avanti come Panzer ignorando completamente il paesaggio che è completamente diverso in cui era/è abituato a muoversi

Il gigante Usa impazzito e malato



Perdere la lucidità, abbandonarsi alle crisi di ira, è il primo sintomo della incipiente perdita di potere e non fa che accelerare il processo di declino: così gli Usa hanno due temibili avversari di cui si vorrebbero sbarazzarsi la Cina e la Russia perché la loro stessa esistenza minaccia il loro dominio planetario, ma in entrambi i casi hanno sono entrati in confusione e hanno scelto scelto il terreno di scontro sbagliato. Con la Cina che è la più grande potenza industriale del mondo hanno scelto la strada della competizione economica salvo poi accorgersi che è impossibile per gli Usa, fare a meno di un continuo rifornimento di prodotti cinesi e che comunque ormai l’ex celeste impero è un motore economico imprescindibile . L’errore è stato causato in radice dal razzismo intrinseco dell’anglosfera che in uno primo momento ha pensato di poter trasferire in Cina le produzioni per aumentare i profitti, ma senza temere un decollo dell’industria locale, perché in fondo in fondo si pensava che i cinesi fossero inferiori . Ma dopo aver accertato che gli abitanti dell’impero di mezzo erano più svegli di quanto non avessero pensato e che forse gli inferiori erano altri, hanno pensato di fare una guerra commerciale per recuperare produzioni perdute. Però si sono accorti che non solo ci volevano troppi soldi per un’operazione di questo genere, ma che le competenze erano ormai prevalentemente dall’ altra parte.

Con la Russia che è attualmente la più avanzata potenza militare del pianeta, la quale possiede molti e diversi tipi di missili ipersonici non intercettabili in grado di scaricare tutta la potenza nucleare russa senza significative perdite e invece di eliminare buona parte della risposta occidentale, hanno scelto la strada del confronto armato. Difficile pensare a qualcosa di più stupido di questo. Ma a dire il vero se il mondo anglosassone fosse ancora in grado di pensare si chiederebbe per prima cosa come fa la Russia ad essere così avanzata spendendo per gli armamenti solo una piccola frazione di quanto spendono gli Usa. Forse è il sistema complessivo che non funziona più e che rende ragione anche dell’arretramento economico rispetto alla Cina? Ma questa è una domanda che l’oligarchia americana non può porsi perché la risposta sarebbe impietosa e punterebbe il dito su di lei che preferisce le distopie irresponsabili. E non è abituato a farlo per l’Occidente complessivo nella sua pulsione suicida non fa altro che imitare esempi deleteri, come ad esempio la scuola americana.

Del resto il dubbio non può sfiorare chi trae la propria forza dalla cancellazione di qualsiasi domanda o almeno di qualsiasi domanda intelligente che possa essere posta sul mondo, sulla storia e sulla società: fatto sta che gli Usa hanno sfidato entrambi i concorrenti sul terreno sbagliato e in più hanno ottenuto un sempre maggior ravvicinamento tra i due avversari che adesso possono reciprocamente colmare le rispettive debolezze. E’ inutile che gli Usa esibiscano le loro portaerei nel Mar cinese meridionale, come fossero le mutande di una squillo, quando non potrebbero mettere insieme nemmeno una cerbottana senza l’invio di materiale dalla Cina e ben sapendo che un missilino dal costo di pochi euro a confronto di questi dinosauri dei mari mangia miliardi potrebbe trasformarle in sottomarini. Così anche il tentativo di muovere le sue pedine, ovvero i suoi schiavetti per mettere in difficoltà i contendenti, si rivela spesso perdente. Lo si è visto con la vicenda dei microchip avanzati prodotti a Taiwan che gli Usa hanno proibito di vendere alla Russia: disgraziatamente però la Russia è il principale fornitore mondiale di neon ultrapuro, senza il quale non è possibile realizzare microchip. L’altro fornitore planetario è la Cina. Dunque Taiwan deve continuare a vendere sottobanco i suoi microchip da 7 e 5 nm se vuole continuare a produrli e rifornire così anche gli Usa. La stessa cosa la vediamo ancora più grottesca dall’altra parte del mondo: un’Europa senza risorse energetiche e minerarie proprie che si è privata delle sue fonti naturali e a basso costo per fare una guerra alla Russia dichiarata dai microcefali allevati dal Wef, dalla Cia e dal Council on Foreign Relations, fatti eleggere con la forza dei soldi e dei media e qualche volta con la creazione di apposite forze politiche come veicolo. Adesso si attende soltanto l’ingloriosa agonia del piccolo continente dal quale è partita l’avventura l’occidentale purtroppo finita nelle mani dei suoi rappresentanti più rozzi.

Tutto ciò è ancora peggio di chi cerca lo scontro sul terreno più favorevole all’avversario, è una totale rinuncia alla sovranità e di conseguenza alla democrazia, poiché le due cose sono inscindibili, e oltre a questo l’Europa ha buttato al macero ogni moralità e credibilità. Si è alla fine conquistata non l’ammirazione, ma il disprezzo universale di nemici, ma anche e soprattutto degli amici.

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