L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 13 giugno 2022

e lo spread mette a nudo il vuoto di Euroimbecilandia, uscire da questo girone infernale è un dovere morale. Italexit

SPREAD LA TEMPESTA PERFETTA!

Scritto il  alle 08:11 da icebergfinanza

CONTROCORRENTE! - icebergfinanza

Una vera e propria tempesta perfetta quella che venerdì ha colpito i mercati del nostro Paese, i soliti miliardi bruciati nel nulla dei titoli di giornale, lo spread che ha raggiunto nuovi massimi…

Nessuna sorpresa per chi ci segue, sono 2 settimane che mettiamo in guardia chi ci legge, chi si avvale della nostra consulenza, nulla potrà evitare la tempesta estiva, che comunque sarà un’occasione per ripartire.

L’inizio settimana non è dei migliori, vediamo se arriva la solita manina compassionevole a tenere su il morale, visto che ci sono le scadenze tecniche con le tre streghe e la chiusura del semestre per i poveri fondi comuni.

Non c’è nulla da aggiungere a quanto è successo giovedì, la Lagarde è inadeguata da tempo, lo ha già dimostrato, i mercati non vogliono chiacchiere ma fatti.

Con il banchiere Draghi al timone, sparisce come neve al sole, definitivamente, la leggenda metropolitana che l’andamento dello spread dipende dalle scelte di un governo!

Lui si difende suggerendo che è umano, che i mercati non se la stanno prendendo con la politica economica del governo, c’è forse un indirizzo di politica economica in questo governo?

Un altro banchiere rischia di finire a gambe all’aria in Francia…

Il dollaro torna a volare…

Sullo spread, come sul dollaro abbiamo centrato tutti gli obiettivi di inizio anno, ora resta da sistemare la pratica rendimenti sui titoli americani, ma prima o poi sistemiamo anche quella.

Tornando all’America, come ha scritto Rosenberg, venerdì il dato sull’inflazione, se si eliminano dall’IPC tutte le voci legate all’energia (tariffe aeree, trasloco/merci, auto a noleggio, servizi di consegna, veicoli nuovi e usati), il dato core è stato di +0,36% e l’YoY si è stabilizzato vicino al 4%. La verità sotto la patina.

Altro che inflazione ai massimi da 40 anni, quelli sono numeri, ma sino a quando Biden e gli zerbini europei, chiederanno più armi e più guerra, petrolio e gas continueranno a salire.

Biden chi ha provato anche venerdì a incolpare Putin per l’inflazione, una farsa tutta democratica.

La verità è che perderà in maniera clamorosa le elezioni di mid term in autunno, il nulla oggi al poter in America o meglio oggi comandano solo le lobbies delle armi.

La fiducia dei consumatori USA è collassata…

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L’indice di tutti gli articoli meno cibo ed energia è aumentato del 6,0 per cento negli ultimi 12 mesi, quello energetico è aumentato del 34,6% nell’ultimo anno.

La Yellen non vede recessione, il segretario al Tesoro americano professa ottimismo di maniera.

Per la seconda volta molte zone della curva dei rendimenti si sono invertite, titoli a breve termine rendono più di quelli a lungo termine.

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Nell’ultima settimana abbiamo suggerito più volte di fare attenzione, i soliti noti si sono scatenati. Ora numerosi supporti di breve sono stati abbattuti. Si scende ancora, poi ci sarà una reazione… l’ultima prima della tempesta estiva!

Come suggerito questa è l’ultima occasione per rientrare al porto prima della tempesta estiva, a tutti coloro che in questi mesi si sono rivolti a noi per una consulenza è il momento di tirare i remi in barca per l’azionario.


https://icebergfinanza.finanza.com/2022/06/13/spread-la-tempesta-perfetta-3/

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