L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 9 giugno 2022

e quattro, dopo JPMorgan, Goldman Sachs, Musk, Rau Dalio, arriva l'uragano

Ray Dalio non ha dubbi: con stagflazione Fed & co. faranno retromarcia sui tassi, ecco quando
08/06/2022 16:07 di Titta Ferraro

Mentre gli investitori si interrogano sull’entità dei rialzi dei tassi che Fed, Bce e le altre banche centrali metteranno in atto da qui a fine ano, Ray Dalio guarda avanti e indica le contromisure che le stesse banche centrali dovranno mettere in atto davanti al concretizzarsi di una stagflazione (alta inflazione e bassa crescita).

Il fondatore dell’hedge fund numero uno al mondo Bridgewater Associates ritiene che le banche centrali di tutto il mondo saranno costrette a tornare indietro e tagliare gli interessi i tassi. Quando? Nel 2024 a seguito di un periodo di stagflazione che andrà a pesare sulle maggiori economie mondiali. “È una situazione di inflazione strutturale che produrrà stagflazione”, ha detto Dalio in un’intervista al quotidiano Australian Financial Review.

“Riteniamo di essere in una modalità di inasprimento che può causare correzioni o movimenti al ribasso di molte attività finanziarie”, ha affermato il fondatore di Bridgewater Associates a AFR. “Il dolore diventerà grande e questo costringerà le banche centrali ad allentarsi di nuovo, probabilmente a ridosso delle prossime elezioni presidenziali del 2024”.

La previsione di Dalio – che a inizio anno aveva avvertito circa il rischio di una bolla sui mercati – non si discosta molto da quelle dei mercati che, guardando i futures sui tassi, stanno scontando tagli dei tassi negli Stati Uniti tra circa due anni.

Ad oggi già 60 banche centrali hanno alzato il costo del denaro nel tentativo di frenare l’accelerazione dell’inflazione. presto si unirà anche la Bce che ha fatto intendere che un primo rialzo dei tassi è probabile a luglio e dovrebbe essere seguito da un altro a settembre. A detta di Barclays la Bce potrebbe inanellare una striscia di 5 rialzi consecutivi da luglio fino a inizio 2023 prima di prendere una pausa e vedere

La Banca Mondiale ha affermato che l’economia mondiale potrebbe entrare in un periodo di stagflazione che ricorda gli anni ’70 e, anche se alla fine una recessione globale venisse evitata, c’è il rischio che la stagflazione duri per diversi anni. La World Bank, così come l’Ocse oggi, hanno tagliato le sue previsioni per crescita globale.

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