L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 30 giugno 2022

e zum Pa Pa, zum Pa Pa, altra benzina sul fuoco, l'unipolarità degli Stati Uniti richiede di alzare la posta, adesso nel mirino c'è la Cina e non solo. Un modo come un altro per rinforzare l'alternativa multipolare

Guerra fredda anche con la Cina: la furia dell’Oriente
29 Giugno 2022 | Autore: Giordana Liliana Monti


In seguito all’accusa degli Usa di sostenere la Russia, il governo cinese si è detto pronto ad opporsi con forza alle sanzioni alle sue aziende.

Se gli Stati Uniti non scherzano, non lo fa neanche la Cina: di recente, la scelta americana di sanzionare alcune aziende cinesi accusate di sostenere la Russia ha mandato su tutte le furie l’amministrazione di Xi Jinping, che ha già annunciato di voler rispondere all’attacco economico subito.

Nelle scorse ore, gli States hanno aggiunto cinque aziende cinesi in una black list del commercio: secondo gli americani, queste imprese sarebbero sostenitrici della base industriale militare e della difesa russa, e avrebbero continuato l’opera di sostegno anche in seguito all’invasione in Ucraina. Una scelta, quella degli USA, che ha causato l’ira del Governo cinese, il quale ha subito respinto le accuse dichiarando a gran voce di non essersi mai sbilanciato sul conflitto in corso, non sostenendo in alcun modo l’una o l’altra parte e negando di aver fornito alcuna assistenza militare alle parti coinvolte.

Secondo una nota dell’ambasciata cinese a Washington, inoltre, La Cina avrebbe anche espresso la scelta di opporsi con forza alle sanzioni unilaterali imposte dagli Stati Uniti alle compagnie cinesi, annunciando di voler adottare tutte le misure necessarie per proteggere i diritti delle sue società e dichiarando che le sanzioni statunitensi violerebbero il diritto internazionale.

Nella pratica, gli Stati Uniti hanno individuato 36 società da boicottare, inserendole in una lista nera che comporta, per i fornitori statunitensi delle società sanzionate, il bisogno di un’apposita licenza rilasciata dal Dipartimento del Commercio prima di poter effettuare le spedizioni dei loro prodotti.

Oltre alle compagnie cinesi colpite (che sono la Connec Electronic Ltd, la World Jetta, la Logistics Limited, la King Pai Technology Co e la Ltd e Winninc Electronic) ce ne sono 31 di altri Paesi, seppur in totale 25 abbiano base operativa in Cina. Le altre aziende sono provenienti da Russia, Emirati Arabi Uniti, Lituania, Pakistan, Singapore, Regno Unito, Uzbekistan e Vietnam.

Lo scopo della scelta americana, che potrebbe portare a gravi conseguenze sul piano economico, è stato spiegato dal sottosegretario al Commercio per l’industria e la sicurezza, Alan Estevez, in una recente dichiarazione. Estevez ha rivelato che questa azione è in grado di inviare un potente messaggio a entità e individui in tutto il mondo: chi cercherà di sostenere la Russia in questo conflitto verrà tagliato fuori dagli Stati Uniti.

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