L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

mercoledì 8 giugno 2022

Finalmente gli australiani hanno iniziato a combattere la 'ndrangheta

L’INCHIESTA
‘Ndrangheta tra i canguri: 14 clan calabresi attivi in Australia, maxi operazione contro 5mila mafiosi italiani

«È una problema globale», ha detto il vice commissario della Polizia federale australiana parlando dell'organizzazione criminale calabrese. Lavorano per i clan anche le bande di motociclisti fuorilegge 

di Redazione
7 giugno 2022 11:08

Sydney, capitale del Nuovo Galles del Sud

Sarebbero più di cinquemila i membri di organizzazioni criminali italiane che vivono e operano in Australia. Cinquantuno i clan mafiosi attivi, quattordici dei quali relativi alla ‘ndrangheta. Sono questi i numeri della maxioperazione che sta portando avanti da circa un anno la Polizia federale australiana (Afp). Lo riporta questa mattina la stampa straniera, tra cui i quotidiani britannici Daily Mail e The Guardian. I clan si concentrano soprattutto nel Nuovo Galles del Sud, ma sono presenti e operano in tutto il continente.

È soprattutto la ‘ndrangheta a fare paura. «È una problema globale», ha detto il vice commissario dell'Afp, Nigel Ryan, in una conferenza stampa in cui ha spiegato i dettagli circa la presenza della mafia italiana nel continente. «È responsabile del 70-80% del traffico di cocaina in tutto il mondo e sta inondando l'Australia di droghe illecite, tra cui anche cannabis e metanfetamine».

Ma c’è di più, i clan sarebbero protagonisti anche del riciclaggio di denaro, che – ha spiegato ancora Ryan - è di miliardi di dollari all'anno. Avrebbero anche contatti anche con bande mediorientali, triadi asiatiche cartelli sudamericani: «E tirano le fila delle bande di motociclisti fuorilegge australiani, che sono dietro alcune delle violenze più significative nelle nostre comunità».

Tutti elementi già emersi esattamente un anno fa con l’operazione Ironside, che portò a oltre mille arresti in tutto il mondo, 383 in Australia con il coinvolgimento tra gli altri di presunti boss della mafia, motociclisti anziani e lavoratori aeroportuali. In quell’occasione furono sequestrate più di 6,3 tonnellate di droghe illecite e 55 milioni di dollari in contanti.

Le indagini sono state condotte grazie a un'app sviluppata dall’Fbi, AN0M, installata sui cellulari dei malavitosi. Grazie alle informazioni raccolte, è stato possibile ricostruire i movimenti e gli affari dei membri dei clan. La Polizia federale australiana è attualmente in contatto con le autorità italiane, statunitensi, spagnole e brasiliane per smantellare la rete internazionale messa in piedi dalla mafia italiana.

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