L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 9 giugno 2022

Gli anglosionististatunitensi hanno dichiarato guerra alla Federazione Russa, forse hanno sbagliato i calcoli

Ucraina, quattro miti per una sconfitta



Quanto potrà durare la vicenda ucraina ? A leggere il bollettino di ieri del ministero della Difesa russo si direbbe poco. Missili ad alta precisione hanno colpito un impianto di riparazione per mezzi corazzati a Karkov, sono sati distrutti 2 posti di comando, 3 aree di concentrazione di truppe e materiali, 1 batteria di sistemi missilistici a lancio multiplo Uragan vicino a Kharkov, 4 depositi di armi e munizioni e 1 deposito di carburante Inoltre l’aviazione tattica ha colpito 63 aree di concentrazione di soldati e attrezzature militari tra cui il posto di comando della 14a Brigata Meccanizzata, mentre sono stati distrutti 8 carri armati, diversi lanciarazzi multipli di 2° grado, di quelli appena arrivati dagli Usa, una intera batteria di artiglieria, una stazione di guerra elettronica e 13 veicoli di vario uso. Nel corso di questa operazione si calcolano circa 160 soldati ucraini morti. I mezzi di difesa area hanno abbattuto 2 MiG-29 dell’aeronautica ucraina vicino a Snegirevka, nella regione di Nikolaev, 1 elicottero Mi-8 vicino a Belaya Krinitsya, 11 droni, 3 missili Tochka-U, mentre 5 razzi Smerch sono stati intercettati vicino a Chernobaevka. Missili e artiglieria hanno colpito altri 68 posti di comando, 172 posizioni di artiglieria tra cui 2 batterie di sistemi missilistici a lancio multiplo Smerch vicino ad Aleksandrovka e Kutuzovka, una batteria di Uragan MLRS vicino a Kitsevka, nella regione di Kharkov, così come26 aree di concentramento di truppe con un bilancio di circa 320 morti tra i soldati ucraini. Infine dopo tre giorni di combattimenti per la liberazione di Svyatogorsk nella Repubblica popolare di Donetsk sono stati distrutti 6 carri armati pesanti, 5 veicoli corazzati, 36 cannoni e mortai di artiglieria da campo, 4 lanciarazzi multipli Grad e sono caduti circa 300 soldati ucraini.

Mi scuso per il lungo elenco che però ho voluto riportare per intero in modo da mostrare a quale ritmo vengono distrutte le residue forze ucraine e quale sia il grado di totale menzogna della stampa occidentale. Ora anche supponendo che le azioni portate a termine e le perdite avversarie siano la metà di quelle elencate dal ministero della Difesa russo è fin troppo chiaro che questa fase di logoramento non può durare a lungo. Quella che sembra una lentezza di avanzamento è dovuto al fatto che le truppe ucraine si sono incistate nelle città e nei villaggi, facendosi scudo della popolazione e tentando di colpire a distanza i civili a Donetsk. Per questo i russi non possono semplicemente distruggere queste postazioni senza provocare un grande numero di vittime i civili. Certo gli occidentali lo farebbero senza pensarci un secondo, ma per i russi che non appartengono alla neobarbarie occidentale, non è affatto così. Inoltre i combattimenti casa per casa sono molto costosi in termini di vittime e quindi le truppe russe hanno suturato le linee di rifornimento attendendo che gli ucraini si arrendano.

Se finora questo non è avvenuto è a causa dei vari miti che il governo fantoccio di Kiev ha diffuso a partire dall’inizio della guerra e che si sono via via sgretolati. Il primo mito è stato quello che il mondo intero fosse con l’Ucraina e che la Russia sarebbe stata schiacciata. Si è scoperto invece che la maggior parte del mondo non vuole seguire gli ordini di Washington, che non lo vogliono i due Paesi più abitati della terra, ovvero Cina e India, che non lo vuole il Sudamerica, che non lo vuole l’Africa e buona parte del resto dell’Asia. il secondo mito è che l’Ucraina sarebbe stata accettata con proceduta accelerata dall’Ue e che quindi il Paese si sarebbe salvato da una enorme bancarotta, ma invece Francia e Germania hanno detto che vorranno diversi anni e che anzi forse non ci si arriverà mai. il terzo mito è che con le armi occidentali l’Ucraina avrebbe prevalso e la Russia sarebbe stata costretta a pagare un’indennità. Il quarto e probabilmente ultimo mito è la favola del milione di uomini da armare per sconfiggere Mosca, come se coscritti male armati, non addestrati e senza alcuna voglia di combattere possano davvero costituire una forza credibile: si squaglierebbero come neve al sole, Fino ad ora questa mitologia ha fatto credere che sarebbe bastato resistere ancora un po’ perché la situazione si risolvesse. Invece è sempre peggio anche perché tutto nel resto del mondo sembra precipitare in una serie di crisi: ci si attende il crollo di alcune catene di approvvigionamento planetario, un inasprimento della crisi energetica, l’aumento della fiammata inflattiva che metterà in crisi molte economie e infine una crisi alimentare che dipende essenzialmente dalle sanzioni alla Russia che fanno mancare fertilizzanti e enormi quantità di derrate alimentari. Si tenta di addebitare a Mosca la fame nel mondo con la doppia bugia che non viene permesso alle navi cariche di grano di uscire dai porti ucraini e che l’Ucraina stessa si il granaio di Europa. Si tratta di sciocchezze rese ancora più frenetiche e insulse dal fatto che poi i raccolti sono di proprietà di grandi imprese occidentali: in ogni caso si tratta di 20 milioni di tonnellate di grano, ossia di una quantità tutto sommato modesta e sottratta agli ucraini che così non avranno nemmeno di che mangiare. Non si dice peraltro che è la Russia ad essere di gran lunga il maggior produttore di grano al mondo oltre che il maggior esportatore di cereali e di fertilizzanti e che quindi qualsiasi problema alimentare è da addebitarsi all’occidente e alle sue sciagurate e inutili sanzioni.

L’insieme di queste condizioni porterà a un tramonto delle istituzioni “internazionali” che non hanno saputo affrontare la situazione e che anzi in qualche caso come è quello del Consiglio di Europa hanno contribuito a crearla. In sostanza siamo al tramonto di quella architettura occidentale che di fatto si riteneva l’unica adatta a creare un ordine planetario, benché ci siano tuttora in Russia poteri collegati al globalismo con cui Putin dovrà fare i conti fino in fondo. Ben presto ci si accorgerà che l’aver voluto a tutti i costi la guerra in Ucraina è stata la mossa sbagliata nel momento sbagliato e che si cerca un modo qualunque per spegnere l’incendio senza ammettere la sconfitta.

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