L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 5 giugno 2022

Gli Stati Uniti che si fanno invincibili nella narrazione, ancorché abbiano praticamente perduto quasi tutte le guerre che hanno intrapreso e regalato al mondo il terrorismo che è poi la loro azione di maggiore successo

Non raccontate bugie a tovarisch Sarmat



Ricordo che da ragazzino del ginnasio il prof di greco ci diede da tradurre un aneddoto di cui ricordo solo il testo, ma di cui ho perso completamente traccia: un ateniese conversa con uno spartano e passando davanti a un tempio in cui sono effigiate alcune gloriose gesta militari di Atene dice al suo interlocutore, ” ecco il valore degli ateniesi”. Ma prontamente lo spartano disse: “si, nelle immagini”. Ora Sparta e Atene non esistono più e nemmeno gli stereotipi che le hanno accompagnate, eppure assistiamo a qualcosa di simile, a un America che si fa invincibile nella narrazione, ancorché abbia praticamente perduto quasi tutte le guerre che ha intrapreso e regalato al mondo il terrorismo che è poi la sua azione di maggiore successo. E adesso deve gonfiare i muscoli di fronte ai suoi sottoposti e ai suoi stessi cittadini nel confronto con un Paese che è il più esteso del mondo, con le più grandi risorse minerarie del pianeta, con una grande cultura e con una tecnologia militare avanzatissima nel campo dell’energia nucleare, dei sottomarini, dei missili ipersonici e di molte altre cose: tuttavia questa dimostrazione di forza è qualcosa a cui una psiche fondamentalmente infantile non può rinunciare, anche se il rischio è immenso.

Pochi hanno fatto caso nelle settimane scorse al successo del test finale del nuovo missile russo Sarmat di cui si stanno entrando in linea i primi 50 esemplari , eppure esso in qualche modo viene da lontano e vuole essere una risposta preventiva alle guerre stellari, inaugurate a parole da Reagan, ma mai di fatto realizzate. In qualche modo quell'idea è stata per circa trent'anni  un supporto per la strategia del “primo colpo”, inaugurata da Clinton: si pensava di poter colpire la Russia o la Cina, anzi entrambi questi Paesi con salve di missili che avrebbero potuto distruggere gran parte delle possibilità di reazione degli avversari. Era un po’ la sostituzione dell’idea di devastare l’Unione Sovietica con 240 bombe nucleari concepita all'indomani della seconda guerra mondiale nella convinzione che l’Urss non sarebbe mai e poi mai stata in grado di avere in tempi brevi una propria bomba atomica: dopo tutto gli Usa avevano dovuto raccogliere tutti gli scienziati europei per realizzare un ordigno che da soli non avrebbero mai potuto concepire e costruire. Bene, il Sarmat è la risposta russa esistente alle guerre stellari non ancora esistenti degli Usa: gli scienziati russi ci lavorano da almeno due decenni, per sottolineare la differenza di progettualità che esiste con il futile occidente dell’eterno presente. Immaginate un missile intercontinentale che può volare a mach 12 su percorsi suborbitali arbitrari verso punti arbitrari del pianeta e non può essere intercettato da alcuna tecnologia nota agli americani. All'arrivo questi missili rilasciano una serie di veicoli di rientro ipersonici manovrabili (Avangard) armati di carichi nucleari che non possono nemmeno loro essere intercettati, essendo più veloci di qualsiasi altra cosa abbiano gli americani che solo adesso stanno sperimentando un missile ipersonico, ma comunque parecchio meno veloce di ciò di cui già dispongono russi e cinesi. il quadro si completa con l’arrivo degli S500 in grado di intercettare a loro volta missili ipersonici. In parole povere significa che in una guerra nucleare l’occidente complessivo verrebbe cancellato.

Ecco una delle ragioni per cui i russi si possono permettersi di demolire mattone per mattone l’Ucraina assurda creata dalla Nato e affidata a fanatici, senza temere le fesserie muscolari dell'élite di Washington o le patetiche esibizioni dei suoi cagnetti addestrati che preferiscono suicidarsi per andare a raccogliere il bastone lanciato dal padrone, piuttosto che pensare. Ne ha bisogno di ribattere alle enormi sciocchezze che i media occidentali scrivono sulla debolezza russa o sui fantomatici eserciti di un milione di uomini che l’Ucraina potrebbe mettere in campo: si sa che la menzogna è come una droga, la dose va sempre aumentata e tra un po’ saranno due milioni più Superman, Batman e l’uomo ragno come riserva strategica. Si i russi possono aspettare il momento in cui a causa della sconfitta a cui stanno andando incontro i poteri deviati dell’occidente, il focus della falsa informazione non si concentrerà più sull’Ucraina.

Nota Al contrario di quanto generalmente si creda l’appellativo tovarisch che diventò quello comune in epoca sovietica non vuol, dire affatto compagno, come nelle varie dizioni europee, ma socio e in qualche usato usato anche per vice ( dal 1802 al 1917, ci fu la posizione di “tovarisch ministr” , vice ministro). Quindi non si tratta di un semplice compagno, ma di un socio nella costruzione di una nuova società.

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