L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

giovedì 30 giugno 2022

Hanno rispolverato Kissinger, 99 anni, quello che "minaccio" Aldo Moro, con compiaciuta ferocia, di ciò che gli sarebbe successo se avesse difeso la sovranità italiana

Kissinger scatenato in interviste/dialogo con Putin. E’ la voce dell’Oligarchia che cerca di evitare una vera guerra dove si può anche perdere
Maurizio Blondet 30 Giugno 2022

Umbero Pascali

Il punto è’ che 

1) la temutissima oligarchia mondialista non è invincibile ne’ invulnerabile e 
2) essa ama organizzare guerre di saccheggio dall’esito scontato e “divide et impera” infiniti, MA 

TEME LE VERE GUERRE. Quelle dove il risultato non è’ scontato, dove si PUÒ ANCHE PERDERE.

Quella che la Russia sta conducendo è una di queste rarità storiche.

Non è una “guerra dell’Ucraina”, anche se il casus belli, il trigger point, è stata proprio la provocazione imbastita da quelli della NATO e del Deep State angloamericano.

Il calcolo – megalomane e dilettantesco – era quello di attirare la Russia in una “trappola” come quella dell’Afghanistan 1989.

Il fatto che l’alta oligarchia abbia affidato a questi mafiosi da strapazzo un’operazione (per loro) così importante, dimostra che la stessa oligarchia sta arrivando alla fine della corda.

La Russia di Putin li ha sorpresi, scioccati. Lo stesso sedicente genio Kissinger si è detto sorpreso della decisione di Putin di intervenire militarmente in Ucraina.

Come per l’elezione di Trump nel

2016, questa possibilità non era stata contemplata. Quindi, il piano “perfetto”- studiato a tavolino e confermato al computer – è saltato in aria. Dopodiché, è rimasta solo l’arma della propaganda, non certo per confondere i Russi che hanno un profondo disprezzo per questi magliari napoletani, ma per cercare di mantenere il controllo sulle menti delle popolazioni occidentali.

Se i soggetti occidentali capiscono che quelli che si presentano come onnipotenti, non sono altro che un gruppo di dittatori falliti che si arrabattano maldestramente giorno per giorno, sarebbe il tracollo, la fine di quell’aura di potere, unica cosa rimasta loro.

La continua, metodica, inarrestabile marcia dei Russi -sia sul piano militare, che su quello economico e culturale — provoca una crescita geometrica del senso di insicurezza in cui sta precipitando l’oligarchia. La quale si deve preoccupare anche della corsa suicida dei loro corrotti e incapaci servi — quelli del Deep State, le mafie politico/ massoniche dei Bush/Clinton.

I loro vassalli nei vari paesi occidentali chiedono a gran voce protezione e soldi. E si agitano e fanno agitare istericamente e in modo imbarazzante il pupazzetto di jour, Zelensky. Ma ormai Zelensky e i vassalli stanno diventando ridicoli agli occhi della gente comune. Le loro grida moralistiche contro Putin, la patetica operazione del congresso americano contro la “insurrezione” dei trumpisti, stanno perdendo qualsiasi mordente che aveva avuto nel passato.

Ed e’ il panico. E quindi? E quindi si rispolvera l’unica arma che sembra rimasta: Henry Kissinger.

E il vecchio rottame -ha compiuto 99 anni il 27 maggio – si deve rimettere in moto. Come il vecchio criminale supercorrotto Biden, anche Kissinger non può avere nessun riposo. Dopo aver venduto l’anima all’oligarchia, il “genio diplomatico” – quello che informò Aldo Moro, con compiaciuta ferocia, di ciò che gli sarebbe successo se avesse difeso la sovranità italiana – deve alzarsi dalla sedia a rotelle e ballare.

Kissinger deve convincere il suo “amico” Putin a accettare una tregua.

Deve fermare i pazzi scatenati (e terrorizzati di poter essere sganciati) della NATO e del Deep State, e nello stesso tempo deve mediare con Putin!

Ma i Russi chiariscono ogni giorno con calma determinazione che loro andranno avanti “fino a quando gli scopi originali dell’operazione saranno stati raggiunti”.

Questo è il senso della mobilitazione del grottesco circo equestre dei decrepiti grand commis già da tempo sull’orlo della fossa, da Biden a Kissinger fino a Bergoglio…

Qualcuno dirà: ma questa non può essere la potentissima oligarchia globalista, questa non può essere la cospirazione planetaria di cui si è parlato, il grande reset, l’Agenda 2030, il grande Piano…!

Invece si. Come spiegava il pugile Mike Tyson: tutti hanno un piano finché ti prendi una paragona in piena faccia. Allora il piano scompare…

Questo è quello che succede quando un gruppo oligarchico che ha creduto di aver raggiunto l’onnipotenza – e ha convinto il mondo della sua invincibilità – si scontra con una forza decisa a non farsi distruggere e saccheggiare. Una forza decisa a sacrificare tutto pur di non farsi assoggettare.

Cioè quando un’oligarchia si trova a dover fronteggiare una vera guerra.

Il centenario Kissinger – i Biden e i Bergoglio non possono fare granché. Lo sgretolamento è in corso.


Esclusiva della rivista tedesca Stern: Henry Kissinger mette in guardia da una nuova guerra fredda tra USA e Cina: “…questo, nelle attuali circostanze, potrebbe distruggere la vita civile”.

Amburgo, Germania

In un’intervista rilasciata alla rivista Stern, l’ex Segretario di Stato americano Henry Kissinger ha messo in guardia dalla possibilità di fare della Russia un alleato della Cina – e di inasprire così il conflitto tra gli Stati Uniti d’America e la Cina.

Kissinger ha dichiarato: “Non si può vedere la storia dell’Europa dall’inizio del XVII secolo senza la comparsa della Russia in ogni momento chiave. Quindi, trattarla per sempre come un’emarginata non è compatibile con la mia visione dell’Europa e la renderà un alleato della Cina. Se si comportano in questo modo, dobbiamo resistere e impedirlo. Se questa guerra finirà – e credo che finirà – se l’Alleanza atlantica potrà dire di aver raggiunto gli obiettivi tradizionali e la Russia non avrà raggiunto i suoi, la NATO dovrebbe sentirsi abbastanza forte da elaborare un nuovo rapporto con la Russia come l’Europa ha fatto dopo le guerre napoleoniche. Non è contro la storia dell’Europa.

Kissinger ha proseguito: “La Cina in realtà è la mia preoccupazione ancora più grande. Penso che la Cina e gli Stati Uniti siano due superpotenze in grado di distruggere l’umanità e che stiano aumentando queste capacità ogni anno e le stiano incrementando con l’intelligenza artificiale che crea una forma di guerra per la quale nessuno ha alcuna esperienza. Quindi, hanno l’obbligo unico di evitare questo tipo di guerra e di limitare la loro competizione a ciò che può essere sostenuto dall’umanità. Sì, abbiamo un po’ di retorica da guerra fredda, ma avrete notato che la settimana scorsa il consigliere per la sicurezza del Presidente ha parlato per quattro ore con i leader cinesi in Lussemburgo e che la conversazione è stata descritta come costruttiva. Abbiamo due compiti. In primo luogo, essere strategicamente forti e non essere soggetti al dominio di un altro Paese. Ma in secondo luogo, condurre queste relazioni in modo tale da non entrare in crisi come gli europei prima della Prima Guerra Mondiale, quando si sono trovati in guerra come sonnambuli e poi non sapevano come finirla. Questa condizione, nelle circostanze attuali, potrebbe distruggere la vita civile.

Henry Kissinger si oppone a un colpo di Stato contro Putin: “È probabile che si debba fare un accordo di pace con Putin” – ma l’Occidente non dovrebbe “tollerare” una minaccia nucleare russa

L’ex segretario degli Stati Uniti Henry Kissinger ha sostenuto in un’intervista alla rivista stern la necessità di continuare il dialogo con la Russia e con il suo presidente Wladimir Putin. Kissinger ha affermato che: “La guerra finirà un giorno. Dopo la guerra, il rapporto dell’Ucraina con la Russia dovrà essere ridefinito. Anche il rapporto dell’Europa con la Russia dovrà essere ridefinito alla fine della guerra, perché la Russia continuerà a svolgere un ruolo importante nelle relazioni internazionali. Ma se la Russia dovesse dissolversi a seguito della guerra, il caos che si creerebbe in Asia centrale e in Medio Oriente sarebbe un altro elemento di disturbo”.

Rispondendo alla domanda se la pace sarà possibile solo dopo la rimozione di Putin, ha detto: “È probabile che l’accordo debba essere fatto con Putin. Se Putin venisse rovesciato, questo faciliterebbe certamente i negoziati. Ma quando si raggiungono tutti gli altri obiettivi e si continua la guerra allo scopo di rovesciare Putin, a mio parere non ci sarebbe il sostegno dell’opinione pubblica, per quanto Putin sia impopolare al momento”.

Kissinger ha inoltre affermato che: “È una situazione molto fragile quando due potenze nucleari si contendono il territorio di una potenza non nucleare. Per quanto riguarda l’uso della minaccia delle armi nucleari da parte della Russia, non possiamo assolutamente cedere. Per due motivi. In primo luogo, l’ironia dell’evoluzione storica dalla Seconda Guerra Mondiale è che sono state spese enormi somme per le armi nucleari, sono state perfezionate molte volte, eppure nessun Paese è stato disposto a usarle perché non sapeva come controllare le conseguenze. Quindi, se Putin, se la Russia ha oltrepassato quella linea, questo deve essere respinto. Non si può tollerare che un accordo venga preso sotto la minaccia nucleare perché cambierebbe il mondo.

Henry Kissinger si difende dalle accuse di politica di appeasement mosse dal presidente Selenskyj: “Non ho detto nulla sulla Crimea”.

L’ex Segretario di Stato americano Henry Kissinger ha reagito in un’intervista alla rivista stern alle accuse rivoltegli dal Presidente ucraino Selenskyj. Selenskyj lo aveva accusato di politica di appeasement dopo che Kissinger aveva detto a un pubblico del World Economic Forum di Davos che per l’Ucraina ci sarebbe dovuta essere una soluzione attraverso i negoziati.

Ora Kissinger ha dichiarato alla rivista Stern, poco prima dell’inizio del vertice della NATO a Madrid: “Gli ucraini si sono comportati in modo eroico e stanno svolgendo una grande funzione nella difesa della loro libertà. Ma altri Paesi hanno le loro considerazioni storiche e immediate, e non possono essere esattamente le considerazioni ucraine. Questa è l’essenza di tutta la politica”.

Kissinger ha proseguito: “Sono a favore della libertà dell’Ucraina e credo, come ho detto a Davos, che lo status quo ante prima della guerra debba essere ristabilito, e che la Russia non debba avere alcun beneficio geografico o di altro tipo dalla sua invasione. Questa è la mia posizione di base. Il modo in cui raggiungere questo obiettivo è aperto alla discussione. L’Ucraina dovrebbe avere una voce molto importante, ma altri leader considereranno inevitabilmente la situazione generale dal loro punto di vista. Spero che questi punti di vista si concilino e che si possa raggiungere un obiettivo di base”.

Riguardo alle critiche dirette rivoltegli da Selenskij, ha detto: “Guardate cosa ha detto dopo. Ha rilasciato un’intervista al FT in cui ha accettato una descrizione precisa di ciò che ho cercato di dire a Davos. L’equivoco è nato dal fatto che ho detto che la linea di demarcazione dal cessate il fuoco dovrebbe essere lungo la linea dello status quo ante, che alcuni hanno interpretato nel senso che l’Ucraina dovrebbe rinunciare alla rivendicazione della quantità relativamente piccola di territorio che la Russia ha conquistato nel 2014. Ma non ho detto questo. Intendevo dire che la linea di immersione per il cessate il fuoco dovrebbe essere lungo lo status quo ante. Prima dell’inizio della guerra. Il territorio che rappresentava l’Ucraina a livello internazionale. Non ho detto nulla sulla Crimea”.

Kissinger ritiene inoltre necessario un grande programma di aiuti per l’Ucraina e l’adesione all’Unione Europea: “Sì, penso che l’Ucraina debba essere un membro dell’Unione Europea. Nel 2014 ho scritto un articolo sul Washington Post in cui mettevo in guardia contro l’adesione dell’Ucraina alla NATO. E in cui dicevo che la mia visione di un futuro positivo sarebbe stata un’Ucraina che fosse un ponte tra l’Europa e la Russia e non una linea di fronte. Pertanto, pensavo che l’Ucraina avrebbe potuto svolgere un ruolo simile a quello della Finlandia di allora. Un impegno molto forte nella difesa, ma anche una disponibilità al dialogo. Questo non è più possibile perché l’Ucraina è ormai un membro della NATO dal punto di vista operativo e sarà molto difficile tornare indietro. Ciò che mi attrae è un concetto di controllo degli armamenti lungo il confine russo-europeo in cui vi siano limitazioni reciproche, ma che avrà bisogno di un grande sviluppo intellettuale e pratico. ”

L’intervista è stata condotta da: Gregor Peter Schmitz, Jan Christoph Wiechmann Contatti: Oliver Creutz creutz.oliver@stern.de +49 40 3703 7248

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