L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

domenica 12 giugno 2022

I fanfulla al governo fanno finta di niente mentre le pensioni perdono il potere d'acquisto

Correttivi fiscali e nuovi sistemi di indicizzazione a difesa del potere d'acquisto delle pensioni
venerdì 10 giugno 2022


Per far fronte all’aumento dell’inflazione e alla conseguente perdita del potere di acquisto delle pensioni bisogna introdurre correttivi fiscali e nuovi sistemi di indicizzazione. La proposta viene dal Cupla, il coordinamento nazionale delle sigle delle associazioni dei pensionati di cui fa parte anche Cna, che sul tema ha organizzato un convegno svoltosi nei giorni scorsi a Roma.

“I risultati contenuti nel rapporto CER (Centro Europa Ricerche) parlano di una perdita drammatica del potere di acquisto delle pensioni – afferma il presidente di Cna Pensionati Umbria, Fabiano Coletti -. Ma il rapporto delinea anche possibili correttivi: vale a dire un sistema di adeguamento delle pensioni basato su un indice più sensibile alla variazione dei prezzi e un nuovo bonus Irpef, che rappresentano i due principali meccanismi che, negli ultimi 10 anni, hanno maggiormente contribuito a ridurre tale potere. Come abbiamo già denunciato in molte occasioni, tra il 2009 e il 2021 la perdita è stata del 4%, circa 800 euro all’anno, per le pensioni fino a 1.500 euro; mentre per quelle di 2000 euro lordi la perdita ha raggiunto il 7%, cioè circa 1.500 euro. Percentuale di perdita che sale ancora per le pensioni di importo superiore.”

“Un impoverimento pesante - aggiunge Marina Gasparri, responsabile regionale di Cna Pensionati - che il rapporto CER riconduce correttamente innanzitutto al meccanismo di adeguamento automatico del valore delle pensioni alle variazioni dei prezzi, che a partire dal 2012 è stato parziale e sottodimensionato, in particolare per le pensioni di più alto importo. E poi all’aumento del prelievo fiscale che, invece, ha gravato soprattutto sulle pensioni di minore importo, perché è un aumento dovuto perlopiù all’espansione delle addizionali locali sui redditi, che sono poco differenziate per livello di reddito e quindi finiscono per incidere percentualmente di più sulle pensioni più basse. Da notare, inoltre, come il sistema delle detrazioni d’imposta abbia creato negli anni una disparità crescente tra redditi da lavoro dipendente e redditi pensionistici, soprattutto dopo l’introduzione dei bonus Irpef, con una penalizzazione ai danni dei pensionati.”

“Le soluzioni prospettate dagli esperti del CER - prosegue Fabiano Coletti - potrebbero quindi contribuire a ridare valore alle pensioni attraverso un sistema di adeguamento delle pensioni all’inflazione basato sull’indice dei prezzi al consumo armonizzato per i paesi europei (IPCA), molto più sensibile alle variazioni dei prezzi di categorie come alimentari ed energetici. Infine – conclude Coletti - l’introduzione di un nuovo bonus Irpef correggerebbe almeno in parte gli effetti negativi del prelievo fiscale sulle pensioni.”

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