L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 20 giugno 2022

I farmaci sperimentali con modificazione genetiche facciamoli solo a Speranza e ai suoi accoliti, questa setta deve scomparire ma prima devono pagare

Si avvicina il Pfizer gate ?



E’ senza dubbio una guerra, una guerra che combattiamo a mani nude contro poteri ubiqui che si sono impadroniti delle istituzioni democratiche e che continuano a costruire una dittatura su basi sanitarie fornite dalle multinazionali del farmaco come Pfizer. Ma a volte le cose sono curiose e questi poteri trovano ostacoli proprio in quei costrutti che li hanno resi forti. Per esempio adesso sui mercati finanziari e azionari cominciano a circolare voci che prevedono un Pfizer-gate e dunque un cosiddetto cigno nero per le azioni di questa società. Del resto è quasi un anno e mezzo che ricerche e rivelazioni stano demolendo il candido muro della “scienza” dietro cui si nascondono apprendisti stregoni privi di qualsiasi scrupolo e venditori di virus presi dai bio laboratori made in Usa. Già nel gennaio 2021, uno dei redattori più noti e autorevoli del British Medical Journal (BMJ), il professor Peter Doshi, intervenne per rilevare che in realtà gli studi di Pfizer erano stati condotti male e che l’efficacia massima del vaccino calcolata correttamente sulla base dei dati forniti, era al massimo del 29 % il che non avrebbe permesso alcuna autorizzazione di questo farmaco genico. E questo nella sostanza vale anche per gli altri vaccini. Successivamente si è saputo che nello studio clinico di Pfizer si erano verificati meno decessi nel gruppo placebo rispetto al gruppo dei vaccinati, un circostanza che era stata relegata dall’aziende nelle tabelle in appendice e dunque era rimasta nascosta. Poi lo scandalo Ventavia ha mostrato che si erano verificate palesi manipolazioni negli studi. Questo per non parlare di ciò che si va scoprendo nella documentazione della Fda sull’approvazione del vaccino Pfizer che questo organismo voleva secretare o rivelare nel corso di 75 anni, ma che è stato costretto a consegnare.

Benché ufficialmente si stia facendo di tutto per soffocare lo scandalo che di fatto ha coinvolto una parte importante del mondo scientifico, di quello mediatico e di quello politico che adesso cerca di aumentare il tasso di censura, i mercati avvertono odore di sangue e sanno che questa barricata eretta contro la verità comincia a vacillare. Si mormora che gli hedge fund di Londra si stiano occupando della questione; circolano voci secondo cui Pfizer avrebbe pagato tangent alla FDA che doveva controllare i suoi studi clinici e si dice che ci siano amicizie personali tra i dirigenti della Pfizer, alti funzionari del governo degli Stati Uniti e funzionari della Food and drug administration, cosa per altro notissima, ma finora passata in secondo piano. Si parla anche di pagamenti di tangenti all’Austria perché imponesse la vaccinazione obbligatoria e si tratterebbe a quanto si dice di cifre superiori ai cento milioni. A quest’ultimo proposito l’avvocato Alexander Todor Kostic che segue le questioni del vaccino in Austria ha dichiarato : “Sono curioso di vedere quali sospetti verranno presto confermati. Abbiamo anche già documenti che confermano chiaramente il sospetto che la vaccinazione obbligatoria fosse pianificata con largo anticipo all’inizio della crisi Corona in Austria, al fine di sviluppare un enorme modello di business a scapito della popolazione”.

Come si vede tutto questo non sfiora nemmeno il problema gravissimo delle reazioni avverse che ormai non riesce più ad essere nascosto, nonostante il disperato forzo dei poteri corrotti. Quindi c’è la possibilità concreta che esploda uno scandalo in alcune di queste aree o che la Pfizer sia di fatto costretta a spendere cifre folli – probabilmente nell’ordine dei dieci zeri – per bloccare le rivelazioni incipienti o per addomesticarle in qualche modo, cosa che in pratica equivale a una perdita immediata e probabilmente a una futura nell’ambito della credibilità.  In più – e questo è tutt’altro che secondario – c’è il discredito cui stanno andando incontro molti governi occidentali a causa dello scontro frontale con la Russia che hanno voluto mettere in scena. A questo punto molti anelli deboli potrebbero spezzarsi.

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