L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

lunedì 13 giugno 2022

I servizi segreti non indagano sulla disinformazione del clero televisivo, del Circo Mediatico

La menzogna ai tempi del colera



Da tempo l’informazione occidentale è diventata una farsa, il racconto di un idiota pieno di strepito e furore, senza alcun significato, ma invece di correggersi e di ritrovare un minimo di onestà, il lato oscuro del mainstream si fa sempre più denso e disponibile alla menzogna. Lo Spiegel, uno dei settimanali tedeschi più letti, nonché uno dei più beneficati da Bill Gates che lo ha omaggiato in diverse occasioni per un totale di 300 milioni di dollari, ha pubblicato un articolo in cui si dice letteralmente: “Il sindaco della città russa di Mariupol, nel sud dell’Ucraina, ha invitato le Nazioni Unite e la Croce Rossa Internazionale a lavorare per creare un corridoio umanitario in modo che i restanti residenti possano lasciare la città in cui è scoppiato il colera. “C’è un’epidemia di dissenteria e colera… La guerra, che ha causato la morte di più di 20.000 persone ( causate dai nazisti ucraini ndr) , purtroppo causerà la morte di altre migliaia di persone in più con questi focolai di infezione”, Tutti quelli che hanno avuto modo recentemente di recarsi a Mariupol, di fatto i pochi giornalisti indipendenti che ancora testardamente sopravvivono, sono rimasti piuttosto sorpresi da queste cronache non avendo visto morti per le strade, non avendo sentito del colera e assistendo invece all’opera di ricostruzione della città che procede con una certa intensità. Ma il mistero è stato presto risolto: lo Spiegel non ha alcuna notizia di prima mano si è limitato a riportare e a mettere insieme due diverse dichiarazioni del “sindaco” di Mariupol diffuse dalla Reuters, altra centrale internazionale di bufale nonché azionista di Pfizer, per farsi mancare proprio nulla.

La prima dichiarazione diceva: “Il colera e altre malattie mortali potrebbero uccidere migliaia di persone nella città di Mariupol, nel sud dell’Ucraina, poiché i corpi non vengono raccolti lì e l’estate porta un clima più caldo, ha detto il sindaco della città”. Mentre la seconda sembrava più precisa: “C’è un focolaio di dissenteria e colera. Sfortunatamente, questa è la valutazione dei nostri medici: che la guerra, che ha causato la morte di oltre 20.000 persone… con questi focolai di infezione, purtroppo, mieterà migliaia di Mariupoli in più“, Come si vede sono state messe insieme due dichiarazioni diverse, una che denuncia l’eventualità dello sviluppo del colera e l’altra che lo certifica, sia pure attraverso il parere di “esperti” non ben indentificati: anche all’ultimo dei cretini sarebbe venuto in mente che c’è qualcosa di strano, qualcosa che non funziona in questa successione di dichiarazioni, ma non allo Spiegel il quale sa benissimo che in realtà la Reuters e dunque anche quelli che ne riprendono i lanci, sta inventando di sana pianta notizie che dovrebbero colpire i russi: infatti il cosiddetto sindaco di Mariupol è in realtà l’ex sindaco filonazista che si è dato alla fuga già da primi di marzo, che è odiato in maniera viscerale dalla popolazione della città e che non si sa dove risieda ora . Tuttavia questo personaggio, di nome Boichenko, una specie di sosia di Zelensky ogni giorno a distanza presumibilmente di centinaia di chilometri, inventa quotidianamente storie di questo genere su una città che ha abbandonato da mesi. Paradossalmente è ancora una delle fonti più importanti quando si parla di Mariupol. L’informazione mainstream non si preoccupa affatto che la maggior parte delle sue affermazioni sulla presunta situazione in città si siano rivelate false, anzi proprio per questo continua imperterrita a citarlo senza mai avere l’onestà di dire propri lettori che non solo non è più sindaco, ma che vive ben lontano da Mariupol e da qualunque divisa russa per non essere arrestato come complice di una strage. Del resto che senso avrebbe dare informazioni su organi di non informazione dove si fa pessima fiction invece di giornalismo? Anche la minima traccia di verità è mortale per costoro e di certo devono tutelare la loro salute.

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