L'albero della storia è sempre verde

L'albero della storia è sempre verde

"Teniamo ben ferma la comprensione del fatto che, di regola, le classi dominanti vincono sempre perché sempre in possesso della comprensione della totalità concettuale della riproduzione sociale, e le classi dominate perdono sempre per la loro stupidità strategica, dovuta all’impossibilità materiale di accedere a questa comprensione intellettuale. Nella storia universale comparata non vi sono assolutamente eccezioni. La prima e l’unica eccezione è il 1917 russo. Per questo, sul piano storico-mondiale, Lenin è molto più grande di Marx. Marx è soltanto il coronamento del grande pensiero idealistico ed umanistico tedesco, ed il fondatore del metodo della comprensione della storia attraverso i modi di produzione. Ma Lenin è molto di più. Lenin è il primo esempio storico in assoluto in cui le classi dominate, sia pure purtroppo soltanto per pochi decenni, hanno potuto vincere contro le classi dominanti. Bisogna dunque studiare con attenzione sia le ragioni della vittoria che le ragioni della sconfitta. Ma esse stanno in un solo complesso di problemi, la natura del partito comunista ed il suo rovesciamento posteriore classistico, individualistico e soprattutto anti- comunitario" Costanzo Preve da "Il modo di produzione comunitario. Il problema del comunismo rimesso sui piedi"

venerdì 17 giugno 2022

I tre idioti sorridenti in treno

Tre inutili re magi



E’ davvero una scena patetica quella dei tre re magi, Macron, Draghi e Scholz che invertendo la tradizionale rotta sono andati verso oriente ad incontrare Zekensky, il loro cocainomane preferito ( è una battuta ovviamente, i loro cocainomani preferiti sono probabilmente loro stessi) non si capisce bene a fare che cosa, a parte le chiacchiere sull’ingresso ucraino nella Ue che nessuno davvero vuole e sul quale sono già stati messi veti, perché dopo aver riempito l’Ucraina di armi e la testa dei loro stessi cittadini di assurde narrazioni vittoriose, ora pretendono che il comico di Kiev, chieda la pace rinunciando ai territori del Donbass, una cosa incoerente perché la sua sopravvivenza è legata solo alla capacità di alzare la posta. E del resto anche il padrone, che è pure quello dei tre pellegrini, non è soddisfatto di lui: quando un organo del “Team Clinton” come The Daily Beast , in cui la figlia di Hillary siede nel consiglio di amministrazione, scrive che “Il giorno del giudizio sta arrivando per Zelensky” è lecito ritenere che il personaggio sia ormai bruciato e che torni utile solo per nascondere dentro le pieghe di un putsch a Kiev la totale sconfitta occidentale. quindi il viaggio è stato intrapreso solo per illudere gli europei che questi tre tomi possano fare qualcosa e stendano ogni volta il tappetino in direzione di Washington. In ogni caso questo viaggetto è arrivato troppo tardi: quando questi tre hanno visitato Mosca all’inizio di febbraio, avevano ancora buoni argomenti per negoziare e prevenire una guerra non necessaria, tanto più che almeno due erano garanti degli accordi di Minsk, tuttavia non hanno voluto disobbedire al grande capo Mutanda Bagnata che regna al di là dell’oceano, il quale voleva a tutti i costi una guerra pensando così di abbattere la Russia, mentre la vera vittima è stata l’Europa, come del resto era ampiamente prevedibile e previsto.

Ora si trovano di fronte alla situazione senza uscita che essi stessi hanno provocato, prima con l’inazione e poi con l’export di armi creando una situazione di semi belligeranza: la Russia a questo punto non potrà più accettare una qualsiasi pace negoziata, ma solo la resa incondizionata dell’Ucraina indirettamente dei suoi sponsor. Solo così potrà alla fine ottenere un vero disarmo dell’Ucraina che il suo obiettivo. E’ il risultato finale di politiche che il presidente del Messico ha definito “immorali” e che si sintetizzano in una frase: “noi forniamo le armi, voi i corpi”. Infamia di cui i tre idioti sorridenti in treno nemmeno più si accorgono. Tutto questo si svolge mentre è sempre più evidente la crisi profonda dell’unipolarità americana e la nascita di nuove aggregazioni, di nuovi partenariati internazionali e di cooperazione economica da cui l’Europa sarà completamente esclusa, nella sua qualità burattinesca i cui fili vengono tirati a Washington. Chi d’altra parte accetterebbe il suicidio economico pur di obbedire al padrone? Così potrà appoggiarsi solo agli Usa che l’hanno portata alla rovina proprio perché non partecipasse al nuovo mondo in gestazione.. Non per nulla questi tre re magi nel loro mesto e colpevole viaggio di ritorno portano in dono guerra, disastro economico e povertà. Le uniche cose di cui sono realmente capaci.

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